Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui privilegi e le immunità del tribunale unificato dei brevetti

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Relatore ed estensore del Parere per conto della Commissione Politiche dell'Unione Europea sul Disegno di Legge n.2673 Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui privilegi e le immunità del tribunale unificato dei brevetti, fatto a Bruxelles il 29 giugno 2016 (testo).

Il Disegno di legge provvede alla ratifica del Protocollo sui privilegi e le immunità del Tribunale unificato dei brevetti (TUB), relativo all’Accordo sull’istituzione del TUB, del 19 febbraio 2013, ratificato con legge n. 214 del 2016.
Al riguardo, va ricordato che, inizialmente, l’Italia si era dichiarata indisponibile ad aderire ad un accordo che prevede l’utilizzo di tre lingue ufficiali (inglese, francese e tedesco) tra cui non figura l’italiano, mentre poi ha mutato posizione, aderendo, il 2 luglio 2015, alla cooperazione rafforzata, a cui partecipano oggi 25 Stati membri dell’Unione europea.
Essendo previste sedi del TUB in diversi Stati membri (Francia, Germania, Regno Unito, Lussemburgo) e la possibilità di istituire divisioni locali o regionali anche in altre località, tra le quali figura Milano, nel contesto dell’apposito Comitato preparatorio intergovernativo è stato negoziato un Protocollo sui privilegi e le immunità del TUB e del suo personale, onde fornire alla materia un’impostazione unitaria, utile tanto agli Stati parte quanto al personale, di diverse nazionalità, che sarà impiegato dall’organizzazione.

Relatore del regolamento che disciplina le bevande spiritose

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Relatore della proposta di regolamento che disciplina le bevande spiritose (COM(2016) 750), su cui ho proposto un parere motivato contrario ai sensi del Protocollo n. 2, che è stato approvato.

La Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla definizione, alla presentazione e all'etichettatura delle bevande spiritose, all'uso delle denominazioni di bevande spiritose nella presentazione e nell'etichettatura di altri prodotti alimentari nonché alla protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose (n. COM (2016) 750 definitivo) è diretta alla rifusione del regolamento (CE) n. 110/2008 relativo alle bevande spiritose, al fine di allinearne i contenuti agli articoli 290 e 291 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, relativi al conferimento alla Commissione europea del potere di adottare atti delegati e regolamenti di esecuzione, nonché al fine di rendere le procedure per la gestione delle indicazioni geografiche nel settore delle bevande spiritose più omogenee con le procedure di gestione delle DOP, IGP e STG previste dal regolamento (CE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari.
Anche alla luce della relazione del Governo, trasmessa ai sensi dell’articolo 6, commi 4 e 5, della legge n. 234 del 2012, ove si sostiene che la modifica del Capo III, relativa alle indicazioni geografiche, nel sostituire le procedure esistenti per la gestione delle indicazioni geografiche nel settore delle bevande spiritose con nuove procedure ispirate a quelle vigenti per altri prodotti agricoli e alimentari, introduca "elementi innovativi esorbitanti le finalità legate al solo allineamento della regolamentazione in esame", ho proposto, quindi, una bozza di osservazioni contrarie con rilievi.

Relatore ed estensore del Parere sulla legge sui Piccoli Comuni

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Relatore e presentatore dei Pareri del Disegno di Legge n. 2541 “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi Comuni” (Testo del DDL in PDF) in Commissione Politiche dell’Unione Europea.

Il disegno di legge in titolo è già stato approvato dalla Camera dei deputati il 29 settembre 2016.
L'articolo 1 reca le finalità dello stesso, che riguardano i Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti.
L’articolo 3 del TUE prevede che l’Unione promuova la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri, e l’articolo 174 del TFUE stabilisce che per promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale.
In riferimento all’articolo 11, ove si prevede che costituisca titolo preferenziale per l’aggiudicazione degli appalti indetti dai piccoli Comuni l’utilizzo dei prodotti provenienti da filiera corta o a chilometro utile, il criterio di "territorialità" o di "filiera corta", diretto a favorire le imprese che operano in un determinato territorio, non appare espressamente riconducibile alle direttive europee, ma può rientrare nel criterio di qualità di un prodotto basata sulle sue caratteristiche ambientali, ai sensi dell’articolo 67, paragrafo 2, e del considerando n. 92 della direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici.

Relatore ed estensore del Parere sull'Accordo Cop21 sul clima

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Relatore e presentatore dei Pareri del Disegno di Legge n. 2568 “Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015” (Testo del DDL in PDF) in Commissione Politiche dell’Unione Europea.

Il 12 dicembre 2015, la 21a Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), cosiddetta COP 21, tenutasi a Parigi, ha adottato il testo dell’Accordo concernente la riduzione globale delle emissioni di gas a effetto serra, ora all'esame dei Parlamenti nazionali per la relativa ratifica.
L’Accordo di Parigi costituisce un rilevante avanzamento, rispetto al Protocollo di Kyoto del 1997, nel rafforzamento dell’azione collettiva mondiale e nell’accelerazione della transizione globale verso un’economia a basse emissioni di carbonio e una società resiliente ai cambiamenti climatici. Esso fissa un obiettivo qualitativo di riduzione delle emissioni a lungo termine in linea con l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2ºC e di proseguire gli sforzi per mantenerlo a 1,5ºC. A tal fine, le Parti sono tenute a definire o aggiornare i piani climatici nazionali di riduzione delle emissioni ed è previsto che a partire dal 2023, ogni 5 anni le Parti faranno il punto della situazione, per monitorare i progressi e valutare le riduzioni delle emissioni.