La legalità a Ostia

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Intervento in una conferenza stampa sulla questione della legalità a Ostia (video).

Gli avvisi di garanzia e l’oscuramento di alcuni siti sono arrivati lo stesso giorno in cui il Prefetto Vulpiani in Commissione Antimafia ha certificato ciò che l’inchiesta della Commissione ha già affermato più volte in questi mesi in merito alle vicende di Ostia.
A Ostia c’è stato in questi anni un pesantissimo insediamento della criminalità organizzata in un rapporto con le istituzioni fortemente invasivo e preoccupante, non solo in merito alle vicende del litorale.
In Commissione Antimafia abbiamo fatto molte audizioni su questo tema e si è preso atto della concretezza della situazione e tutto ciò è stato ribadito anche dal Prefetto Vulpiani.
Già in Commissione Antimafia era stato individuato poi un altro aspetto: questo insediamento della criminalità organizzata si è fondato anche sulla capacità di condizionare sia l’informazione che l’associazionismo.
È evidente che sono stati usati siti informativi e associazioni pseudo-antimafia per alimentare quella situazione di non-chiarezza e non-trasparenza che denuncia il rapporto della DIA con cui la criminalità organizzata ha cercato di confondere e di attaccare l’antimafia vera delegittimandola.
Questo è successo a Ostia: quei siti oggi oscurati e alcune di quelle figure indagate, in questi anni, hanno svolto la funzione di delegittimare chi davvero l’antimafia la stava facendo come la giornalista Federica Angeli, Libera (per l’affidamento di una spiaggia) e tutti i soggetti che davano fastidio alle famiglie della criminalità a Ostia.
Su questo tema dobbiamo riflettere perché c’è un salto di qualità importante: c’è un uso scientifico dell’informazione e di un certo tipo di associazionismo che è possibile grazie ad una strategia studiata di cui dobbiamo tenere conto anche nel futuro.

Su tutta questa vicenda c’è stata una sottovalutazione colpevole da parte del Movimento 5 Stelle perché noi queste cose le abbiamo discusse, dette e verificate nel lavoro della Commissione Antimafia. Eppure, ancora pochi giorni fa, durante l’audizione di Matteo Orfini quando, rispondendo ad una domanda, il Presidente del PD ha detto c’era il pericolo di una sottovalutazione da parte di alcune forze politiche - e in particolare di M5S - e si sono suscitate le ire del Movimento e di chi era lì a rappresentarlo, come spesso succede in casi analoghi. Oggi auspichiamo che il Movimento 5 Stelle prenda atto che non ci stavamo inventando nulla e le cose che dicevamo erano molto chiare anche nell’inchiesta svolta in Commissione Antimafia e sono cose su cui sta indagando ora la magistratura, non sono fantasie. Ci aspettiamo, quindi, che il Movimento 5 Stelle prenda atto che non ha alcuna verginità precostituita da difendere ma anche M5S, come tutti gli altri hanno già fatto da tempo, deve aprire una riflessione su come la politica riesce a tenersi lontana dalle infiltrazioni e dalle collusioni con la criminalità organizzata.
Il tema che poniamo, dunque, è se il Movimento 5 Stelle ritiene compatibile con la propria organizzazione persone che ormai è appurato che hanno sostenuto e coperto associazioni e pezzi di informazione che sul territorio di Ostia hanno agito (come noi abbiamo spesso denunciato) per aiutare la criminalità organizzata a creare un clima di delegittimazione di chi davvero combatteva la mafia.
Il Movimento 5 Stelle ritiene che le persone che hanno agito in questo modo a Ostia siano ancora compatibili con il loro Movimento?

Video della conferenza stampa»



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