Intervento in Commissione Antimafia durante l'audizione di Sala, DG di Expo

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Parto da un punto di vista che riguarda la Commissione Antimafia.
Continuo a pensare che vada sottolineato il fatto che, per Expo e per quanto riguarda gli appalti di Expo, ci sia stato un lavoro straordinario che prima non era mai stato fatto in Italia, rispetto alla costruzione dei controlli e dei protocolli. Questo lavoro è stato fatto con qualche ritardo ma con rigore e, oggi, se stiamo parlando comunque di 33 interdittive e 3 estromissioni è perché si sono messi in moto una serie di strumenti utili per impedire le infiltrazioni mafiose e, quindi, credo che dobbiamo dirci che è stato fatto un lavoro efficace.
Tra l’altro, le banche dati create in questa occasione resteranno utili per tutte le grandi opere. Lo dico, non perché ci sia bisogno di difendere qualcosa, ma perché vorrei porre una questione e vorrei provare a capire la situazione, anche grazie all’aiuto di Giuseppe Sala.
Penso che la necessità della velocità non giustifichi un abbassamento dei controlli rispetto a ciò che è stato fatto.
Sapendo che la prossima fase è una fase in cui arrivano gli altri Paesi con i prefabbricati, non c’è più alcuna movimentazione terra o altro all’interno dell’area, vorrei capire cosa significa allestimenti e eventi e se tutto si riduce lì.
La questione che volevo porre è questa: secondo me, si è costruito un filtro rispetto alla criminalità organizzata che, per quanto bene sia stato messo, non risolve il problema della corruzione. Le due cose, infatti, non coincidono.
Penso, quindi, che si debba porre anche da qui un tema e cioè che il fenomeno di corruzione e di condizionamento degli appalti è un tema che non si risolve soltanto con il filtro contro la criminalità organizzata. Inoltre, c’è una permeabilità alla corruzione nei luoghi in cui si definiscono gli appalti che va affrontata mettendo in campo delle leggi adeguate e cambiando quelle che non funzionano come ad esempio questa legge che consente una maggiore discrezionalità a seconda delle cifre e, quindi, consente di spezzettare gli appalti. Penso che un imprenditore che è già stato condannato una serie di volte per qualcosa non possa continuare a partecipare ad appalti o almeno non ad appalti pubblici.
Però, siccome per Expo non faremo in tempo a cambiare la legge sugli appalti, volevo chiedere a Sala che cosa si pensa di fare sulla questione delle centrali appaltanti e come alzare la guardia nelle centrali appaltanti rispetto alla corruzione.
So che si sta lavorando, c’è stato un incontro tra Sala e il Presidente del Consiglio.
Tenendo conto che la questione di Infrastrutture Lombarde, non è una novità delle notizie di questi giorni, ma è una questione che si poneva da tempo ed è una grande centrale appaltante di quasi tutte le opere pubbliche e le grandi opere che ci sono in Lombardia. Lì non c’è un problema di criminalità organizzata, lì c’è un problema di come costruire gli anticorpi all’interno e credo che mischiare le due cose non aiuti a risolverle.
Nessuno di noi è in grado di entrare nel merito delle inchieste e penso che la scelta della magistratura sia stata quella di intervenire ora per impedire che vengano inquinati i futuri appalti di Expo, sia stata una scelta felice.
La cosa che volevo capire da Sala rispetto a quello che sa e da quello che si capisce, se questa “cupola” ha già condizionato gli appalti relativi ad Expo che sono già in essere.
La Magistratura di Milano ha detto che sugli appalti si può andare avanti e, quindi, credo che voglia dire che non sono in discussione. Ci sono degli appalti in essere, però questa è una questione non di poco conto su cui sarebbe bene avere l’opinione di Giuseppe Sala.

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