Relatore della legge sulla trasparenza dei partiti politici

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Relatore (insieme al Senatore Mancuso) del Disegno di Legge n.2439 Disposizioni in materia di partiti politici. Norme per favorire la trasparenza e la partecipazione democratica (trasparenza partiti politici).
Il Disegno di Legge è incardinato in commissione Affari costituzionali al Senato in sede referente ed già stato approvato nei mesi scorsi dalla Camera dei Deputati.
La commissione in sede referente ha quindi il compito di preparare i documenti che poi saranno trasmessi in assemblea per il voto che si svolge prima sui caratteri generali della proposta, poi sui singoli articoli (che possono essere emendati, soppressi o sostituiti) ed infine sull'intero testo.

Relazione:
L'articolo 1 specifica che l'intervento normativo è volto alla promozione della trasparenza dell'attività dei partiti, movimenti e gruppi politici organizzati e al rafforzamento dei loro requisiti di democraticità, al fine di favorire la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita politica.
L'articolo 2 prospetta una definizione e tipizzazione dell'attività politica condotta dai partiti, enucleando, nello specifico, il concorso alla formazione dell'indirizzo politico, l'elaborazione di programmi per il governo nazionale o locale, la selezione di candidati a cariche pubbliche e il loro sostegno, in conformità alla Costituzione e ai principi fondamentali dell'ordinamento democratico. Prevede, inoltre, che l'organizzazione e il funzionamento dei partiti siano improntati al principio della trasparenza e al metodo democratico. È altresì richiamato il diritto di tutti gli iscritti a partecipare, senza discriminazioni, alla determinazione delle scelte politiche che impegnano il partito.
Conseguentemente, una novella all'articolo 3 del decreto-legge n. 149 del 2013 prescrive che lo statuto del partito politico indichi le forme e le modalità di iscrizione, i diritti e i doveri degli iscritti e i relativi organi di garanzia, nonché le modalità di partecipazione alle fasi di formazione della proposta politica, inclusa la selezione dei candidati alle elezioni. Si prevede, inoltre, che lo statuto regoli l'istituzione di un'anagrafe degli iscritti e il suo accesso, nel rispetto della normativa in materia di dati personali.
Con un'altra modifica al decreto-legge n. 149, è specificato che, tra i contenuti necessari dello statuto, devono essere indicati i criteri di ripartizione delle risorse tra gli organi centrali e le eventuali articolazioni territoriali.
Il testo specifica poi che, salva diversa disposizione di legge, dello statuto o dell'accordo associativo, i partiti, movimenti e gruppi politici organizzati sono regolati dalle norme che disciplinano le associazioni non riconosciute.
Riguardo alla denominazione e al simbolo usati dai soggetti politici organizzati, è richiamata espressamente la disciplina dettata dall'articolo 7 del codice civile, in materia di tutela del diritto al nome. Inoltre, si prevede che, salva diversa disposizione dello statuto o dell'accordo associativo, la denominazione e il simbolo siano nella esclusiva titolarità del partito che ne fa uso e che ogni modifica e ogni atto di disposizione o di concessione in uso del nome e del simbolo sia di competenza dell'assemblea degli associati o iscritti.
L'articolo 3 introduce disposizioni in materia di trasparenza nella partecipazione alle elezioni politiche, apportando alcune novelle al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957. Nel dettaglio, si dispone la contestualità del deposito obbligatorio nei collegi plurinominali, di contrassegno, liste e statuto. In mancanza del deposito dello statuto, deve comunque essere depositata una dichiarazione recante alcuni elementi minimi di trasparenza. È disciplinata, poi, la procedura per l'integrazione e l'eventuale opposizione, nel caso in cui il Ministero dell'interno comunichi la mancanza nella dichiarazione di uno o più degli elementi richiesti. È altresì stabilito che, in caso di mancato deposito dello statuto ovvero della suddetta dichiarazione di trasparenza, le liste siano ricusate dall'Ufficio centrale circoscrizionale. La medesima sanzione ricusatoria è prevista per il mancato deposito del programma elettorale.
Per ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato, l'articolo 4 prevede la pubblicazione, in un'apposita sezione del sito internet del Ministero dell'interno, del contrassegno, dello statuto o della dichiarazione sostitutiva di trasparenza, del programma elettorale, nonché delle liste di candidati presentate in ciascun collegio.
All'articolo 5, è richiesta la pubblicazione di alcuni elementi informativi sul sito internet del singolo partito, movimento o gruppo politico. In caso di partito iscritto nel registro dei partiti, devono essere pubblicati: lo statuto; il rendiconto di esercizio; la relazione del revisore; il verbale di approvazione del rendiconto di esercizio da parte del competente organo del partito; l'elenco dei beni immobili e beni mobili registrati e degli strumenti finanziari, di cui il partito sia intestatario; le erogazioni sopra i 5.000 euro percepite. In caso di partito non iscritto nel registro, è stabilito l'obbligo di pubblicazione anche di una serie di altri elementi, tra i quali il numero, la composizione e le attribuzioni degli organi deliberativi, esecutivi e di controllo, le modalità di selezione delle candidature nonché l'organo comunque investito della rappresentanza legale. A vigilare su questi adempimenti di pubblicazione è la Commissione di garanzia degli statuti.
L'articolo 6 reca disposizioni in materia di trasparenza dei finanziamenti, contributi, beni o servizi. In particolare, è previsto l'obbligo di pubblicazione dell'elenco dei beni immobili, dei beni mobili registrati e degli strumenti finanziari. Tale obbligo si applica ai partiti iscritti nel registro, nonché ai soli partiti non iscritti che abbiano almeno un parlamentare eletto alla Camera dei deputati all'avvio della legislatura, o che nel corso della legislatura abbiano costituito un Gruppo parlamentare o una componente politica interna al Gruppo misto.
Altre disposizioni concernono le erogazioni ricevute dal partito, sotto qualsiasi forma, compresa la messa a disposizione di servizi. Sono norme differenziate a seconda si tratti di erogazioni di importo annuo pari o superiore a 5.000 euro, ovvero inferiore a tale cifra. Per le erogazioni di importo inferiore a 5.000 euro è stabilito l'obbligo di pubblicazione nella relazione allegata al rendiconto di esercizio, sulla base di aggregazioni che diano conto della relativa provenienza; per le erogazioni pari o sopra i 5.000 euro, sono previsti obblighi di dichiarazione e di pubblicazione sul sito del partito.
In particolare, l'erogatore e il ricevente sono tenuti a fare una dichiarazione congiunta. L'obbligo di dichiarazione riguarda le erogazioni effettuate non solo a favore del partito - incluse le sue articolazioni politico-organizzative - ma anche a favore del singolo candidato o parlamentare, sia nazionale sia europeo, del singolo candidato o consigliere regionale, provinciale, metropolitano o comunale, del titolare di cariche nel partito a livello nazionale, regionale e locale, nonché a favore di colui che è indicato come capo della forza politica nelle elezioni nazionali. Ove si tratti di erogazione a favore di candidati, la dichiarazione può essere attestata solo dal beneficiario; analoga semplificazione è consentita se l'erogatore sia residente o domiciliato all'estero. In caso di erogazioni al partito realizzate con mezzi tracciabili, la dichiarazione del contributo può avere la forma di un'attestazione dell'elenco degli erogatori, degli importi e della documentazione contabile. Le richiamate dichiarazioni e attestazioni sono depositate o trasmesse alla Commissione per la garanzia dei partiti politici entro tre mesi dalla percezione dell'erogazione.
Tutti cittadini elettori hanno diritto di conoscere le erogazioni, previa richiesta alla Commissione di garanzia; nel caso di importi compresi tra 5.000 e 15.000 euro, l'accesso è subordinato al consenso del soggetto erogante. Tale consenso è necessario anche per la pubblicazione sul sito internet del partito, nel caso di erogazione di importo complessivo annuo compreso tra 5.000 e 15.000 euro. Sono, inoltre, previste sanzioni nei casi di inadempienza degli obblighi di dichiarazione e di pubblicazione.
Il medesimo articolo 6 stabilisce, infine, che ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato possa essere collegato formalmente a fondazioni o associazioni e che i rapporti tra il partito e le fondazioni o associazioni ad esso collegate debbano conformarsi ai principi di trasparenza, autonomia finanziaria e separazione contabile.
L'articolo 7 concerne alcune forme di promozione da parte degli enti territoriali di attività politiche di partiti, quali la fornitura di beni o servizi e la messa a disposizione di locali per lo svolgimento di riunioni, convegni o altre iniziative.
L'articolo 8 circoscrive l'ambito soggettivo di applicazione dell'obbligo - previsto dall'articolo 9 della legge n. 96 del 2012 - di avvalersi di una società di revisione iscritta nell'albo, la quale esprime, con apposita relazione, un giudizio sul rendiconto di esercizio dei partiti. Tale obbligo permane per i partiti e i movimenti politici, ivi incluse le liste di candidati che non siano diretta espressione degli stessi, aventi almeno un rappresentante eletto alla Camera dei deputati, al Senato della Repubblica o al Parlamento europeo. L'obbligo non è invece più rivolto ai partiti e ai movimenti politici che abbiano conseguito almeno il due per cento dei voti validi espressi nelle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati ovvero che abbiano almeno un rappresentante eletto in un consiglio regionale o nei consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano.
All'articolo 9 sono introdotte alcune sanzioni amministrative pecuniarie, aggiuntive rispetto alle sanzioni già poste dal decreto-legge n. 149 del 2013, in materia di trasparenza dei bilanci.
L'articolo 10 reca la clausola di invarianza finanziaria, mentre con l'articolo 11 sono introdotte norme transitorie finali, tra le quali, in particolare, la previsione di un termine di diciotto mesi per l'adeguamento degli statuti dei partiti alle prescrizioni poste dal disegno di legge.
L'articolo 12, infine, dispone l'abrogazione di alcune disposizioni vigenti.

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