Relatore ed estensore del Parere sulle modifiche al codice penale

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Relatore in 14° Commissione del Senato (Politiche dell’Unione Europea) ed estensore del Parere - poi approvato - sul disegno di legge n. 2067 (a prima firma del Ministro della Giustizia Orlando) riguardante Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi nonché all’ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena.

Parere non ostativo approvato dalla Commissione sul DDL 2067: 

La 14a Commissione permanente,
esaminato il disegno di legge in titolo, già approvato dalla Camera dei deputati il 23 settembre 2015;
considerato che:
- esso si compone di 35 articoli, suddivisi in 5 Titoli;

- il Titolo I introduce modifiche al codice penale ed è a sua volta composto da due capi. Il Capo I (articoli 1-6) riguarda l’estinzione del reato per condotte riparatorie e modifiche ai limiti di pena per i delitti di scambio elettorale politico mafioso, furto e rapina. Il Capo II (articoli 7-9) reca delega il Governo per la riforma del regime della procedibilità per taluni reati, per il riordino di alcuni settori del codice penale e per una revisione della disciplina del casellario giudiziale;

- il Titolo II reca modifiche al codice di procedura penale ed è composto da tre Capi. Il Capo I (articoli 10-12) interviene sulla disciplina della incapacità dell’imputato a partecipare al processo, delle indagini preliminari e dell’archiviazione. Il Capo II (articoli 13-20) riguarda i riti speciali, l’udienza preliminare, l’istruzione dibattimentale e la struttura della sentenza di merito. Il Capo III (articoli 21-25) riguarda la semplificazione delle impugnazioni;

- il Titolo III (articoli 26-28) modifica le disposizioni di attuazione del codice di procedura penale e la normativa di organizzazione dell’ufficio del pubblico ministero;

- il Titolo IV (articoli 29-33) reca una delega al Governo per la riforma del processo penale e dell’ordinamento penitenziario;

- il Titolo V (articoli 34 e 35) reca disposizioni finali, prevedendo le clausole di copertura finanziaria e di entrata in vigore;

ricordato che la Commissione giustizia, nella seduta del 28 aprile 2016, ha congiunto, all’esame del disegno di legge n. 2067 e connessi, i disegni di legge n. 1844 e connessi e il disegno di legge n. 2103, in materia di prescrizione, e che i correlatori presenteranno una proposta di testo unificato da assumere come testo base per il prosieguo dell’esame;

valutato che non sussistono, ad un primo esame, profili di incompatibilità delle disposizioni del disegno di legge in titolo con l’ordinamento dell’Unione europea;

esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, con le seguenti osservazioni:

nel documento della Commissione europea SWD(2016) 81, del 26 febbraio 2016 (relazione per Paese relativa all’Italia 2016), adottato nell’ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici, sono contenute alcune valutazioni inerenti l’efficacia del sistema giudiziario italiano nel suo complesso;

con particolare riferimento alla lotta alla corruzione, nel detto documento, si evidenzia come la riforma dei termini di prescrizione stia subendo ritardi, dato che il"progetto di legge volto alla revisione organica dell’istituto ... è ancora in discussione in Parlamento". Peraltro, nel 2015 sono state approvate alcune leggi che innalzano il limite edittale delle pene per determinati reati di corruzione, introducono nel codice penale reati nuovi quali l’auto-riciclaggio e il falso in bilancio e rafforzano le competenze dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), in particolare in tema di appalti pubblici. Sono inoltre in corso iniziative legislative per incoraggiare i dipendenti pubblici che segnalano illeciti (c.d. whistleblower), cui attualmente è offerta una protezione solo limitata e frammentaria;

nel citato documento della Commissione europea si afferma come "un’attuazione adeguata di queste norme, associata alla rapida approvazione della revisione organica dell’istituto della prescrizione, potrebbe segnare un cambiamento di passo nella lotta contro la corruzione";

nel medesimo senso, peraltro, le stesse Raccomandazioni specifiche per Paese relative all’Italia, emesse del Consiglio il 14 luglio 2015 a conclusione del semestre europeo 2015, raccomandavano all’Italia la riforma dell’istituto della prescrizione "entro la metà del 2015".

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