Istituzione del Fondo europeo per la Difesa

pubblicato il .

Relatore ed estensore del Parere per la 14° Commissione (Politiche dell’Unione Europea) sull’Atto comunitario n. 405 (Istituzione del Fondo europeo per la Difesa).
La Comunicazione della Commissione europea sull'istituzione di un Fondo europeo per la difesa (AC 405) delinea la costituzione del Fondo, già preannunciato dal Presidente della Commissione europea al Parlamento europeo nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 14 settembre 2016, e prefigurato nel Piano d’azione in materia di difesa presentato dalla Commissione europea il 30 novembre 2016 e avallato dal Consiglio europeo del dicembre 2016.
Lo schema di parere presentato è favorevole ed è stato poi approvato.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL’ATTO COMUNITARIO N. 405

La Commissione, esaminato l’atto in titolo,

considerato che esso delinea la costituzione del Fondo europeo per la difesa, già preannunciato dal Presidente della Commissione europea al Parlamento europeo, nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 14 settembre 2016, e prefigurato nel Piano d’azione in materia di difesa presentato dalla Commissione europea il 30 novembre 2016 e avallato dal Consiglio europeo del dicembre 2016;

rilevato che la finalità del Fondo è quella di dare un forte impulso all’industria della difesa europea, coordinando, integrando e amplificando gli investimenti nazionali per la ricerca nel settore della difesa, nello sviluppo di prototipi e nell’acquisizione di tecnologie e materiali di difesa, per assicurare maggiore efficienza nella spesa degli Stati membri in materia di difesa, ridurre le duplicazioni e ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo. In particolare, l’attuale inefficienza dell’industria di difesa europea è ben evidenziata nel confronto con gli Stati Uniti, i quali, con una spesa per la difesa più che doppia rispetto all’UE, contano con soli 30 sistemi d’arma rispetto ai 178 dell’Europa, un solo tipo di carro armato rispetto ai 17 europei, 4 tipi di nave militare contro i 29 europei, e 6 tipi di aerei militari rispetto ai 20 europei;

considerato, in particolare, che:

- il Fondo è suddiviso in due sezioni distinte e complementari, la sezione "ricerca" e la sezione "capacità", che coprono l’intero ciclo di sviluppo industriale della difesa, dalla fase di ricerca a quella dell’immissione dei prodotti sul mercato;

- per quanto riguarda la sezione "ricerca", il bilancio dell’UE per il 2017 ha già stanziato 25 milioni di euro per l’Azione preparatoria per la ricerca nel settore della difesa (PADR) che proseguirà fino al 2020 con un totale di 90 milioni di euro, in vista del Programma di ricerca nel settore della difesa che sarà presentato nel corso del 2018 per il periodo successivo al 2020 con un bilancio di 500 milioni di euro l’anno. L’Azione preparatoria è destinata ai settori della ricerca sui sistemi di difesa fondamentali e si fonda sulle priorità stabilite dagli Stati membri e dall’Agenzia europea per la difesa (AED). Il sostegno dell’UE viene erogato principalmente sotto forma di sovvenzioni senza necessità di cofinanziamento nazionale. I primi inviti a presentare proposte sono stati pubblicati il 7 giugno 2017;

- per quanto riguarda la sezione "capacità", i contributi proverranno principalmente dagli Stati membri, mentre il cofinanziamento dell’UE sarà diretto a promuovere la cooperazione tra gli Stati e a ridurre il rischio d’impresa, soprattutto nelle prime fasi più onerose dello sviluppo industriale e della realizzazione dei prototipi. Il 7 giugno 2017 è stata presentata una proposta legislativa istitutiva del Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa per il periodo 2019-2020 (COM(2017) 294), che prevede un contributo europeo di 500 milioni di euro, a cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale, per un totale stimato di almeno 2,5 miliardi di euro per il biennio. Per il periodo successivo al 2020, si prevede un contributo europeo di un miliardo l’anno, a cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale, per un totale complessivo pari a circa 5 miliardi di euro l’anno. Parallelamente, la Commissione europea sta avviando lo sviluppo di una serie di strumenti finanziari che possono essere utilizzati in modo flessibile dagli Stati membri per finanziare congiuntamente i progetti, sia nella fase dello sviluppo dei prototipi, cofinanziata dal bilancio dell’UE, sia nelle successive fasi dello sviluppo e dell’acquisizione finale delle capacità di difesa;

- riguardo al funzionamento del predetto Programma di sviluppo del settore industriale della difesa, è richiesto che gli Stati membri si impegnino nel finanziamento congiunto anche delle ulteriori fasi di sviluppo e dell’acquisizione finale del prodotto o tecnologie in modo coordinato, eventualmente anche attraverso appalti congiunti, al fine di assicurare ragionevoli garanzie agli ingenti investimenti effettuati nelle fasi della ricerca e del primo sviluppo industriale, nonché per ottimizzare gli stessi investimenti favorendo sinergie tra le imprese di Stati membri diversi;

richiamate le osservazioni formulate da questa Commissione, il 2 agosto 2017, sulla citata proposta di regolamento che istituisce il Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (COM(2017) 294) e ribadita la piena condivisione della linea politica diretta alla costituzione di un’effettiva Unione europea della difesa, come prefigurato dalla Strategia globale per la politica estera e di sicurezza, del 28 giugno 2016, e dal connesso Piano d’azione, anche attraverso la cooperazione strutturata permanente tra alcuni Stati membri, sia in funzione della necessità di raggiungere una effettiva capacità autonoma di sicurezza e difesa europea, sia in quanto ciò rappresenta una visibile e significativa risposta per un rilancio del progetto politico di integrazione europea;

considerato il recente discorso del Presidente della Commissione europea sullo stato dell’Unione, pronunciato dinanzi al Parlamento europeo il 13 settembre 2017, in cui ha ribadito la volontà di dedicare maggiore impegno alle questioni della difesa, compresa l’istituzione del nuovo Fondo europeo per la difesa e la cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa, per approdare a una vera e propria Unione europea della difesa entro il 2025,

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.


Nascondi modulo commenti

 10000 Caratteri rimanenti

Antispam Aggiorna immagine Case sensitive