Relatore ed estensore del Parere sull'Accordo Cop21 sul clima

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Relatore e presentatore dei Pareri del Disegno di Legge n. 2568 “Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015” (Testo del DDL in PDF) in Commissione Politiche dell’Unione Europea.

Il 12 dicembre 2015, la 21a Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), cosiddetta COP 21, tenutasi a Parigi, ha adottato il testo dell’Accordo concernente la riduzione globale delle emissioni di gas a effetto serra, ora all'esame dei Parlamenti nazionali per la relativa ratifica.
L’Accordo di Parigi costituisce un rilevante avanzamento, rispetto al Protocollo di Kyoto del 1997, nel rafforzamento dell’azione collettiva mondiale e nell’accelerazione della transizione globale verso un’economia a basse emissioni di carbonio e una società resiliente ai cambiamenti climatici. Esso fissa un obiettivo qualitativo di riduzione delle emissioni a lungo termine in linea con l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2ºC e di proseguire gli sforzi per mantenerlo a 1,5ºC. A tal fine, le Parti sono tenute a definire o aggiornare i piani climatici nazionali di riduzione delle emissioni ed è previsto che a partire dal 2023, ogni 5 anni le Parti faranno il punto della situazione, per monitorare i progressi e valutare le riduzioni delle emissioni.
Parere approvato dalla Commissione sul Disegno di Legge n.2568

La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo; ricordato che:

- il 12 dicembre 2015, la 21a Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), cosiddetta COP 21, tenutasi a Parigi, ha adottato il testo dell’Accordo concernente la riduzione globale delle emissioni di gas a effetto serra, aperto alla firma presso la sede delle Nazioni Unite a New York;

- l’Accordo di Parigi costituisce un rilevante avanzamento, rispetto al Protocollo di Kyoto del 1997, nel rafforzamento dell’azione collettiva mondiale e nell’accelerazione della transizione globale verso un’economia a basse emissioni di carbonio e una società resiliente ai cambiamenti climatici. Esso fissa un obiettivo qualitativo di riduzione delle emissioni a lungo termine in linea con l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2ºC e di proseguire gli sforzi per mantenerlo a 1,5ºC. A tal fine, le Parti sono tenute a definire o aggiornare i piani climatici nazionali di riduzione delle emissioni ed è previsto che a partire dal 2023, ogni 5 anni le Parti faranno il punto della situazione, per monitorare i progressi e valutare le riduzioni delle emissioni;

- l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno comunicato, il 6 marzo 2015, in vista dell’Accordo, i loro contributi stabiliti a livello nazionale (intended nationally determined contributions - INDC), impegnandosi a favore di un obiettivo minimo di riduzione interna delle emissioni di gas a effetto serra del 40% entro il 2030 rispetto al 1990, come indicato nelle conclusioni del Consiglio europeo del 23 ottobre 2014 relative al quadro per le politiche dell’energia e del clima all’orizzonte 2030;

- con la decisione (UE) 2016/590, dell’11 aprile 2016, il Consiglio dell’Unione europea ha autorizzato la firma, a nome dell'Unione, dell’Accordo di Parigi;

considerato che:

- il Consiglio "ambiente" dell’Unione europea, nella riunione del 30 settembre 2016, ha deciso di accelerare il processo di ratifica e, il 5 ottobre 2016, ha adottato la decisione (UE) 2016/1841, con cui ha ratificato l’Accordo di Parigi a nome dell'Unione europea. Nel medesimo giorno anche Francia, Germania, Ungheria, Malta e Slovacchia hanno ratificato l’Accordo e, pochi giorni dopo, anche Grecia e Svezia;

- lo stesso 5 ottobre 2016 è stata raggiunta la soglia prevista dall’Accordo per la sua entrata in vigore, che consiste nella ratifica di almeno 55 Parti della Convenzione che rappresentino almeno il 55 per cento delle emissioni totali di gas a effetto serra. Conseguentemente l’Accordo entrerà in vigore il prossimo 4 novembre 2016, 30 giorni dopo il raggiungimento della soglia;

- tra i maggiori produttori di emissioni di gas a effetto serra che hanno già ratificato l’Accordo figurano Cina, Stati Uniti d'America, Unione europea, India e Brasile;

sottolineata l’opportunità di procedere quanto prima alla ratifica dell’Accordo in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.


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