Relatore in Commissione per la Legge Europea 2015

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Relatore ed estensore del Parere favorevole poi approvato in 13° Commissione (Ambiente, Territorio, Beni Ambientali) del Disegno di Legge (2228) Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2015.

La legge europea è - assieme alla legge di delegazione europea - uno dei due strumenti predisposti dalla legge n. 234 del 2012 al fine di adeguare periodicamente l'ordinamento nazionale a quello dell'Unione europea. In particolare, nel disegno di legge europea vengono inserite norme volte, in linea generale, a prevenire l'apertura - o a permettere la chiusura - di procedure di infrazione. 
Del disegno di legge di legge europea 2015, per le parti di competenza della Commissione, vale la pena di segnalare l'articolo 17, che modifica l’articolo 12 della legge n. 157 del 1992 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), introducendo l’obbligo per ciascun cacciatore di annotare sul proprio tesserino venatorio la fauna selvatica stanziale e migratoria abbattuta, subito dopo l'abbattimento.
La disposizione è finalizzata alla chiusura di una parte del caso EU Pilot 6955/14/ENVI, avviato dalla Commissione europea con una richiesta di informazioni sull'attività di monitoraggio del prelievo venatorio in Italia e sull'impatto che tale prelievo esercita.
L’articolo 18 modifica in più punti la disciplina recata dal decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 162, di attuazione della direttiva 2009/31/CE, in materia di stoccaggio geologico del biossido di carbonio, al fine di superare i rilievi avanzati dalla Commissione europea nell’ambito del caso EU Pilot 7334/15/CLIM.
Vengono anzitutto introdotte due modifiche all’articolo 14 del decreto legislativo n. 162 del 2011, che detta le condizioni per il rilascio e il trasferimento delle autorizzazioni allo stoccaggio geologico del biossido di carbonio (CO2).
In particolare, si introduce una ulteriore condizione in merito al rilascio dell'autorizzazione allo stoccaggio, secondo la quale, in caso di più siti di stoccaggio nella stessa unità idraulica, le potenziali interazioni di pressione devono essere tali che tutti i siti rispettino simultaneamente le prescrizioni del medesimo decreto. Con una seconda modifica si prevede invece che per ciascuna unità idraulica possa essere rilasciata un’unica autorizzazione.
Si interviene inoltre sull’articolo 17 del decreto legislativo n. 162 del 2011, che disciplina i casi per la modifica, il riesame, l’aggiornamento, la revoca e decadenza dell'autorizzazione allo stoccaggio di biossido di carbonio (CO2).
Si prevede in particolare il riesame ed eventualmente l'aggiornamento dell’autorizzazione allo stoccaggio qualora risulti necessario in base ai più recenti risultati scientifici e progressi tecnologici e comunque cinque anni dopo il rilascio dell’autorizzazione e, in seguito, ogni dieci anni.
Viene infine modificato l’articolo 21 del decreto legislativo n. 162 del 2011, che disciplina la vigilanza e il controllo di tutte le attività di esplorazione, realizzazione degli impianti, iniezione di biossido di carbonio (CO2) e gestione dei siti, attraverso lo svolgimento di ispezioni periodiche ed occasionali.
Si interviene sulla tempistica per le ispezioni periodiche in materia di stoccaggio geologico del biossido di carbonio, specificando che le suddette ispezioni riguardano le strutture di iniezione e monitoraggio e tutta la serie di effetti significativi del complesso di stoccaggio sull’ambiente e sulla salute umana.