Relazione sull'Atto del Governo per la ripartizione dei finanziamenti per i parchi

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Approvato in Commissione Territorio Ambiente del Senato il parere di cui ero relatore inerente l'Atto del Governo sulla ripartizione dei finanziamenti per i parchi.

Testo della Relazione

ATTO DEL GOVERNO SOTTOPOSTO A PARERE PARLAMENTARE N. 26 - Riparto stanziamento Ministero dell'Ambiente per contributi ad enti
 
L'atto del Governo n. 26 riguarda la ripartizione delle risorse finanziarie assegnate ad Enti, Istituiti, Associazioni, Fondazioni ed altri Organismi, nell'ambito della missione 18 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, programma 13 Tutela e conservazione della fauna e della flora e salvaguardia della biodiversità e dell'ecosistema marino, capitolo 1551, piano gestionale 1, della tabella n. 9 del Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2013. Tenuto conto che a seguito delle disposizioni introdotte dalla legge finanziaria n.196 del 2009 le spese obbligatorie sono comprese nel nuovo capitolo 1552 la disponibilità attuale sul capitolo 1551 è pari ad euro 5.874.357, anche a seguito della riduzione intervenuta, di euro 75.643, sullo stanziamento iniziale di euro 5.950.000, per effetto del decreto legge n. 98 del 2011.
Ai fini delle azioni da finanziare con il provvedimento in esame, i parchi sono stati raggruppati in 4 ambiti ecoregionali: Provincia Alpino-Padana (4 parchi), Provincia Appenninica (6 parchi), Provincia Tirrenica (11 parchi), Provincia Adriatica (2 parchi) e sono state individuate e selezionate, per i 4 ambiti ecoregionali, 2 azioni di sistema trasversali, interessanti contemporaneamente più ambiti; 7 azioni di sistema, relative ai singoli ambiti e 15 azioni complementari alle azioni di sistema, specifiche per singolo parco.
I soggetti beneficiari e le destinazioni di spesa previsti per il riparto 2013 del capitolo 1551 sono i seguenti: n. 23 Enti Parco nazionali, n. 27 Aree Marine protette, n. 3 Parchi minerari; A ciò si aggiungono gli obblighi derivanti dall'adesione dello Stato italiano alle Convenzioni internazionali in materia ambientale e i finanziamenti delle Azioni di rilevanza nazionale.
Nell'ambito delle categorie di destinazione di spesa indicate, l'importo occorrente per gli obblighi derivanti dall'adesione dello Stato alle Convezioni internazionali risulta complessivamente pari ad euro 442.000, di cui euro 231.000 destinati alla Convenzione di Bonn sulla tutela delle specie migratorie ed euro 211.000 alla convenzione sul Commercio internazionale di flora e fauna minacciate da estinzione (CITES). Per la voce "Azioni di rilevanza nazionale" si è ritenuto di riservare una quota pari ad euro 627.357, su cui verranno compensati eventuali ulteriori accantonamenti operati sul capitolo 1551. Le risorse imputate a questa categoria, nello specifico, saranno destinate a programmi e attività di rilevanza nazionale. Per quanto riguarda i Parchi minerari, al Parco tecnologico ed archeologico delle colline metallifere grossetane, al Parco museo delle miniere dell'Amiata ed al Parco museo delle miniere di zolfo delle Marche sono state destinate risorse pari, rispettivamente, ad euro 250.000, 250.000 e 170.000. 
 
Nella sottostante tabella viene riportata la suddivisione, per macro voci di destinazione, dell'attuale disponibilità presente sul capitolo 1551
 
Enti Parco nazionali: 2.755.000
Arre Marine nazionali: 1.380.000
Convenzioni internazionali: 442.000
Azioni di rilevanza nazionale: 627.357
Parchi minerari: 670.000
Totale: 5.874.357
 
La procedura per il riparto della quota destinata agli Enti Parco nazionali, riconducibile al criterio della complessità territoriale-amministrativa delle aree protette, è stata elaborata sulla base di tre parametri: superfìcie occupata, superfìci naturali di riserva integrale e numero dei Comuni che consente di misurare il grado di complessità nella gestione delle relazioni istituzionali. Sulla base di questi parametri viene proposto un calcolo matematico dei contributi e vengono definite tre fasce a cui vanno rispettivamente contributi pari a 105mila, 125mila e 145mila euro. 
 
Confermando la positiva esperienza dello scorso esercizio riconosciuta dagli stessi istituti scientifici le somme così individuate saranno assegnate sulla base di una nuova direttiva agli enti parco che sarà emanata dal Ministro dell'Ambiente. La nuova direttiva chiederà le proposte di nuovi progetti consistenti in azioni di sistema, trasversali e complementari e l'elaborazione dei primi rendiconti naturalistici con misure verificabili in ciascun parco, in grado di rendere trasparenti le azioni e gli obiettivi perseguiti dagli Enti parco nazionale in termini di conservazione del capitale naturale. Le risorse, pertanto, saranno assegnate sulla base della presentazione da parte degli Enti Parco di iniziative e progetti conformi agli obiettivi fissati. Gli esiti delle azioni espletate confluiranno in un documento che formerà parte integrante della relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 394 del 1991 per l'esercizio 2015 e formerà oggetto di analisi per un miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia delle politiche di settore.
 
Per la prima volta quest'anno la direttiva del Ministro dell'Ambiente sarà rivolta anche alle aree marine protette. Nell'esercizio 2012, tutte le aree marine nazionali sono state dotate di un modello di programmazione standardizzato che consente di assicurare un monitoraggio delle politiche di settore per le aree di intervento e una programmazione ai fini della gestione di finanziamenti nazionali e comunitari, in considerazione delle sempre più esigue risorse ordinarie statali stanziate. Nel 2012 altresì, è stato definito ed adottato un metodo per l'assegnazione delle risorse destinate alle aree marine protette per i finanziamenti ordinari, in particolare sono stati applicati criteri obiettivi di riparto suddivisi in tre macroaree: Tutela dell'AMP, Impatto antropico e Efficienza gestionale. Il modello di gestione del sistema nazionale delle aree marine protette italiane si completa con una specifica azione per l'individuazione di indicatori di efficacia di gestione per monitorare le attività delle Aree Marine Protette rispetto alle finalità istitutive e la successiva applicazione sperimentale della metodologia individuata.
La procedura per la ripartizione della quota destinata alle Aree Marine Protette è stata elaborata sulla base della distinzione tra le aree ASPIM (Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea) e non, prevedendo per le prime che sono dieci Euro 70.000 e per le altre Euro 40.000.
 
Si invita quindi la commissione a dare parere positivo ad un atto che ripropone ed estende una modalità di finanziamento delle aree protette che ha dato risultati importanti e può dare una prospettiva non episodica alle politiche di valorizzazione e sviluppo delle aree protette.


Relatore Franco Mirabelli