Relatore e presentatore del Parere sul Disegno di Legge sulle misure per l'emergenza Terremoto

pubblicato il .

Relatore e presentatore del Parere sul Disegno di Legge n.2567 “Conversione in legge del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016” sia per la Commissione Ambiente che per la Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato.

Il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 189 del 2016, che reca misure urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016, contiene una articolata serie di misure di sostengo finanziario e per la governance della ricostruzione nella fase successiva a quella di prima emergenza.
A seguito del sisma del 24 agosto, sono stati già adottati diversi provvedimenti, in forma di decreti ed ordinanze della Protezione civile, che hanno disciplinato una serie di aspetti ora regolati dal decreto-legge in esame. Per i profili di interesse della Commissione, l’articolo 1 definisce l’ambito di applicazione, che include non solo i Comuni elencati nell’allegato 1, ma anche altri Comuni in cui si siano verificati danni causati dal sisma. Viene fissato al 31 dicembre 2018 il termine della gestione straordinaria e individuati gli organi deputati alla medesima gestione, quali il Commissario straordinario, i vice-commissari, la cabina di coordinamento della ricostruzione, nonché comitati istituzionali regionali in ognuna delle regioni colpite. All'articolo 62 si definiscono le funzioni del Commissario straordinario e dei Vice Commissari, richiamando anche la strategia nazionale per le aree interne, e - all'articolo 3 - si prevede l'istituzione degli Uffici speciali per la ricostruzione post-sisma.
Per l’attuazione degli interventi di immediata necessità, l’articolo 4 prevede l’istituzione del Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016, con una dotazione iniziale di 200 milioni di euro per l’anno 2016, e ulteriori disposizioni disciplinano l’utilizzo delle erogazioni liberali. Gli articoli da 5 a 10 recano norme per la ricostruzione privata, prevedendone i profili di finanziamento, mentre l’articolo 11 disciplina l’attuazione degli interventi di ricostruzione o ripristino dei centri storici e dei centri e nuclei urbani e rurali.
L’articolo 13 prevede che le richieste di contributi per interventi riguardanti immobili, già danneggiati a seguito degli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il 6 aprile 2009, siano definite secondo le modalità e alle condizioni disciplinati dal provvedimento.
All'articolo 14, vengono dettate norme per la ricostruzione pubblica e, all’articolo 15, si individuano i soggetti attuatori per gli interventi di riparazione, il ripristino con miglioramento sismico, e la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali.
L’articolo 19 stabilisce poi - per tre anni dalla data di entrata in vigore del provvedimento - priorità e gratuità nell’accesso al Fondo di garanzia a favore delle micro, piccole e medie imprese, comprese quelle del settore agroalimentare, con sede o unità nei territori dei Comuni interessati dal sisma e che abbiano subito danni per gli eventi sismici.
L'articolo 26 esclude, per l'esercizio finanziario 2016, l’Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l’Ente parco nazionale dei Monti Sibillini da alcuni vincoli di spesa previsti dalla legislazione vigente, rinviando all'articolo 52 per la copertura finanziaria degli oneri derivanti da tale disposizione, calcolati in 127.000 euro, che resteranno a disposizione dei predetti Enti parco.
L'articolo 27 prevede un programma delle infrastrutture ambientali da ripristinare e realizzare nei Comuni indicati all’allegato 1 del decreto, affidandone la predisposizione e approvazione al Commissario straordinario, con particolare riferimento agli impianti di depurazione e di collettamento fognario.
Al riguardo si dettano semplificazioni procedimentali, prevedendo la copertura degli interventi nel limite di 3 milioni di euro nel 2016, nell'ambito delle risorse previste dall'articolo 52 del decreto. In materia di ricostruzione pubblica, l'articolo 14, comma 2, lettera f), del decreto-legge fa riferimento ad un programma di ripristino e di realizzazione delle infrastrutture ambientali nelle aree oggetto degli eventi sismici del 24 agosto 2016, con particolare attenzione agli impianti di depurazione e di collettamento fognario, occorrendo coordinare le previsioni del decreto su tale profilo, anche considerato che la disposizione citata fa riferimento genericamente alle aree oggetto degli eventi sismici del 24 agosto 2016, mentre l'articolo 27 indica un ambito applicativo più ristretto, riferendo gli interventi ai soli Comuni di cui all’allegato 1 del decreto-legge.
L'articolo 28 presenta rilevanti aspetti ambientali, trattando la materia della gestione del materiale derivante dal crollo parziale o totale degli edifici. La norma reca una articolata serie di disposizioni di rilievo ambientale, affidando al Commissario straordinario il compito di predisporre e approvare il piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti derivanti dagli interventi di prima emergenza e ricostruzione. Il comma 4 prevede che, in deroga al Codice dell'ambiente, sono classificati rifiuti urbani non pericolosi - con codice CER 20.03.99 - i materiali derivanti dal crollo parziale o totale degli edifici pubblici e privati causati dal sisma, nonché quelli derivanti dalle attività di demolizione e abbattimento degli edifici, ed il Comune di origine dei materiali viene indicato quale soggetto produttore. È prevista la possibilità di deroga alla normativa vigente in materia di raccolta, trasporto, deposito nei siti, aumenti di quantitativi e obblighi di comunicazione. I gestori dei siti di deposito temporaneo ricevono i mezzi di trasporto dei materiali senza lo svolgimento di analisi preventive. Per quanto attiene ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), si dispone che il Centro di coordinamento RAEE sia tenuto a prendere in consegna tali rifiuti nelle condizioni in cui si trovano, con oneri a proprio carico.
Si segnalano, infine, all'articolo 28, le disposizioni per la gestione dei materiali nei quali si rinvenga la presenza di amianto, con deroghe rispetto alla disciplina vigente e profili - quali la previsione per cui, a seguito della separazione, il materiale residuato sia trattato secondo le modalità previste per i rifiuti urbani non pericolosi, nonché le disposizioni delineate in materia di interventi di bonifica - su cui appare opportuno acquisire chiarimenti per i profili di salvaguardia della tutela ambientale nei territori.
L'articolo 29 stabilisce, fino al 31 dicembre 2018, una deroga alla applicazione delle disposizioni vigenti in materia di gestione delle terre e rocce da scavo, fermo il rispetto della disciplina di settore dell’Unione europea. L'articolo 38 detta disposizioni in materia di rimborsi per l'impiego di volontariato della protezione civile, mentre l'articolo 39 reca uno stanziamento massimo pari a 6 milioni di euro, per il 2016, finalizzato a garantire la continuità nella gestione del rischio meteo-idrologico e idraulico nelle aree di accoglienza e negli insediamenti provvisori e per il completamento del piano radar nazionale.
L'articolo 40 dispone il riutilizzo delle risorse residue ricevute dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea per le esigenze connesse con gli eventi sismici del 24 agosto 2016, che consentiranno la realizzazione di attività di previsione e prevenzione non strutturale dei rischi e di pianificazione e preparazione alla gestione dell'emergenza. Si dettano norme per il coordinamento con le attività e gli interventi attivati nella fase di prima emergenza all'articolo 42, mentre all'articolo 43 - in materia di reperimento alloggi per la locazione - si prevede che con provvedimenti del Commissario si definiscano i criteri per l’assegnazione degli alloggi, cui provvede poi il Sindaco del Comune interessato, con la possibilità che la durata dei contratti di locazione possa essere concordata tra le parti anche per periodi inferiori a quelli stabiliti dalla normativa, nell’ambito delle disponibilità del fondo per la ricostruzione delle aree terremotate.
L'articolo 51 reca disposizioni concernenti il personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, prevedendo all'articolo 52 la copertura delle risorse stanziate per il complesso degli interventi previsti dal provvedimento.

I lavori su questo sono durati per diverse sedute della Commissione, in quanto i erano alcuni aspetti da chiarire. Gli eventi sismici che sono proseguiti anche nelle ultime settimane, infatti, richiedono certamente un impegno finanziario aggiuntivo rispetto a quanto previsto fino ad ora. In merito ai vincoli paesaggistici sulla realizzazione di moduli abitativi provvisori, inoltre, il problema delle infrastrutture ambientali riguarda non soltanto quelle idriche e fognarie - già disciplinate dal decreto-legge - ma anche ulteriori tipologie di infrastrutture a rete. In merito allo smaltimento di macerie contenenti amianto, nessuna deroga è concessa rispetto ai vincoli vigenti. Appare invece necessario individuare dove potranno essere depositate le macerie in attesa delle verifiche di laboratorio. E' fondamentale sgombrare il campo da qualsiasi ambiguità rispetto alla funzionalità del "modello Expo", che ha dimostrato di funzionare molto bene in occasione dell'Esposizione universale di Milano e delle successive applicazioni. Le infiltrazioni mafiose perseguite dalla Magistratura riguardano contesti diversi che nulla hanno a che vedere con il sistema di governance impiegato per far fronte alle conseguenze dei recenti accadimenti sismici.


PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2567

La 13a Commissione permanente del Senato,

esaminato il disegno di legge in titolo,

considerato che il decreto-legge definisce e articola le modalità di intervento per la ricostruzione post-sismica, che possono essere estese ai Comuni colpiti dagli eventi sismici verificatisi a fine di ottobre e nei primi giorni di novembre e non compresi nel cratere sismico del 24 agosto;

considerato che, grazie all'impiego di modalità di intervento già apprezzate in circostanze analoghe, il decreto-legge consente interventi rapidi, garantendo controllo sulla qualità degli interventi, assistenza alle popolazioni, controllo della legalità e disposizioni chiare per il trattamento delle macerie;

considerato che l'articolo 28, relativo alla gestione dei materiali derivanti dal crollo parziale o totale degli edifici, affida al commissario straordinario il compito di predisporre e approvare il piano per la gestione delle materie e dei rifiuti derivanti dagli interventi di prima emergenza e ricostruzione. Il piano deve fornire gli strumenti tecnici e operativi per la migliore gestione delle macerie, individuare le risorse occorrenti e i tempi per il completamento degli interventi, operare interventi di demolizione selettiva che tengano conto delle diverse tipologie di materiale per favorire il trattamento specifico dei cumuli preparati, recuperare attraverso la corretta rimozione le originarie matrici storico culturali degli edifici crollati;

apprezzata la previsione dell'articolo 43, che introduce la possibilità di definire contratti di locazione di immobili non utilizzati per periodi più brevi di quelli previsti dalla legge n. 431 del 1998, al fine di consentire di ospitare famiglie che attendono la riparazione o la ricostruzione della propria abitazione,

esprime parere con le seguenti osservazioni:
· si rileva la necessità di creare tutte le condizione perché i sindaci possano svolgere le proprie funzioni, garantendo presenza e vicinanza ai cittadini nelle aree colpite dagli eventi sismici;

· al fine di rendere più agevoli gli interventi di recupero dei condomini danneggiati, con riferimento all'articolo 6 - che deroga alla disciplina delle deliberazioni condominiali stabilendo che sia sufficiente il voto della maggioranza dei condomini espressa in valori millesimali per autorizzare manutenzioni straordinarie - si suggerisce di prevedere il riferimento ai condomini intervenuti in assemblea quando si stabilisce oltre alla necessità della maggioranza dei valori millesimali anche la necessità della maggioranza dei condomini;

· gli articoli 14 e 27 affidano al commissario straordinario la predisposizione e l'approvazione di un programma di infrastrutture ambientali, relativo agli impianti di depurazione e al collettamento fognario. A questo riguardo, si sottolinea la necessità di coordinare le due disposizioni che fanno riferimento, l'una (articolo 14), alle aree terremotate e, l'altra (articolo 27), ai Comuni di cui all'allegato 1;

· ancora in tema di ripristino e ricostruzione delle infrastrutture ambientali - oltre agli impianti di depurazione e collettamento fognario citati nel decreto - si valuta opportuno comprendere tra le opere da finanziare gli impianti di smaltimento e trattamento di rifiuti, di produzione di energia rinnovabile, la sistemazione di dighe e invasi artificiali e altre opere di prevenzione del rischio idrogeologico;

· sempre in tema di ripristino e ricostruzione delle infrastrutture ambientali, appare necessario per gli Enti parco del Gran Sasso e dei Monti Sibillini - per i quali già si prevede un esenzione dai vincoli di spesa per 127.000 euro - allargare le misure di ripristino delle infrastrutture ambientali ad interventi ulteriori rispetto agli impianti di depurazione e di collettamento fognario;

· in merito all'articolo 28 sarebbe opportuno chiarire quale dei soggetti coinvolti debba disporre l'incarico di raccolta e trasporto dei materiali, nel caso in cui tali attività non siano svolte dalle aziende che gestiscono il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani per i Comuni o le pubbliche amministrazioni (comma 6). Andrebbe inoltre chiarito quali siano i soggetti che individuano i siti per il deposito temporaneo dei rifiuti fino al 31 dicembre 2018 (comma 7) e che i gestori dei siti di deposito temporaneo devono avviare agli impianti autorizzati i rifiuti recuperabili, i RAEE, i rifiuti pericolosi, una volta che questi siano stati separati (comma 8);

· il comma 11 dell'articolo 28 detta disposizioni per la gestione dei materiali nei quali si rinvenga la presenza di amianto. Accanto alle garanzie fornite dalle ditte specializzate cui devono essere affidati gli interventi di bonifica e dalla necessaria approvazione del piano di lavoro che sono tenute a presentare, andrebbe valutato meglio il trattamento dei rifiuti residuati dallo scarto dell'amianto, che - in assenza analisi preventive - è lo stesso previsto per i rifiuti urbani non pericolosi.

Presentatore e Relatore: Franco Mirabelli