Le priorità della Commissione Antimafia

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Intervento in Commissione Antimafia durante la discussione dell'organizzazione dei lavori.

Il problema delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia va molto oltre: sto parlando di ’ndranghetisti che siedono nei consigli di amministrazione della TNT o della Fumagalli, che è un tema diverso, che dovremo affrontare.
E’ questo infatti oggi la ’ndrangheta, al Nord e non solo: sto parlando del fatto che gli ’ndranghetisti si prendono non solo le azioni, ma le aziende, per cui non si tratta solo di un problema finanziario.
Detto questo, credo che oggi tutti insieme abbiamo fatto l’errore di sovrapporre due discussioni che invece, secondo me, hanno una consequenzialità: penso che prima sarebbe utile approfondire il documento programmatico e poi, sulla base del documento e delle priorità individuate, prendere una decisione sui Comitati.

Pericoloso l'aumento della soglia per gli appalti diretti

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Ho chiesto al presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, che intervenga sul dl semplificazioni per correggere le novità introdotte dalla legge di bilancio, che ha previsto l’innalzamento delle soglie sotto le quali i lavori potranno essere affidati con procedure semplificate, senza gara: il tetto è passato da 40 mila euro a 150 mila euro.
Questo significa che oltre il 90 per cento dei bandi di gara verrà sottratto a meccanismi di concorrenza e trasparenza del mercato, con il rischio di facilitare mafia e corruzione.
Ho chiesto al presidente dell’Antimafia di ripristinare la soglia di 40 mila euro e di farlo subito: il primo provvedimento utile è il decreto semplificazioni.
Semplificare l’attività delle imprese e della P.A. è giusto ma non può implicare un’inaccettabile abbassamento della guardia nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Una battaglia che purtroppo M5S e Lega hanno condotto solo a parole in campagna elettorale. Ora che governano fanno il contrario.

Il codice di autoregolamentazione per le candidature

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Intervento in Commissione Antimafia durante la discussione dell'organizzazione dei lavori.

In sede di Ufficio di Presidenza abbiamo svolto una discussione su un argomento che è stato annunciato sui giornali, cioè la modifica del codice di autoregolamentazione.
Personalmente – ma non sono stato l’unico – avevo posto la questione relativa alla necessità di evitare annunci sui giornali su argomenti che la Commissione non aveva ancora discusso.
Oggi leggo che avremmo deciso, anche se ieri non ne abbiamo assolutamente parlato, di rinunciare alla modifica del codice di autoregolamentazione prima delle elezioni regionali in Abruzzo però ci impegniamo a farlo prima di quelle in Sardegna.
Francamente, siccome mi pare che la discussione sia articolata, dovremmo evitare le fughe in avanti, anche perché ne va della credibilità della Commissione.
Invito perciò nuovamente ad evitare di fare annunci che non siano frutto di discussione in Commissione.

Un nuovo codice sugli impresentabili non è la priorità

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Improvvisamente il presidente Morra ha convocato la Commissione Antimafia sul tema della modifica del codice di autoregolamentazione dei partiti, che non si può affrontare in maniera emergenziale. Questa cosa sembra più una bandierina che un'iniziativa che possa garantire una reale trasparenza delle liste. Il codice c'è già e alle prossime regionali Abruzzo si andrà a votare con quello.
Non siamo contro la modifica ma ci sono altre priorità, come quella di attrezzare le commissioni elettorali affinché possano valutare la candidabilità delle persone, perché nei tempi e nei mezzi che hanno non ci sono gli strumenti adatti.
Inoltre bisogna ragionare su come la Commissione Antimafia possa affrontare il tema della verifica del rispetto del codice di autoregolamentazione.
Si può verificare la bozza di un eventuale nuovo codice con calma, passando poi per le Aule parlamentari così come siamo passati per quello precedente. Non credo che si possa pensare di introdurne uno nuovo senza fare lo stesso percorso.