I beni confiscati e i casi di Buccinasco e del Canavese

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Intervento in Commissione Antimafia durante l'Audizione del direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Bruno Frattasi (video).

Faccio due domande generali e due più specifiche che, nel caso non fossero possibili risposte immediate, spero si possa avere risposta appena il Direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Frattasi acquisirà le informazioni.
Il “decreto sicurezza” è intervenuto sulla materia dei beni confiscati.
La questione della vendita dei beni non è stata inventata dal “decreto sicurezza”, c’era già prima ma se i giornali hanno dato molta enfasi a questo aspetto è perché la norma è stata presentata come un provvedimento rivoluzionario. In ogni caso, dà un senso diverso rispetto a quello che dava la legge precedente in materia, in quanto allora si privilegiava l’utilizzo sociale dei beni.
Nel “decreto sicurezza” siamo riusciti ad inserire un emendamento con cui si istituisce un Fondo che destina il 10% dei proventi derivanti dalle vendite per aiutare i Comuni all’utilizzo dei beni, perché è questo il vero problema. Vorrei sapere se il Fondo è stato attivato, se funziona e se ci sono informazioni.
Inoltre vorrei capire a che punto è l’informatizzazione del patrimonio dei beni confiscati, anche perché ci sono molte vicende che vanno chiarite sui territori.
Su una vicenda ho presentato un’interrogazione per cui non ho ancora ottenuto risposta che riguarda il caso di Buccinasco, la “Platì del Nord”, dove recentemente si è scoperto che in una villetta confiscata al boss Vincenzo Ippolito dal 2011 è stata lasciata in affitto una famiglia che ha versato il canone d’affitto al figlio del boss. Questa è una cosa grave e mi risulta che non sia ancora stata risolta e vorrei capire com’è potuto avvenire.
Un’altra questione riguarda San Giusto Canavese, dove è stata confiscata una villa dal 2011, la Prefettura ne è entrata finalmente in possesso nel 2018 poi ci fu un attentato e da quel momento quel bene è rimasto fermo e inutilizzato, con ancora i segni dell’attentato: non è più stato presentato alcun progetto ma ci sono Enti Locali e in particolare il Comune di Torino che si sono mostrati disponibili a farsi carico di quel bene e vorremmo capire a che punto siamo.


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