Il parere di ANAC sulle nuove leggi

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Intervento in Commissione Antimafia durante l'audizione di Raffaele Cantone.

Vorrei fare una brevissima annotazione: condivido la valutazione di Raffaele Cantone sul trend che si è avviato in questa Legislatura rispetto ai temi che stiamo affrontando, dalla questione del Ponte di Genova al decreto sblocca-cantieri ma vorrei capire se Cantone condivide con me una preoccupazione, cioè è vero che la mafia militare ha subito colpi importanti e sappiamo che la ‘ndrangheta ha scelto di abbandonare o comunque ridurre l’intervento militare, questo però comporta il fatto che non è più facile ma anzi forse è più difficile contrastare le mafie perché l’allarme sociale è molto più basso.
Se guardiamo le inchieste di questi mesi in Lombardia, in Veneto e in Emilia ci accorgiamo che c’è una rinnovata disponibilità delle imprese ad avere rapporti diretti con le mafie e, quindi, io credo che debba preoccupare il basso allarme sociale che, coniugato con le scelte legislative che si sono fatte, rischia di essere ancora più pericoloso.
Vorrei poi fare tre domande rapide.
Innanzitutto vorrei chiedere a Cantone di raccontarci qualcosa in più su questi aspetti.
Dal nostro punto di vista, il ruolo di ANAC in questi anni è stato innovativo anche su altri punti, uno riguarda la prevenzione. Io penso che ANAC sia stata dotata di una serie di strumenti di prevenzione sul terreno degli appalti e penso che abbia ottenuto risultati evitando, quindi, di dover intervenire dopo e poi sul monitoraggio e il commissariamento delle aziende per evitare che eventuali indagini bloccassero i lavori delle stesse imprese e anche questo mi pare un punto importante.
Un’altra questione che vorrei porre parte dalla relazione di ANAC che parla del 62% degli importi degli appalti che sono stati dati con procedure negoziate o affidamenti diretti.
Io credo che qui ci sia da fare una riflessione politica tutti insieme perché penso che, soprattutto se non stiamo parlando dell’appalto di opere edili o stradali ma parliamo di appalti in generale, sia pericoloso creare un cortocircuito in cui chi decide che cosa fare e come farlo decide anche chi lo deve fare. Credo che questo rischi di essere un incrocio molto pericoloso, non dico criminogeno ma espone di più alla corruzione.
L’ultima questione che vorrei porre è inerente lo sblocca-cantieri e vorrei sapere se Cantone ritiene che la modalità in cui è stato concepito il prezzo più basso, che è abbastanza confusa e quasi casuale, possa essere oggetto di aggiustamenti e accordi tra le aziende.
Infine vorrei capire se i consorzi con la possibilità di subappalti possano essere anch’essi una forma che rende più permeabile il sistema all’ingresso della criminalità organizzata.


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