In Emilia le istituzioni sono forti contro le mafie

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In Emilia Romagna, in visita con la Commissione Antimafia, abbiamo trovato istituzioni, procure, prefetture, forze polizia, amministrazioni pubbliche, organizzazioni sindacali attente e impegnate contro le mafie, consapevoli che il territorio emiliano è molto appetibile per la criminalità organizzata proprio per la sua forza economica.
Cresce, invece, la preoccupazione per alcuni interventi del Governo, come la liberalizzazione degli appalti e quota 100.
Credo che di fronte all’insediamento della ‘ndrangheta in tanti territori serva un comune impegno, solo con l’unità si battono le mafie.
Abbiamo verificato un’intensa attività investigativa e preventiva.
L’amministrazione di Reggio Emilia e la Regione Emilia si sono costituite parte civile al processo Aemilia e si sono adoperate per realizzare gli spazi per maxi processi che altrimenti si sarebbero dovuti svolgere fuori dalla Regione, dimostrando ai cittadini che la lotta alle mafie è una priorità.
E’ anche emersa la preoccupazione per alcuni interventi presi o preannunciati dal Governo: la liberalizzazione dei subappalti e l’aumento del tetto, anche oltre i 150 mila euro, al di sotto del quale non servono le gare, e gli effetti di quota 100 sugli uffici giudiziari già sottodimensionati.


Intervista a Telereggio»


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