La Commissione Antimafia acquisisca gli atti sul caso Arata

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La commissione Antimafia acquisisca con urgenza gli atti dell’inchiesta sull’eolico in Sicilia e organizzi, prima della pausa estiva, un’audizione con i magistrati dell’indagine e del procuratore di Palermo.

Questa le lettera inviata al Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra:

“Caro presidente, le notizie che apprendiamo dalla stampa sull’inchiesta in corso in Sicilia sull’eolico mettono in evidenza un preoccupante rapporto tra imprese, mafia e politica, arrivando a coinvolgere personalità di governo. Sono proprio le indagini su vicende come questa ad essere compito prioritario per la Commissione Antimafia. Per questa ragione a nome del Gruppo del Pd sono a chiederLe di avviare con urgenza un lavoro in questo senso, chiedendo di acquisire tutti gli atti disponibili di quell’inchiesta e organizzando prima della pausa estiva un’audizione con i magistrati che stanno conducendo l’indagine insieme al procuratore della repubblica di Palermo”.

I beni confiscati e i casi di Buccinasco e del Canavese

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Intervento in Commissione Antimafia durante l'Audizione del direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Bruno Frattasi (video).

Faccio due domande generali e due più specifiche che, nel caso non fossero possibili risposte immediate, spero si possa avere risposta appena il Direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Frattasi acquisirà le informazioni.
Il “decreto sicurezza” è intervenuto sulla materia dei beni confiscati.
La questione della vendita dei beni non è stata inventata dal “decreto sicurezza”, c’era già prima ma se i giornali hanno dato molta enfasi a questo aspetto è perché la norma è stata presentata come un provvedimento rivoluzionario. In ogni caso, dà un senso diverso rispetto a quello che dava la legge precedente in materia, in quanto allora si privilegiava l’utilizzo sociale dei beni.

I fatti che spiegano gli imbrogli di Salvini su immigrazione e ONG

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L’audizione in Commissione Parlamentare Antimafia del Procuratore della Repubblica del Tribunale di Agrigento Luigi Patronaggio (video) è stata molto importante soprattutto per i dati emersi che raccontano fatti molto distanti dalla narrazione della propaganda di Salvini.
Il Procuratore ha confermato la diminuzione degli sbarchi registrati nella provincia di Agrigento, in particolare a Lampedusa, dove si è passati dagli 11.000 del 2017 ai 3.900 del 2018 ma nel 2019, a inizio estate e in presunto regime dei porti chiusi, ad oggi sono già 1.084.
Patronaggio ha poi aggiunto la preoccupazione per l’aumento dei cosiddetti sbarchi fantasma: piccole imbarcazioni che arrivano soprattutto dalla Tunisia con poche decine di persone a bordo che arrivano sulle spiagge senza che nessuno sappia chi sono, cosa portano con sé e dove vanno (il Procuratore stima che siano arrivate così, solo nell’agrigentino, almeno 250 persone).
In questa attività si è dimostrato un impegno diretto delle mafie italiane anche nell’accompagnamento a destinazione dei clandestini, a cui si associano traffici di armi o di droga.

Il parere di ANAC sulle nuove leggi

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Intervento in Commissione Antimafia durante l'audizione di Raffaele Cantone.

Vorrei fare una brevissima annotazione: condivido la valutazione di Raffaele Cantone sul trend che si è avviato in questa Legislatura rispetto ai temi che stiamo affrontando, dalla questione del Ponte di Genova al decreto sblocca-cantieri ma vorrei capire se Cantone condivide con me una preoccupazione, cioè è vero che la mafia militare ha subito colpi importanti e sappiamo che la ‘ndrangheta ha scelto di abbandonare o comunque ridurre l’intervento militare, questo però comporta il fatto che non è più facile ma anzi forse è più difficile contrastare le mafie perché l’allarme sociale è molto più basso.
Se guardiamo le inchieste di questi mesi in Lombardia, in Veneto e in Emilia ci accorgiamo che c’è una rinnovata disponibilità delle imprese ad avere rapporti diretti con le mafie e, quindi, io credo che debba preoccupare il basso allarme sociale che, coniugato con le scelte legislative che si sono fatte, rischia di essere ancora più pericoloso.
Vorrei poi fare tre domande rapide.
Innanzitutto vorrei chiedere a Cantone di raccontarci qualcosa in più su questi aspetti.