Con lo sblocca-cantieri meno velocità e più illegalità

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Il Cresme oggi attesta che nel primo trimestre del 2019 sono stati promossi bandi per 10 miliardi, con un aumento del 120%. Lo sblocca-cantieri rischia invece, come paventato oggi da molte associazioni audite in Commissione Ambiente e Lavori Pubblici, di creare più problemi e lungaggini che soluzioni.
Altro che accelerare le pratiche, ci sarà bisogno di nuovi regolamenti, nuovi decreti e ci vorranno molti mesi per tornare a dare certezze agli operatori e agli Enti Locali.
L’unica cosa che certamente ottiene questo decreto è quella di abbassare le garanzie di legalità.
Si torna indietro liberalizzando i subappalti, portando a 200 mila euro il limite per l’affidamento senza gara degli appalti, reintroducendo di fatto il ricorso al massimo ribasso e, come hanno denunciato le organizzazioni sindacali, riducendo in maniera significativa il ruolo di Anac.
Insomma, più che velocizzare le opere, questo decreto sembra finalizzato a garantire meno controlli, meno trasparenza e più spazio per l’illegalità.

Manovra: su ambiente solo chiacchiere e distintivo

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I temi ambientali e dello sviluppo sostenibile sono la parte residuale della legge di bilancio. Dopo la fiera degli annunci, nella manovra non c'è quasi nulla. Solo alcune proroghe a quanto già fatto in precedenza dai governi di centrosinistra. D'altronde la Lega, principale forza di governo, ha votato contro, in Europa, all'accordo di Parigi sui mutamenti climatici ed ancora una volta il M5S si è dovuto adeguare.
In Commissione Ambiente non abbiamo votato il parere proposto dalla maggioranza e insieme ai colleghi PD abbiamo presentato un nostro articolato parere richiamando le misure necessarie per favorire una svolta, nel nostro Paese, sui temi dello sviluppo sostenibile, della green economy e dell'economia circolare.
Ci troviamo di fronte ad una legge di bilancio che vale zero su lavoro, famiglie con figli ed investimenti e che produrrà ulteriori debito a carico degli italiani e delle imprese.

La Legge di Bilancio

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Valuto positivamente alcune delle misure contenute nella Legge di Bilancio come, ad esempio, la proroga del cosiddetto ecobonus ovvero la proroga delle misure agevolative per gli interventi di sistemazione per il verde urbano, tuttavia, su altri aspetti del testo che stiamo esaminando anche in Commissione Ambiente, restano molte riserve.
In particolare le misure contenute nei commi da 71 a 85 dell'articolo 1 per la messa in sicurezza del territorio confermano le perplessità già sollevate in passato con riferimento alla soppressione dell'unità di missione presso la Presidenza del Consiglio finalizzata ad affrontare tali problematiche. Inoltre, lo stanziamento di 8,1 miliardi di euro su un arco di dodici anni non appare adeguato rispetto alla gravità delle medesime.
Sul versante dei rifiuti, poi, i dati disponibili dimostrano che vi è una situazione di emergenza che riguarda certamente la Capitale, ma anche parti importanti dell'Italia meridionale.

Le leggi contro il consumo di suolo

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Intervento al GR Parlamento (video).

In Commissione Ambiente e Agricoltura del Senato è iniziata una discussione sui disegni di legge che riguardano il contrasto al consumo del suolo e a breve verrà presentato anche un testo del Partito Democratico che recepisce in gran parte il lavoro fatto su questo tema nella scorsa legislatura e che poi non si era riusciti a portare a compimento.
L’obiettivo del disegno di legge del PD è quello di arrivare a zero consumo di suolo nel 2050, come chiede l’Unione Europea, attraverso due strade: la promozione del riuso e, quindi, gli interventi sulle aree dismesse e dove è già costruito e poi l’idea secondo cui dove c’è necessità di costruire lo si possa fare a patto che si restituisca un’area alla biodiversità e alla condizione naturale o all’agricoltura. Per ogni metro quadro costruito, quindi, ce ne deve essere uno restituito alla natura.
Sicuramente, in questa discussione, il tema prevalente riguarda le case, gli appartamenti, le grandi strutture ma anche impedire ulteriori impermeabilizzazioni del nostro territorio e, quindi, anche le strade e qualunque tipo di cementificazione. Abbiamo infatti quotidianamente sotto gli occhi gli esempi del dissesto idrogeologico come conseguenza di un eccesso di impermeabilizzazione del territorio che, appunto, in presenza di corsi d’acqua ha spesso creato drammi nel nostro Paese.