L'Italia deve partecipare al Global Compact for Migration a Marrakech

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Intervento in tv a Telenova.

Abbiamo sostenuto per anni di esser stati lasciati soli dall’Europa ad affrontare il fenomeno migratorio e ci siamo sempre trovati in difficoltà perché ogni volta che si prospettava una soluzione ci si trovava davanti un blocco rappresentato dai Paesi dell’Est e ora, di fronte alla proposta del Trattato Global Compact for Migration che chiede di affrontare insieme il fenomeno migratorio dei rifugiati (vengono esclusi i migranti economici), l’Italia rifiuta senza neanche andare a discutere. A discutere a Marrakech bisogna andarci, poi si decide se firmare ma comunque bisogna andarci.
Noi ci siamo isolati da tutti i Paesi del Mediterraneo che sono quelli che ci potrebbero aiutare e invece stiamo con tutti quelli che ci pongono i vincoli.
Fico dice di esser contrario a non partecipare al Global Compact for Migration a Marrakech ma ha convocato il Parlamento dopo la data del vertice per cui il Parlamento non si potrà esprimere sulla partecipazione dell'Italia.

I giallo-verdi sono al Governo da 180 giorni, non può esser colpa sempre di chi c'era prima

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Intervento in Tv a Telenova.

La maggioranza giallo-verde è al Governo già da 180 giorni e continua ad accusare i Governi precedenti degli indicatori economici negativi ma non potrà usare questa propaganda in eterno.
Il PD ha governato e ha lasciato indicatori economici molto diversi: la disoccupazione scendeva e il PIL saliva mentre ora è il contrario.
Bonomi, Presidente di Assolombarda, ha spiegato che le aziende non stanno investendo più perché non si fidano dato che la manovra economica proposta dal Governo non dà prospettive di crescita.
Il Decreto Dignità, inoltre, ha prodotto 100mila posti di lavoro in meno da quando è stato approvato ad oggi.
Non si può dare la colpa ai Governi precedenti di questo.

Dal Governo idee di crescita stravaganti

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Intervento in Tv al programma "Forte e Chiaro".

Rispetto alla vicenda del padre di Di Maio, tendenzialmente sarei anch’io per dire che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, purtroppo però, chi lo sta raccontando adesso, per qualche anno, ha usato i padri per screditare i figli. La vicenda del padre di Di Maio, comunque, non va sminuita: bisogna verificare cos’è accaduto e quanta responsabilità ci sia da parte del Ministro Di Maio, che attualmente è socio di quell’azienda.
Bisogna, quindi, capire se le vicende del lavoro nero o irregolare emerse risalgono a prima dell’ingresso in società di Luigi Di Maio o se sono avvenute anche mentre lui era socio dell’azienda.
Sarebbe grave se l’autore del famoso “Decreto Dignità” si fosse reso responsabile di assumere in nero dei lavoratori nella propria azienda.
Ricordo, inoltre, che la persona che ha sollevato il caso ha detto anche qualcosa di più grave del lavoro nero, cioè il fatto di esser stato invitato a non raccontare di un infortunio sul lavoro perché avrebbe messo in difficoltà la società, non essendo lui assunto.
Questa è la vicenda.

Serve una società più attenta al problema della violenza contro le donne

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Intervento in tv a 7Gold (video).

C'è una questione che riguarda complessivamente i diritti civili: con le misure proposte dal Ministro Fontana e quelle del disegno di legge Pillon, anche rispetto a donne e bambini, la maggioranza di Governo - e in particolare la Lega - cercano di farci fare passi indietro significativi.
Il tema della lotta alla violenza contro le donne che deve unire tutti perché è un fenomeno diffusissimo, anche dentro le mura di casa.
Credo che sia bene che si sappia.
Credo che una giornata come quella del 25 novembre serva per sensibilizzare tutti sul problema e non vada vista come un rituale.
Abbiamo bisogno di una società più preparata ad affrontare e a contrastare la violenza sulle donne.