La tragedia dei migranti e la gestione dei flussi migratori

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Nel Mediterraneo muoiono centinaia di esseri umani bisogna trovare il modo di impedirlo. Chi fa propaganda su dramma fa schifo!
La gestione dell’immigrazione non deve essere un problema di posizionamento politico. Bisogna ragionare su queste vicende, anche alla luce degli oltre 700 morti finiti sotto il mare nel Canale di Sicilia perché un barcone si è ribaltato. Queste persone sono partite pur sapendo che in questi mesi centinaia di altri migranti sono morti allo stesso modo e, nonostante questo, hanno scelto di partire ugualmente perché sono talmente disperati da non aver avuto alternative. Di fronte a questo problema, credo che il tema che tutti dobbiamo porci è come trovare delle soluzioni oltre a quelle che si sono già praticate. In quest’ultimo anno e mezzo, infatti, sono stati arrestati mille scafisti; quindi, non è vero che in Italia non si è fatto niente per contrastare il fenomeno. Il problema è che la pressione è talmente forte perché ci sono tante persone disperate che se ne vanno e sono disposte anche a rischiare la vita.
Sulle soluzioni si può ragionare - siano il blocco navale oppure il corridoio umanitario (personalmente sarei più propenso verso quest’ultima ipotesi) - ma occorre farlo in sede internazionale per ottenere dei risultati: non può essere il nostro Paese da solo a decidere cosa deve accedere in un altro Stato.

La Lega sta cambiando pelle

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Intervento a Sky Tg24 (video)

La Lega Nord sta cambiando pelle.
Sono molto curioso di vedere come sarà possibile conciliare una presenza della Lega al Sud con gli argomenti che sono usati quotidianamente al Nord per fare propaganda e guadagnare i voti che spesso non sono proposte ma la ricerca di capri espiatori e, spesso, la ricerca del capro espiatori quando non è l’immigrato è il Mezzogiorno, l’assistenzialismo, il fatto che troppa gente al Sud non lavora perché non ha voglia.
Fino ad oggi la Lega ha declinato i problemi riguardanti la pressione fiscale troppo alta e la disoccupazione spiegando che tutto questo si è accumulato perché l’Italia aveva una sorta di zavorra rappresentata dal Mezzogiorno (assistenzialista, scansafatiche ecc.) e aveva trovato nel Sud il capro espiatorio di tutti i mali italiani.

La legge elettorale è in Commissione al Senato

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Intervista per Parlamento 24
In Commissione Affari Costituzionali del Senato si apre la discussione sulla Legge Elettorale.
Sull’Italicum bis i giochi sono aperti. È favorevole al ritorno delle preferenze?
Credo che sia opportuno valutare la possibilità di portare la sede della decisione dei parlamentari che saranno eletti più vicina agli elettori e, quindi, credo che questa sia un’idea da rivalutare.
Collegi uninominali sì o no?
Preferisco i collegi uninominali ad altre ipotesi perché il collegio uninominale garantisce la possibilità di rappresentare il territorio e il parlamentare che viene eletto è scelto dal territorio.
Devono cambiare le soglie di sbarramento?
Anche alla luce della riforma costituzionale, credo che si possa ragionare anche su una revisione parziale e limitata delle soglie di sbarramento.

Intervista al Tg5

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Senatore, lei giudica un successo del Governo questa legge sul voto di scambio?
Credo che sia un successo di tutte le forze che vogliono impegnarsi per contrastare la mafia e che in questi anni hanno costruito una legislazione antimafia efficace, di tutti quelli che si sono impegnati in questa legislatura affinché fosse punito il voto di scambio. Fino ad oggi era punito solo lo scambio di denaro in cambio di voti, mentre da adesso viene punito qualsiasi scambio di reciproco interesse tra mafioso e politico. Questo è un passo avanti importante, è quello che ci chiedevano Don Ciotti e tanti magistrati. È stato, quindi, ottenuto un risultato importante. Oggi la lotta alla mafia è più forte.
Ci può spiegare perché queste resistenza da parte del Movimento Cinque Stelle?
Il Movimento Cinque Stelle ha posto una questione che si poteva anche porre: cioè, si può ritenere che le pene previste per il voto di scambio, dopo il passaggio della norma alla Camera dei Deputati, siano troppo basse (da 4 a 10 anni).