I 5 Stelle ormai hanno smontato il loro apparato legalitario

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Intervento svolto a Tagadà su La7.

Non ho elementi per dire cosa succederà dopo le elezioni europee.
Il PD sta facendo un congresso, il 3 marzo eleggeremo un nuovo Segretario e si ripartirà da lì.
Le europee sono elezioni europee. Si misurerà certamente anche il consenso attorno alle forze politiche.
Credo che ci sia anche un tema di responsabilità nei confronti del Paese. Questo Governo ha fatto delle scelte molto impegnative: ha indebitato il Paese per fare due provvedimenti in particolare – reddito di cittadinanza e quota 100 - che non ci potevamo permettere e, a questo punto, le forze di maggioranza si devono assumere la responsabilità di andare fino in fondo ed essere loro a decidere dove trovare i 23 miliardi che serviranno per evitare l’aumento dell’IVA al 25%.

In merito alla vicenda dell'inchiesta su Salvini, anche i parlamentari rispondono dei loro reati. Le Camere valutano solo se i reati per cui vengono indagati rientrano nelle loro funzioni parlamentari; lo stesso vale esattamente anche per i Ministri.
La valutazione che dovrà fare la Giunta del Senato, quindi, è valutare se gli atti che la Magistratura ritiene di perseguire al Ministro Salvini rientrino nell’attività di Governo oppure se non sia compito di un Ministro decidere autonomamente di lasciare delle persone in mare per tutto quel tempo in violazione delle leggi italiane e delle leggi del mare.
Sono sicuro che i 5stelle voteranno contro l’autorizzazione a procedere su Salvini perché ormai hanno smontato il loro apparato legalitario su cui hanno costruito gran parte del loro consenso. Ad esempio non hanno avuto alcun problema a votare, sia nella legge di bilancio sia nel decreto semplificazioni, la possibilità di dare gli appalti in affidamento diretto fino a 150mila euro, che sono il 90% degli appalti.
C’è, quindi, un cedimento evidente da parte di M5S per cui non ho dubbi sul fatto che prevarrà l’idea di mandare avanti il Governo e, dunque, di non votare l’autorizzazione a procedere su Salvini.

Per quanto riguarda il tema della Consob, la legge prevede che occorre che passi un tempo tra la cessazione dell’attività svolta al Governo e l’assunzione di una responsabilità come la Consob.
In nome della trasparenza che è stata molto invocata, mettere a fare il Presidente della Consob una persona che ha avuto interessi forti nel sistema della borsa non è una buona mossa.
Politicamente mi interessa sottolineare che Savona è stato estromesso dal Governo: questo è ciò che è successo. Da tempo Savona non faceva più niente, a inizio della discussione sulla legge finanziaria aveva esplicitato che non era d’accordo sull’impostazione e, quindi, la scelta più indolore è stata quella di promuoverlo per rimuoverlo.
Invece il tema della Consob, se vogliamo valutare le vicende bancarie italiane davvero e non per fare propaganda, è decisivo perché per tutelare i risparmiatori quello è un punto fondamentale in cui occorrerebbe mettere molte innovazioni.


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