La vicenda di Strasburgo e la lotta al terrorismo

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Intervento in tv a 7Gold.

La vicenda di Strasburgo fa pensare che bisogna evitare di abbassare la guardia.
I terroristi non sono ancora stati sconfitti.
Gli appelli ai cani sciolti a operare continuano a esserci sul web.
Impressiona vedere che in Francia e in Belgio ci sia una rete che in qualche modo copre, alimenta e sostiene i terroristi.
Anche la vicenda di Strasburgo, in cui l'assassino - ferito e pluriricercato - per due giorni è stato in fuga, dimostra che probabilmente c'è una rete che gli ha garantito la possibilità di nascondersi.
Ci si deve interrogare, quindi, su come sia possibile che nel cuore dell'Europa ci sia una rete di questo tipo.

Il problema, infatti, non è l'integrazione ma come si riesce a fare prevenzione, togliere acqua a chi recluta e intervenire per mettere in condizione di non nuocere chi si sospetta con qualche fondamento che abbia legami con il terrorismo.
Credo che in qualche modo dobbiamo essere contenti del fatto che, nel nostro Paese, le forze dell'ordine stanno facendo bene prevenzione. E' evidente, infatti, che questo è fondamentale per scoprire quella rete di sostegno al terrorismo che in alcuni Paesi c'è ancora.

In Italia, fino ad ora, siamo riusciti a prevenire gli attentati terroristi perché abbiamo saputo mettere in campo organizzazione, strumentazione e forze dell'ordine in maniera adeguata, perché abbiamo imparato quando abbiamo dovuto combattere il terrorismo interno e combattendo le mafie. Quell'organizzazione oggi l'abbiamo messa a disposizione per combattere il nuovo terrorismo e questo sta producendo risultati importanti sul fronte della prevenzione.
Qui lo Stato, molto più che in Francia, è in grado di prevenire e controllare certi fenomeni.

Se vogliamo combattere il terrorismo, inoltre, dobbiamo evitare di usare vicende come quella di Strasburgo per fare propaganda.
In Italia, nonostante siamo al confine con il Mediterraneo, non siamo invasi dai musulmani perché la maggioranza di chi arriva qui segue altre religioni.
Inoltre, bisogna fare attenzione perché è pericoloso il ragionamento secondo cui tutti gli islamici sarebbero terroristi: dire questo è il contrario di fare la prevenzione al terrorismo.
Chi è qui deve rispettare le regole e tantissimi immigrati lo fanno: lavorano, sono nelle cucine dei ristoranti, assistono gli anziani e se vengono associati continuamente ai terroristi e si continua a dire loro che non sono desiderati avranno un rapporto difficile con la società.
All'origine di ciò che sta succedendo in Francia ci sono anche problematiche di questo tipo: i terroristi non sono arrivati con i barconi ma sono persone di seconda e terza generazione, nate lì. Bisogna, quindi, stare attenti ad associare terrorismo e immigrazione perché si rischia di creare le condizioni che poi originano i problemi.




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