Sul lavoro dal Governo idee confuse e niente atti parlamentari

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Intervento a Radio Lombardia.

Sulla questione dei riders c’è una proposta dei grandi soggetti di distribuzione che li utilizzano mentre non è chiaro cosa pensa il Governo su questo tema. Di Maio, infatti, - con grandi capacità comunicative - aveva mostrato interesse verso i riders ma al momento non c’è alcuna la proposta del Governo su questo. L’unica cosa chiara è che il tema non sarà introdotto nel Decreto Dignità, come era invece previsto all’inizio e che era stato annunciato proprio per far fronte a queste forme di precariato. In generale, per capire che opinioni ha il Governo bisognerebbe cominciare a vedere degli atti parlamentari, che al momento non ci sono.
Il Parlamento ha cominciato a lavorare a pieno regime la scorsa settimana perché abbiamo dovuto aspettare che il Governo si insediasse, che venissero nominati i Sottosegretari e poi le Commissioni Parlamentari.
In queste settimane, in Parlamento, abbiamo lavorato agli ultimi decreti lasciati dal Governo precedente: non c’è ancora alcun provvedimento portato dal nuovo Governo, nonostante ci siano già stati sei Consigli dei Ministri. Anche il Decreto Dignità - annunciato da due settimane - non è ancora stato presentato.
In materia di lavoro, al momento emerge solo una gran confusione da parte degli esponenti del Governo e una propensione a privilegiare il dato mediatico più che la sostanza.
Oggi, ad esempio, Salvini è andato al Festival del Lavoro a spiegare di voler reintrodurre i voucher mentre nella scorsa legislatura ci aveva accusato di volerli mantenere per precarizzare in maniera indegna il mondo del lavoro. In materia di tutele per i lavoratori si parla di Flex Security, che esiste già ed è la NASPI. Poi si è parlato di abolire il contratto di somministrazione, che è quello a cui ricorrono le agenzie interinali, dimenticando che questo potrebbe voler dire anche far licenziare i lavoratori.



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