Grazie alle Forze Ordine per aver evitato il peggio, la politica raccolga il messaggio di #NessunoTocchiMilano

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Intervento in Aula al Senato durante l'informativa del Ministro Alfano sulla devastazione di Milano:

Penso che l'inaugurazione di Expo, le inaccettabili devastazioni di cui è stata oggetto una parte di Milano, ma anche la straordinaria risposta che già sabato e domenica, pulendo la città dalle scritte, è stata data da migliaia di milanesi, che hanno ripercorso il tragitto dei black bloc per ripulire la città, siano i fatti che hanno segnato il fine settimana appena trascorso.
Venerdì mattina è stata inaugurata Expo: una scommessa vinta, di cui nessuno ha parlato.
I temuti ritardi non ci sono stati e 650.000 cittadini l'hanno già visitata nei primi tre giorni. Credo sia giusto ringraziare i lavoratori che, con il loro impegno, hanno reso possibile vincere questa sfida e questa scommessa.
Con Expo, il nostro intero Paese sarà al centro dell'attenzione del mondo; ciò che succederà lì sarà sotto i riflettori. Per questo purtroppo, oltre ai vantaggi che ne avremo, un simile evento - com'è capitato sempre negli ultimi anni - costituirà un palcoscenico irresistibile per i delinquenti che, nascosti da tute e maschere nere, approfittano per devastare le città che ospitano quegli eventi, utilizzando tecniche militari e poi scomparendo. È successo negli Stati Uniti, in Australia, in Brasile e recentemente a Francoforte, a dimostrazione che siamo di fronte ad una capacità di aggressione, da parte di questi teppisti, che è difficile contrastare e che, fino ad ora, nessuno è riuscito ad impedire.

Mafia Capitale: grave il tentativo di Alemanno di autoassolversi

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La tesi sostenuta da Alemanno secondo cui il sindaco non poteva sapere è francamente un tentativo di autoassolversi che consideriamo grave e politicamente colpevole.
Al di là delle decisioni che assumerà la magistratura ci aspettavamo da Alemanno che si assumesse la responsabilità di aver guidato l'amministrazione capitolina negli anni in cui la criminalità organizzata si è insediata in Comune. Lui ha scelto gli uomini che hanno fatto nell'amministrazione gli interessi della criminalità, lui ha raddoppiato gli appalti alle cooperative sociali, lui non può considerare normale che le aziende beneficiate dalla sua amministrazione abbiano sostenuto la sua fondazione e le sue campagne elettorali, legando quei contributi alle scelte dell'amministrazione che li favorivano.

Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale

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Intervento al convegno organizzato dalla Commissione Parlamentare Antimafia sul tema “Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale” (Video).

Don Luigi Ciotti, intervenuto prima a questo convegno, ci ha richiamato alle nostre responsabilità di parlamentari e di cittadini e al fatto che combattere la mafia significa cambiare: cambiare molte cose, cambiare modo di pensare, cambiare modo di intendere l’economia, costruire le condizioni affinché in questo Paese ci siano libertà e giustizia sociale oltre a quello che già c’è.
Un’altra cosa importante che ha detto Don Ciotti, unitamente alla testimonianza che ci lascia Libera (che oggi compie 20 anni), è che le mafie si possono combattere. Abbiamo le energie e le possibilità e possiamo mettere in campo gli strumenti necessari per combattere le mafie.
A mio avviso, questo è un segnale importante che dobbiamo ricordare perché, troppo spesso, siamo portati a dare una visione disperata del futuro e non credo che sia di aiuto per ottenere quella spinta che serve per produrre i cambiamenti.
L’incontro oggi è molto importante: trovo giusta la scelta di riunire tutte le commissioni che all’interno delle istituzioni, a vari livelli (regionale, comunale), si occupano di contrastare le mafie. Credo che sia stato molto importante anche il fatto che questo appuntamento ha avuto il riconoscimento delle più alte cariche dello Stato, oltre che di Don Luigi Ciotti. Credo, inoltre, che sia giusto guardare all’incontro di oggi come al primo di un percorso comune e di coordinamento reciproco tra le diverse esperienze che le diverse istituzioni hanno messo in campo a livello locale per combattere le mafie.

Matacena indecente, si consegni alla giustizia

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Le dichiarazioni di Matacena e dei suoi legali sul deputato del Pd Davide Mattiello sono inaccettabili. Anziché proseguire con un atteggiamento intimidatorio nei confronti di Mattiello, Matacena e i suoi legali dovrebbero rispondere alle legittime domande che gli sono state poste da un parlamentare della Repubblica nello svolgimento del proprio mandato.
E' indecente che una persona condannata al 41 bis si permetta, dalla latitanza, di lamentarsi, lanciare strali e denunce. Matacena torni in Italia, si consegni alla giustizia e spieghi le sue verità.