Incardinata la discussione sul DDL di riordino dei giochi

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Il disegno di legge che ho depositato a prima firma recante "Disposizioni in materia di riordino dei giochi" (A.S. 2000) è stato incardinato questa mattina in commissione Finanze al Senato e ne sarò anche Relatore. Lo ha deciso la stessa commissione, che ha rinviato la discussione alla prossima seduta d'esame. Il ddl in questione reca il riordino, anche attraverso la loro raccolta organica e sistematica, delle disposizioni in materia di giochi pubblici, con o senza vincita in denaro, ammessi nella Repubblica italiana.
E' necessario, infatti, provvedere a un riordino complessivo della materia dei giochi, sulla base dei principi già individuati dalla legge di delega fiscale. Tale riordino deve essere improntato a criteri di trasparenza e garantire una riserva di potestà statale sulla materia.
Il provvedimento, per il quale era stata votata la dichiarazione d'urgenza in Aula lo scorso 14 ottobre, tiene conto dell'esigenza attuale di fronteggiare fenomeni preoccupanti quali l'aumento dell'incidenza delle ludopatie e della propensione dei minorenni al gioco d'azzardo e prevede una limitazione degli apparecchi elettronici per il gioco nei locali pubblici, mentre ulteriori misure riguardano il controllo dei movimenti dei capitali, nonché il contrasto del gioco illegale. Nel testo sono previste anche l'armonizzazione delle competenze di Comuni e Regioni con la disciplina statale e le disposizioni in materia di riorganizzazione del settore ippico. E', dunque, opportuno procedere ad approfondimenti mirati in considerazione del rilevante impatto economico e sociale dell'intervento normativo sul settore dei giochi. 

Verso una nuova regolamentazione del settore dei giochi

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Intervento ad un incontro sul tema del gioco d'azzardo e della dipendenza patologica da gioco.

Parliamo del gioco d’azzardo in una città come Milano in cui il Comune ha bloccato l’utilizzo delle slot machine nei locali pubblici in alcune fasce orarie, è stata fatta una battaglia per impedire l’apertura di alcune sale giochi e si sono utilizzati tutti gli strumenti per rendere più difficile l’offerta di gioco sul territorio.
Lo Stato è responsabile nel bene e nel male di ciò che avviene in materia di gioco, in quanto ha il monopolio del settore e dà poi la concessione delle sale, degli apparecchi, delle lotterie e delle scommesse.
È evidente che lo Stato ha, quindi, grandi responsabilità e ha fatto anche molti errori sul gioco e sulla accessibilità del gioco che, però, sono riferibili a nomi e cognomi precisi.

Riforme: Vicini alla meta, il Pd mantiene un'altra promessa

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Con il voto di oggi e l'approvazione di tutti gli articoli del disegno di legge Boschi siamo ad un passo dalla meta del sì del Senato alle riforme costituzionali, che avverrà martedì. Il Pd mantiene così un'altra promessa fatta agli italiani: superare il bicameralismo perfetto, avere un Parlamento in grado di legiferare in modo più moderno e veloce, con un Senato delle istituzioni territoriali in grado di attuare davvero il federalismo. Ci eravamo dati una scadenza e la rispettiamo, nonostante l'ostruzionismo e gli insulti di chi non ha voluto confrontarsi nel merito. Andiamo avanti con le riforme, per il rilancio dell'Italia.

Unioni civili non hanno niente a che vedere con utero in affitto

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Un gruppo di senatori di vari gruppi ha presentato un ddl per regolamentare in Italia la gestazione per altri, associando tale argomento al testo sulle unioni civili attualmente in discussione in commissione Giustizia.
E' universalmente noto che tale pratica di procreazione assistita è vietata in Italia dalla legge 40, e rimarrà vietata poiché nulla ha a che fare con le unioni civili, né tantomeno sono previste modifiche di tale norma nel testo che stiamo discutendo in Senato.
Leggo poi che si considera una prossima calendarizzazione del ddl sulle unioni civili una provocazione.
Mi sembrano atti e dichiarazioni sinceramente fuori luogo e mi auguro che tutti in Parlamento, pur nelle legittime differenze, contribuiscano a creare il giusto clima per una discussione importante e necessaria, che il Paese si aspetta, sulle unioni civili.