Garante per i diritti dei detenuti

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Disegno di Legge per l'Istituzione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale (DDL 1002).

Testo della Relazione:
Il presente disegno di legge nasce dall’esigenza di dare effettiva attuazione all’articolo 27 della Costituzione laddove stabilisce che le «pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato» e dalla constatazione che il problema della situazione carceraria deve essere affrontato con nuovi e più incisivi strumenti. Ciò rende non più rinviabile l’istituzione nel nostro Paese della figura del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private dalla libertà personale, di seguito denominato «Garante». La presenza di tale organo istituzionale è resa ancora più necessaria dalla drammatica situazione carceraria del nostro Paese. Attualmente i detenuti ospitati nelle strutture carcerarie italiane sono circa 65.000, un numero decisamente superiore alla capienza regolamentare degli istituti penitenziari. Si tratta di un «primato» mai raggiunto nella storia repubblicana che pone il nostro Paese in una condizione di illegalità diffusa espo-nendolo a seri problemi sotto il profilo della sicurezza.

Modifiche alle misure cautelari personali

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DDL 944 - Disegno di legge inerente modifiche all’articolo 275 del codice di procedura penale in materia di criteri di scelta delle misure cautelari personali.

Testo della Relazione:
Il disegno di legge, che modifica l’articolo 275 del codice di procedura penale, rubricato «Criteri di scelta delle misure», persegue l’obiettivo di rendere la custodia cautelare in carcere evenienza eccezionale. Chiara la ragion propria dell’opzione prescelta, che trova, tra l’altro, chiara eco nei principi espressi in molteplici pronunce della Corte costituzionale in tema di presunzioni cautelari (sentenze n. 265/2010, n. 164/ 2011, n. 231/2011, n. 110/2012, n. 57/ 2013): garantire effettività operativa al ca-none per cui l’esercizio dell’azione cautelare personale deve essere ispirato al criterio del «minor sacrificio necessario» per lo status libertatis, in un sistema ove, per opzione costituzionale cogente, vige la presunzione di non colpevolezza sino alla condanna definitiva (articolo 27, secondo comma, della Costituzione). In tale prospettiva, il disegno di legge mantiene il «doppio binario» cautelare tra reati comuni e distrettuali ovvero ad elevato allarme sociale (così come catalogati dall’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale ed individuati dagli articoli 575, 600-bis, primo comma,

Abolita IMU anche per proprietà indivisa e case popolari

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Il recente decreto sull'Imu è stato oggetto in questi giorni di diverse polemiche e letture tutte politiche che rischiano di creare confusione e far perdere di vista il contenuto concreto della norma approvata dal governo. In realtà il provvedimento affronta questioni importanti che riguardano la vita di tanti cittadini e danno soluzione a problemi che da tempo andavano affrontati.Ovviamente la parte più significativa nell'immediato riguarda l'abolizione definitiva della rata dell'Imu di giugno sulla prima casa, escluse quelle di lusso, con l'impegno a non far pagare neppure quella di dicembre. Nella sostanza in un momento di crisi si sceglie di esentare l'80% delle famiglie italiane che hanno case di proprietà dal pagamento e di garantire ai comuni le risorse mancanti ricorrendo alla cassa depositi e prestiti. Il decreto conferma che anche le abitazioni in cooperativa a proprietà indivisa e gli alloggi popolari sono esentati come le prime case dal pagamento dell'Imu. Ma su questo punto c'è una novità importante, frutto anche della nostra battaglia politica, il testo della legge stabilisce che dal 1 gennaio 2014 le cooperative a proprietà indivisa e le case popolari saranno considerate abitazioni principali anche agli effetti della definizione delle imposte. Insomma si prende finalmente atto che chi vive in cooperativa a proprietà indivisa ha li' la propria residenza e non ci sarà più bisogno, ogni volta, di intervenire per evitare che si paghi come se si fosse in una seconda casa. Inoltre si pone fine al l'assurda vicenda per cui le Aler e i comuni dovevano pagare l'imu sulle case di proprietà pubblica sottraendo ingenti risorse che potevano essere utilizzate per le manutenzioni.

Relazione sul Disegno di Legge per il Commissariamento dell'ILVA

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Relazione sul Disegno di Legge (941) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale, approvato dalla Camera dei deputati.
Relatore: Sen. Mirabelli
 
La disciplina generale
Il decreto-legge in esame introduce nell’ordinamento interno la possibilità del commissariamento di impresa per motivi ambientali. Più precisamente, prevede – all’articolo 1 – la possibilità per il Governo di deliberare il commissariamento straordinario di un’impresa che abbia uno stabilimento industriale di interesse strategico e che impieghi almeno mille dipendenti, qualora l’attività produttiva di tale stabilimento abbia comportato e comporti oggettivamente pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute a causa della inosservanza reiterata dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA).