Combattere la corruzione si può: da Governo e Parlamento si sono fatti molti passi avanti

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La corruzione è un male diffuso nel nostro Paese che rende più permeabili l'economia e la società alla criminalità organizzata e coinvolge politica, apparati pubblici, imprese e sottrae risorse ai cittadini, alle aziende sane, ai giovani, a chi fa innovazione. Combattere corruzione e mafie è una priorità su cui si gioca una buona parte del futuro dell'Italia. Capisco che faccia gioco a molti raccontare di istituzioni immobili, imbelli, incapaci di combattere, ma non è così: contro la corruzione, in questa legislatura, Governo e Parlamento hanno già fatto cose importanti e questa legge è un ulteriore passo avanti.
L'introduzione dei reati di voto di scambio e di autoriciclaggio l'istituzione dell'Autorità nazionale anticorruzione e il suo affidamento a Raffaele Cantone: questi sono fatti prodotti anche dal Parlamento, da rivendicare. Se non valorizziamo ciò che facciamo, ma scegliamo di lamentarci e basta, diffondiamo l'idea che in questo Paese la corruzione è una patologia incurabile e che siamo condannati a conviverci, ma non è così. Anche questa legge è un altro passo nella direzione giusta. Ne serviranno altri, come la riforma della legge sugli appalti e della prescrizione, ma con questa legge si risponde ai guasti creati dall'abolizione di fatto del falso in bilancio, reintroducendo il reato e anche la procedibilità d'ufficio, si interviene sulle pene per i corrotti, i corruttori, i concussi e i concussori, si incentiva chi denuncia con uno sconto di pena, si danno ulteriori poteri all'Autorità nazionale anticorruzione, si inaspriscono le pene previste dall'articolo 416 bis sull'associazione mafiosa per punire davvero i boss. E si dimostra ancora una volta che contro le mafie e contro la corruzione il Parlamento e le istituzioni sono uniti e determinati e questo è ciò che fa più paura alla criminalità organizzata.

Convegno sul decreto sul gioco d'azzardo

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Abbiamo chiesto al sottosegretario Baretta di confrontarsi - in un convegno che si è svolto il 16 marzo a Milano - con i vari soggetti che sono intervenuti sulla materia del gioco d'azzardo, per capire qual è l'orientamento del Governo e fare luce su alcune indiscrezioni che sono giunte e che non hanno conferme nella bozza di decreto.
Rendere più stringente la normativa delle sale giochi e arrivare a una riduzione delle macchine nei locali pubblici sono sicuramente due principi a cui fare riferimento.
Mi auguro che si arrivi a una legislazione chiara e non interpretabile sul gioco, che valga per tutto il territorio nazionale, garantisca la tutela dei minori e dei più deboli e riduca il numero di apparecchi da gioco con vincita in denaro, accessibili nei locali pubblici. Una normativa che, nell'autorizzare l'apertura delle sale, faccia comunque riferimento a una legislazione che garantisca l'antiriciclaggio, la tutela della legalità, lasciando alle questure e ai ministeri competenti il 'comando'. Serve, poi, una legge restrittiva rispetto alla pubblicità del gioco che tuteli minori e soggetti deboli. Probabilmente non è sufficiente proibire gli spot radio in determinati orari ma serve farlo anche durante le trasmissioni sportive e quelle per le famiglie.
Mi aspetto anche che si apra un confronto con i Comuni, che consenta di garantire un ruolo serio agli amministratori locali, dopo aver stabilito, però, regole uguali su tutta la Penisola.

Rafforzare il contrasto alle infiltrazioni criminali nel gioco d'azzardo

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C'è la necessità che, nel decreto attuativo della legge delega sugli aspetti legati al gioco d’azzardo, siano rafforzate tutte le misure di contrasto al riciclaggio del denaro e alle infiltrazioni della criminalità organizzata. In particolare, serve garantire la tracciabilità di tutti i soldi, attraverso un’attenta verifica sulla provenienza dei capitali investiti nelle case gioco e, soprattutto, nei giochi online.
Inoltre, oltre a garantire l’onorabilità delle persone che aprono società che commercializzano giochi e sale da gioco, serve utilizzare anche in questo settore uno strumento utile come si è rivelato essere quello della certificazione antimafia, al fine di rendere più difficile qualunque infiltrazione della criminalità organizzata.

Contrasto al gioco d'azzardo: a che punto le leggi nazionali

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Intervento alla Scuola delle Buone Pratiche di Fa la cosa giusta!
Per quanto riguarda il tema del gioco d’azzardo, a mio avviso, si parte da una Legge Delega positiva e apprezzata, che indicata in maniera chiara gli obiettivi che deve avere la legislazione nazionale su questo tema. È una Legge Delega che, però, risulta un po’ datata: è passato troppo tempo da quando abbiamo passato la Legge Delega ad oggi e, per questo, l’impegno di Governo per i prossimi giorni è quello di presentare un Decreto per andare ad attuare quella Legge Delega. Si tratta di un Decreto che si preannuncia corposo e il Sottosegretario Baretta ha fatto sapere che ci si potrà prendere anche un tempo lungo di discussione, quindi, non soltanto il tempo ordinario di un mese che deve trascorrere tra la presentazione del testo e i lavori in Commissione, ma due mesi che consentiranno un confronto ampio con tutti i soggetti che hanno voglia di esprimersi sul merito delle questioni affrontate.
La politica, quindi, si è attardata un po’ ma ormai siamo in dirittura di arrivo. All’interno del testo presentato dal Sottosegretario Baretta ci sono, infatti, molte norme che vanno incontro alle richieste presentate dalle associazioni contro il gioco d’azzardo e la campagna “Mettiamoci in gioco”.