Emendamenti alla Legge di Stabilità sul tema della casa approvati al Senato

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Ecco gli emendamenti alla Legge di Stabilità sul tema della casa approvati al Senato:

I famigliari di primo grado non pagano IMU/Tasi se la casa di proprietà è data in comodato d'uso ad un parente

4.2000 (testo 2)
All'articolo 4, al comma 1, prima della lettera a), inserire la seguente:
«Oa) al comma 2, le parole da: ", nonché l'unità immobiliare" fino a "non superiore a 15.000 euro annui" sono eliminate e dopo la lettera d) aggiungere la seguente:
"d-bis) alle unità immobiliari, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la destinano ad abitazione principale e che non possiedano un altro immobile ad uso abitativo in Italia e a condizione che il contratto sia registrato, che il comodante abbia adibito nel 2015 lo stesso immobile come abitazione principale e che non possieda un altro immobile ad uso abitativo in Italia. Ai fini dell'applicazione dell'esenzione, il soggetto passivo attesta nel modello di dichiarazione di cui all'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, il possesso dei requisiti di cui alla presente lettera"».

Esenzione IMU/Tasi per chi da l’alloggio in comodato d'uso a un parente disabile

4.2001
All'articolo 4, al comma 1, prima della lettera a), inserire la seguente:
«Oa) al comma 2, dopo la lettera d-bis è aggiunta la seguente:
"d-ter) alle unità immobiliari, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti disabili entro il secondo grado sia in linea retta sia in linea collaterale"».

Esenzione Tasi per le residenze - anche di cooperativa a proprietà indivisa - per studenti gli universitari

4.2100
Dopo il comma 4, inserire il seguente:
«4-bis. All'articolo 13, comma 2, lettera a), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come da ultimo modificato dall'articolo 9-bis, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;"». Conseguentemente, all'articolo 33, comma 34, sostituire le parole «300 milioni di euro annui» con le seguenti: «299,74 milioni di euro annui».

Agevolazione fiscale su IMU per chi affitta l’alloggio a canone concordato

4.2200 (testo 2)
Dopo il comma 15, aggiungere i seguenti:
«15-bis. All'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente: "6-bis. Per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal comune, ai sensi del comma 6, è ridotta al 75 per cento.».
15-ter. Al comma 678 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è aggiunto in fine il seguente periodo: "Per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal comune, ai sensi del comma 6, è ridotta al 75 per cento." ».
Conseguentemente, all'articolo 33, comma 34, sostituire le parole: «300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «218,86 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016».

Chiarisce che gli alloggi sociali, comprese le cooperative a proprietà indivisa, non pagheranno la Tasi

All'articolo 4, al comma 1, lettera b), dopo la parola “propria” sono aggiunte le seguenti: “di cui all’articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni della legge 22 dicembre 2011, n.214”.

Relazione illustrativa:
Attraverso tale proposta di norma, si chiarisce che sono ricomprese nell’ambito della definizione di abitazione principale tutte le fattispecie indicate nel comma 2 dell’articolo 13 del D.L. 201 del 2011 ivi comprese quelle equiparate per legge all’abitazione principale di cui alle lettera da a) a d) per le quali non si applica l’IMU e precisamente:
“a) alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
b) ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture il 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.146 del 24 giugno 2008 e dall’articolo 10, comma 3, del Decreto Legge 23 maggio 2014, n.80;
c) alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
d) a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, del personale in servizio permanente appartenente alle Forze Armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica”.
Tale impostazione era stata illustrata anche in via interpretativa nelle F.A.Q. del 3 giugno 2014 in cui era stato affermato inequivocabilmente che le ipotesi comprese nell’articolo 13, comma 2, lettera a)-d) del D.L. n.201 del 2011 sono equiparate all’abitazione principale.
La norma pertanto fuga ogni dubbio in merito al fatto che per questi immobili, essendo equiparati all’abitazione principale, non è dovuta la Tasi.

Emendamento volto a favorire l'emersione degli affitti in nero. La misura punta a evitare gli abusi ma non potrà sanare le situazioni pregresse poiché una norma precedente che prevedeva agevolazioni per chi denuncia il nero è stata già bocciata dalla Corte Costituzionale.

4.0.22
MIRABELLI
Dopo l'articolo 4, è inserito il seguente:
«Art. 4-bis. (Locazioni e rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo. Patti contrari alla legge)
1. L'articolo 13 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 è sostituito dal seguente:
''Art. 13 – (Patti contrari alla legge) – 1. È nulla ogni pattuizione volta a determinare un Importo del canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato. È fatto carico al locatore provvedere alla registrazione nel termine perentorio di 30 giorni, dandone documentata comunicazione, nei successivi 60 giorni, al conduttore ed all'amministratore del condominio, anche ai fini dell'ottemperanza agli obblighi di tenuta dell'anagrafe condominiale di cui all'articolo 1130, comma 1, numero 6 del codice civile.
2. Nei casi di nullità di cui al comma 1 il conduttore, con azione proponibile nel termine di sei mesi dalla riconsegna dell'immobile locato, può chiedere la restituzione delle somme corrisposte in misura superiore al canone risultante dal contratto scritto e registrato.
3. È nulla ogni pattuizione volta a derogare ai limiti di durata del contratto stabiliti dalla presente legge.
4. Per i contratti di cui al comma 3 dell'articolo 2 è nulla ogni pattuizione volta ad attribuire al locatore un canone superiore a quello massimo definito dagli accordi conclusi in sede locale per immobili aventi le medesime caratteristiche e appartenenti alle medesime tipologie. Per i contratti stipulati in base al comma 1 dell'articolo 2, è nulla, ove in contrasto con le disposizioni della presente legge, qualsiasi pattuizione diretta ad attribuire al locatore un canone superiore a quello contrattualmente stabilito.
5. Nei casi di nullità di cui al comma 4 il conduttore, con azione proponibile nel termine-di sei mesi dalla riconsegna dell'immobile locato, può richiedere la restituzione delle somme indebitamente versate. Nei medesimi casi il conduttore può altresì richiedere, con azione proponibile dinanzi all'autorità giudiziaria, che la locazione venga ricondotta a condizioni conformi a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 2 ovvero dai comma 3 dell'articolo 2. Tale azione è, altresì, consentita nei casi in cui il locatore non abbia provveduto alla prescritta registrazione del contratto nel termine di cui al comma 1 del presente articolo. Nel giudizio che accerta l'esistenza del contratto di locazione il giudice determina il canone dovuto, che non può eccedere quello del valore minimo definito al sensi dell'articolo 2 ovvero quello definito ai sensi dell'articolo 5, commi 2 e 3, nel caso di conduttore che abiti stabilmente l'alloggio per i motivi ivi regolati. L'autorità giudiziaria stabilisce la restituzione delle somme eventualmente eccedenti.
6. Le norme del comma 5 devono ritenersi applicabili a tutte le ipotesi ivi previste insorte sin dall'entrata in vigore della presente legge.
7. I riferimenti alla registrazione del contratto di cui alla presente legge non producono effetti se non vi è obbligo di registrazione del contratto stesso''».

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