Giornata nazionale della memoria delle vittime innocenti delle mafie

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Adesione al Disegno di Legge volto all'Istituzione della "Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie" (DDL A.S. 1894 - file PDF)

Relazione:

Dal 1996, il 21 marzo di ogni anno, Libera - coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità - celebra la Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Come cita Libera, «il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace».
Il 21 marzo 2015 si è svolta a Bologna la XX Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. In questa occasione sono state ricordate le vittime di cui si conoscono i nomi e le storie (dal 1893) e le vittime di cui non si ha conoscenza.
Nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, approvata dalla Commissione stessa nella XVI legislatura (il 22 gennaio 2013), si ricorda come dagli anni Settanta in poi, la mafia abbia «scatenato la sua violenza sullo Stato e i suoi uomini». Da allora e fino alle stragi del 1992-93, la declinazione dei rapporti mafia politica si snoda attraverso una impressionante sequenza di omicidi che colpiscono al cuore la società, la rappresentanza politica siciliana, le istituzioni e anonimi cittadini. (...) A questa lunga lista si devono aggiungere anche le vittime innocenti che ebbero il solo torto di essere accanto alle vittime prescelte al momento dell'attentato. (...) Anche quando la mafia decise di prendere di mira il patrimonio artistico dello Stato «verosimilmente metteva in conto il coinvolgimento di vittime innocenti. Sapendo di infierire sui valori alti dello Stato, senza curarsi delle vittime innocenti e anzi puntando sulla produzione di terrore indiscriminato».
Don Luigi Ciotti ha affermato che «fare memoria è un impegno, un dovere che sentiamo di dover rendere a quanti sono stati uccisi per mano delle mafie, un impegno verso i familiari delle vittime, verso la società tutta ma, prima ancora, verso le nostre coscienze di cittadini, di laici e di cristiani, di uomini e donne che vivono il proprio tempo senza rassegnazione» e che «non possiamo limitarci a ricordare, per quanto il nostro dovere sia di non dimenticare. Dobbiamo trasformare la memoria in impegno, denuncia, testimonianza, cambiamento».
Per dare seguito a queste importanti parole e promuovere la cultura della legalità, il presente disegno di legge prevede il riconoscimento del 21 marzo quale «Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie».

Testo del Disegno di Legge:

Art. 1.
1. La Repubblica riconosce il giorno 21 marzo quale «Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie».
2. La Giornata di cui al comma 1 non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260.
3. In occasione del Giornata di cui al comma 1, al fine di conservare, rinnovare e costruire una memoria storica condivisa in difesa delle istituzioni democratiche, possono essere organizzate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di ricordo dei fatti e di riflessione, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché iniziative finalizzate alla costruzione, nell'opinione pubblica e nelle giovani generazioni, di una memoria delle vittime innocenti delle mafie e degli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia recente e i successi dello Stato nelle politiche di contrasto e di repressione di tutte le mafie.


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