Emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 sulla Casa. Lo stato dell'arte

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Lo scorso anno abbiamo fatto una legge sull’emergenza abitativa che conteneva alcune scelte, a partire da quella di investire finalmente, dopo tanti anni, su politiche pubbliche che tendessero a fare tre cose:
1) aiutare le famiglie a trovare appartamenti in affitto a canoni accessibili;
2) risolvere il problema del degrado che rende indisponibile una parte del patrimonio pubblico immobiliare e, in particolare, dell’Edilizia Residenziale Pubblica (le case popolari);
3) dare un aiuto alle famiglie che, soprattutto a causa della crisi, hanno rischiato o rischiano tutt’ora di perdere l’abitazione.
La Legge di Stabilità 2016, su cui stiamo lavorando ora in Parlamento, continua a muoversi in linea con questi tre obiettivi.
All’interno di essa, infatti, ci sono già alcuni interventi positivi e altri dovremmo riuscire ad ottenerli. Tuttavia, dobbiamo riscontrare il fatto che per la prima volta la questione della casa è una priorità anche all’interno della Legge di Stabilità, enunciata addirittura dal Presidente del Consiglio e presente in tutta la discussione.
Dobbiamo ricordare anche che se si è arrivati alla situazione attuale di emergenza abitativa è perché, nel corso di tutti questi anni, in Italia sono mancate totalmente le politiche per l’abitare.

Questi i principali temi oggetto della discussione:

Innanzitutto, c’è un tema che riguarda la disponibilità del patrimonio immobiliare dell’Edilizia Residenziale Pubblica. Ci sono, infatti, troppe migliaia di appartamenti di proprietà pubblica che sono vuoti ed è necessario che su questo si intervenga per metterli al sicuro da possibili occupazioni abusive e perché vengano al più presto ristrutturati e messi nelle condizioni per essere assegnati a chi attende in graduatoria.
Su questo fronte, la Legge di Stabilità compie un passo ulteriore rispetto alla Legge 80 sull’emergenza abitativa.
La Legge sull’emergenza abitativa, infatti, aveva messo 500 milioni di euro a disposizione dei Comuni e degli ex IACP, da spalmare su 7 anni, per compiere gli interventi di manutenzione e ristrutturazione necessari in queste case. Tra il 2016 e il 2017 sarebbero dovuti arrivare 30 milioni di euro, invece, con la Legge di Stabilità si è scelto di rendere disponibili 170 milioni di euro subito, nel 2016, proprio al fine di consentire la realizzazione di questo tipo di interventi.
Questa cifra è stata concordata con le Regioni, le quali hanno detto che non sarebbero state nelle condizioni di spendere più soldi.
Resta, comunque, una cifra significativa.
Nei possibili tavoli di lavoro istituzionali che andranno poi a costituirsi tra Enti Locali, Regioni, Comuni e parti sociali occorrerà lavorare bene poi per scegliere come impiegare quelle risorse.

Un altro tema riguarda il Fondo Sostegno Affitti e il Fondo per la morosità incolpevole.
In questa legislatura, con la Legge sull’emergenza abitativa è stato ripristinato il Fondo Sostegno Affitti (dopo che il Governo Monti lo aveva tolto) e rifinanziato con 200 milioni di euro.
Su questa materia, in Legge di Stabilità occorre lavorare ancora e abbiamo presentato emendamenti affinché il Fondo possa essere nuovamente aumentato.
Così come c’è da lavorare ancora sulla questione del Fondo per la morosità incolpevole che va ad aiutare le famiglie di chi ha perso il lavoro e, quindi, il reddito. Questo Fondo, con la Legge di Stabilità, è stato aumentato ma c’è un problema di quali regole consentono l’accesso ad esso.
Ad oggi, una parte dei soldi messi in questi Fondi, infatti, non sono stati spesi, in quanto, si è rilevata una difficoltà a capire come usarli. Abbiamo, quindi, presentato un emendamento alla Legge di Stabilità che obbliga gli Enti Locali insieme allo Stato a decidere entro 60 giorni dall’emanazione della Legge di Stabilità le regole per l’impiego di queste risorse.
Un ruolo in questo lo hanno le Agenzie realizzate dai Comuni (come quella fatta dal Comune di Milano) per far incontrare le domande di chi si trova in una condizione di emergenza abitativa con le offerte disponibili (sia di proprietà privata che di cooperative di abitazioni che di altre formule). Le Agenzie, infatti, possono utilizzare i Fondi Sostegno Affitti e per la morosità incolpevole in modo da costruire opportunità abitative per le persone più deboli trovando loro una casa o facendosi garanti presso i proprietari esistenti. Questa formula consente anche di evitare di distribuire i soldi a pioggia alle famiglie bisognose, perché da soli non sarebbero sufficienti a risolvere il problema.

Un’altra questione riguarda gli affitti.
Nonostante ci si trovi ancora in una dimensione di difficoltà economica, stiamo cercando di dare un segnale ai proprietari di casa e, per questo, stiamo lavorando per mantenere la cedolare secca al 10% per coloro che affittano a canoni concordati.
La cedolare secca com’è impostata ora scade nel 2017, quindi, ci sarebbe tempo per intervenire, tuttavia, riuscire a dare già da subito il segnale che si intende proseguire in questa direzione può dare maggior tranquillità e certezze a chi desidera mettere abitazioni in affitto.
Inoltre, stiamo ragionando su un emendamento che dia anche un’agevolazione fiscale a chi affitta proprio per incentivare gli affitti a canone accessibile, in quanto, non è l’Edilizia Residenziale Pubblica che può risolvere tutti i problemi abitativi e ci sono anche molti appartamenti privati sfitti e vuoti.

Un’altra proposta contenuta nella Legge di Stabilità 2016 è quella di abolire la TASI, eccetto alle abitazioni di lusso. L’obiettivo verso cui stiamo lavorando è di togliere la TASI anche agli “Alloggi Sociali” e agli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica.
Così come un altro tema su cui stiamo lavorando riguarda l’ecobonus, cioè le agevolazioni per chi fa ristrutturazioni che comportino un risparmio e un efficientamento energetico. Il recupero dell’ecobonus è del 65% in 10 anni di ciò che si è speso per fare gli interventi.
Fino ad oggi gli ex IACP e le cooperative a proprietà indivisa non hanno potuto usufruire dell’ecobonus, in quanto erano considerati società. Nella Legge di Stabilità 2016, invece, è previsto l’ecobonus anche per gli ex IACP e stiamo lavorando per cercare di estenderlo anche agli altri “alloggi sociali”.
Si tratta di una scelta importante perché le spese energetiche pesano molto sulle bollette degli inquilini.
Riuscire ad intervenire su questo per creare efficientamento energetico significa risparmiare energia, ridurre le emissioni, aiutare l’ambiente ma anche creare opportunità di lavoro per le aziende del settore e consentire agli inquilini di risparmiare soldi su ciò che oggi è per molti la voce di maggiore spesa.

L’intento, quindi, è quello di provare a risolvere i tanti problemi concreti che ci sono sul tema della casa anche con la Legge di Stabilità 2016.

[Video dell'intervento svolto ad un incontro sull'emergenza abitativa»]

Qui di seguito alcuni degli emendamenti che ho presentato sono stati condivisi e firmati dai componenti delle commissioni 13 (Ambiente e Territorio) e 6 (Finanze), in particolare quelli che estendono l'abolizione della Tasi a ex IACP e alloggi sociali e gli eco bonus per gli interventi di efficientamento energetico degli stabili oltre che agli ex iacp anche alle cooperative a proprietà indivisa. Inoltre quelli che riguardano le detrazioni fiscali sull'iva per chi acquista appartamenti di classe energetica A e B e propongono la proroga della cedolare secca al 10% che è in scadenza il 31 dicembre 2017.
 
A.S. 2111
Emendamento
Art. 4
Al comma 4, lettera d), aggiungere in fine le seguenti parole: «Nel caso in cui l’unità immobiliare destinata ad abitazione principale sia detenuta in godimento da soci o assegnatari di alloggi sociali di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture del 22 aprile 2008, la cooperativa o l'ente, in qualità di possessori, sono esclusi dalla TASI.».

Conseguentemente, all’articolo 33, comma 34, sostituire le parole: «300 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016» con le seguenti:«250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016».

MIRABELLI, CALEO, ROSSI Gianluca, MARINO Mauro, CUOMO, DALLA ZUANNA, MORGONI, PUPPATO, SOLLO, VACCARI, FORNARO, GIACOBBE, GUERRA, MOSCARDELLI, RICCHIUTI, TURANO

A.S. 2111
Emendamento
Art. 6
Dopo il comma 3 è aggiungere il seguente:
“3-bis. Le detrazioni di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono usufruibili, ai fini delle imposte sui redditi delle società, anche dalle cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su edifici posseduti e assegnati in godimento ai propri soci, comprese le parti comuni. La disposizione si applica alle spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.

Conseguentemente, all’articolo 33, comma 34, sostituire le parole: «300 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016» con le seguenti:«300 milioni per l'anno 2016, di 292 milioni di euro per l'anno 2017, di 266 milioni di euro per l'anno 2018, di 277 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2026 e di 300 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027».

MIRABELLI, CALEO, ROSSI Gianluca, MARINO Mauro, CUOMO, DALLA ZUANNA, MORGONI, PUPPATO, SOLLO, VACCARI, FORNARO, GIACOBBE, GUERRA, MOSCARDELLI, RICCHIUTI, TURANO

Emendamento
Art. 9
Dopo l'articolo 9 è inserito il seguente:
"Art. 9-bis
(Detassazione degli acquisti di abitazioni nuove in classe energetica elevata)
1. Ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, si detrae dall'imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, il 50% dell'importo corrisposto per il pagamento dell'IVA in relazione all'acquisto, effettuato entro il 31 dicembre 2018, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigente, cedute dalle imprese costruttrici delle stesse.
2. La detrazione di cui al comma 1 è ripartita in quote costanti nell'anno in cui sono state sostenute le spese e nei quattro periodi d'imposta successivi.
3. Le unità immobiliari acquistate con le agevolazioni di cui al comma 1, se non destinate dall'acquirente a propria abitazione principale, sono esenti dall'imposizione ai fini IMU e TASI dovute per il periodo d'imposta in cui sono state acquistate e per i periodi successivi.
4. Qualora all'atto dell'acquisto delle unità immobiliari a destinazione residenziale di cui al comma 1 sia trasferito in permuta un immobile abitativo a favore di imprese che abbiano per oggetto dell'attività, esclusivo o prevalente, la costruzione, il recupero e la rivendita di beni immobili, si applicano l'imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, a condizione che, nell'atto, l'impresa acquirente dichiari che intende trasferire l'immobile entro cinque anni dall'ultimazione degli interventi di recupero di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c) e d) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, con il conseguimento della certificazione energetica che attesti un miglioramento del fabbisogno di energia primaria pari almeno al 50% rispetto alla situazione antecedente gli interventi di recupero.

Conseguentemente all'articolo 48, comma 1, sostituire le parole: «15 per cento» con le seguenti: «16 per cento».

MIRABELLI, CALEO, ROSSI Gianluca, MARINO Mauro, CUOMO, DALLA ZUANNA, MORGONI, PUPPATO, SOLLO, VACCARI, FORNARO, GIACOBBE, GUERRA, MOSCARDELLI, RICCHIUTI, TURANO

A.S. 2111
Emendamento
Art. 4
Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente:
"Art. 4-bis
(Modifiche al regime fiscale della locazione con patto di futura vendita vincolante per entrambe le parti)
1. Ai fini delle Imposte sui Redditi e dell'Imposta Regionale sulle Attività Produttive, i corrispettivi delle cessioni di case di civile abitazione, oggetto di contratti di locazione con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti, si considerano conseguiti alla data di esercizio del diritto di riscatto. Per i medesimi contratti, ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto, l'operazione si considera effettuata all'atto del pagamento dei corrispettivi contrattuali.

Conseguentemente all'articolo 33, comma 34, sostituire le parole: «300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «284 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016».

MIRABELLI

A.S. 2111
Emendamento
Art. 4
Dopo il comma 15, aggiungere i seguenti:
"15-bis. All'articolo 3, comma 2, quarto periodo, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, dopo le parole: «è ridotta al 15 per cento» sono aggiunte le seguenti: «e a decorrere dal 1 gennaio 2018 è ridotta al 10 per cento».
All’articolo 33, comma 34, sostituire le parole: «300 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016» con le seguenti: «300 milioni di euro per ciascuno degli annni 2016 e 2017 e di 252 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018»

MIRABELLI, CALEO, ROSSI Gianluca, MARINO Mauro, CUOMO, DALLA ZUANNA, MORGONI, PUPPATO, SOLLO, VACCARI, FORNARO, GIACOBBE, GUERRA, MOSCARDELLI, RICCHIUTI, TURANO

Altri emendamenti propongono il rifinanziamento del fondo per l'accesso alla casa e interventi per migliorare le procedure di utilizzo dei fondi sostegno affitti e per la morosità incolpevole.

A.S. 2111 Emendamento
Art. 24
Dopo il comma 5 è inserito il seguente:
"5-bis. Entro 60 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, le Regioni, sentiti i Comuni interessati, adottano misure di coordinamento del Fondo di sostegno all'affitto e del Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli, secondo quanto previsto dall'articolo 11, comma 6, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, per accelerare, ottimizzare e semplificare le procedure di utilizzo, anche in deroga a quanto previsto dal decreto ministeriale 14 maggio 2014, adottato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze."

MIRABELLI

A.S. 2111
Emendamento
Art. 24
Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente comma:
"10-bis. In favore del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione sono stanziati ulteriori 15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016.
Conseguentemente all'articolo 33, comma 34, sostituire le parole: «300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «285 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016»."

MIRABELLI

C’è poi un emendamento che si propone di sanare la situazione che si è creata con le diverse sentenze della corte costituzionale che hanno bocciato le norme che erano in vigore per sanzionare chi affitta senza contratto o con contratto diverso da ciò che viene pattuito.

A.S. 2111
Emendamento
Art. 4
Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente:
"Art. 4-bis
(Locazioni e rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo. Patti contrari alla legge)
1. L'articolo 13 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 è sostituito dal seguente:
«Art. 13 (Patti contrari alla legge)
1. È nulla ogni pattuizione volta a determinare un importo del canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato. È fatto carico al locatore provvedere alla registrazione nel termine perentorio di 30 giorni, dandone documentata comunicazione, nei successivi 60 giorni, al conduttore ed all'amministratore del condominio, anche ai fini dell'ottemperanza agli obblighi di tenuta dell'anagrafe condominiale di cui all'articolo 1130, comma 1, numero 6 del codice civile.
2. Nei casi di nullità di cui al comma 1 il conduttore, con azione proponibile nel termine di sei mesi dalla riconsegna dell'immobile locato, può chiedere la restituzione delle somme corrisposte in misura superiore al canone risultante dal contratto scritto e registrato.
3. È nulla ogni pattuizione volta a derogare ai limiti di durata del contratto stabiliti dalla presente legge.
4. Per i contratti di cui al comma 3 dell'articolo 2 è nulla ogni pattuizione volta ad attribuire al locatore un canone superiore a quello massimo definito dagli accordi conclusi in sede locale per immobili aventi le medesime caratteristiche e appartenenti alle medesime tipologie. Per i contratti stipulati in base al comma 1 dell'articolo 2, è nulla, ove in contrasto con le disposizioni della presente legge, qualsiasi pattuizione diretta ad attribuire al locatore un canone superiore a quello contrattualmente stabilito.
5. Nei casi di nullità di cui al comma 4 il conduttore, con azione proponibile nel termine di sei mesi dalla riconsegna dell'immobile locato, può richiedere la restituzione delle somme indebitamente versate. Nei medesimi casi il conduttore può altresì richiedere, con azione proponibile dinanzi all'autorità giudiziaria, che la locazione venga ricondotta a condizioni conformi a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 2 ovvero dal comma 3 dell'articolo 2. Tale azione è, altresì, consentita nei casi in cui il locatore non abbia provveduto alla prescritta registrazione del contratto nel termine di cui al comma 1 del presente articolo. Nel giudizio che accerta l’esistenza del contratto di locazione il giudice determina il canone dovuto, che non può eccedere quello del valore minimo definito ai sensi dell’articolo 2 ovvero quello definito ai sensi dell’articolo 5, commi 2 e 3, nel caso di conduttore che abiti stabilmente l’alloggio per i motivi ivi regolati. L'autorità giudiziaria stabilisce la restituzione delle somme eventualmente eccedenti.
6. Le norme del comma 5 devono ritenersi applicabili a tutte le ipotesi ivi previste insorte sin dall’entrata in vigore della presente legge.
7. I riferimenti alla registrazione del contratto di cui alla presente legge non producono effetti se non vi è obbligo di registrazione del contratto stesso.»"

MIRABELLI

Infine con questi ultimi emendamenti, firmati dai componenti della commissione antimafia, si impedisce che vengano cancellate le norme sulla tracciabilità dei pagamenti degli affitti.

A.S. 2111
Emendamento
Art. 46
Sopprimere il comma 3

MIRABELLI, VACCARI, ESPOSITO Stefano, CAPACCHIONE, LUMIA, ALBANO, TOMASELLI A.S. 2111

Emendamento
Art. 46
Sopprimere il comma 4

MIRABELLI, VACCARI, ESPOSITO Stefano, CAPACCHIONE, LUMIA, ALBANO, TOMASELLI

Il documento approvato dalla Commissione 13 (Ambiente e Territorio) del Senato relativo alla Legge di Stabilità che accoglie al suo interno anche alcune proposte sul tema della casa presentate come emendamenti (file PDF)»

Emendamento Leasing prima casa giovani coppie

Dopo l’articolo 6, inserire il seguente
Articolo 6 bis (Disposizioni in favore dei giovani per l'acquisto dell'abitazione principale mediante lo strumento della locazione finanziaria)

1. Con il contratto di locazione finanziaria di immobile da adibire ad abitazione principale, la banca o l’intermediario finanziario iscritto nell’albo di cui all’art.106 del d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385 si obbliga ad acquistare o a far costruire l'immobile su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore, che ne assume tutti i rischi, anche di perimento, e lo mette a disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo che tenga conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contratto l’utilizzatore ha facoltà di acquistare la proprietà del bene ad un prezzo prestabilito.

2. All’acquisto dell’immobile oggetto del contratto di cui al comma 1, si applica l’art. 67, comma 3, lettera a) del R.D. 16 marzo 1942, n. 267.

3. In caso di risoluzione del contratto di locazione finanziaria per inadempimento dell’utilizzatore, il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed è tenuto a corrispondere all’utilizzatore quanto ricavato dalla vendita o da altra collocazione del bene avvenute a valori di mercato, dedotta la somma dei canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione, dei canoni a scadere attualizzati e del prezzo pattuito per l’esercizio dell’opzione finale di acquisto. L’eventuale differenza negativa è corrisposta dall’utilizzatore al concedente. Nelle attività di vendita e ricollocazione del bene, di cui al periodo precedente, la banca o l’intermediario finanziario deve attenersi a criteri di trasparenza e pubblicità nei confronti dell’utilizzatore.

4. Per il contratto di cui al comma 1 l'utilizzatore può chiedere, previa presentazione di apposita richiesta al concedente, la sospensione del pagamento dei corrispettivi periodici per non più di una volta e per un periodo massimo complessivo non superiore a dodici mesi nel corso dell’esecuzione del contratto medesimo. In tal caso, la durata del contratto è prorogata di un periodo eguale alla durata della sospensione. L'ammissione al beneficio della sospensione è subordinata esclusivamente all'accadimento di almeno uno dei seguenti eventi, intervenuti successivamente alla stipula del contratto di cui al comma 1: 
a.cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa;
b.cessazione dei rapporti di lavoro di cui all'articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa. 

5. Al termine della sospensione, il pagamento dei corrispettivi periodici riprende secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo diverso patto eventualmente intervenuto fra le parti per la rinegoziazione delle condizioni del contratto medesimo. Decorso il periodo di sospensione, in caso di mancata ripresa dei pagamenti si applicano le disposizioni di cui al comma 3. La sospensione non comporta l'applicazione di alcuna commissione o spesa di istruttoria ed avviene senza richiesta di garanzie aggiuntive.

6. Per il rilascio dell’immobile il concedente può agire con il procedimento per convalida di sfratto di cui al Libro IV, Titolo I, Capo II del codice di procedura civile.

7. All'articolo 15, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera i-sexies), sono aggiunte le seguenti:
“i-sexies1) i canoni, e i relativi oneri accessori, per un importo non superiore a 13.000 euro, ed il costo di acquisto a fronte dell'esercizio dell'opzione finale, per un importo non superiore a 20.000 euro, derivanti da contratti di locazione finanziaria su unità immobiliari, anche da costruire, da adibire ad abitazione principale entro un anno dalla consegna, sostenuti da giovani di età inferiore a 35 anni con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro all'atto della stipula del contratto di locazione finanziaria che non sono titolari di diritti di proprietà su immobili a destinazione abitativa; la detrazione spetta alle condizioni di cui alla lettera b);
i-sexies2) le spese di cui alla lettera i-sexies1), alle condizioni ivi indicate e per importi non superiori alla metà di quelli ivi indicati, sostenute da soggetti di età non inferiore a 35 anni con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro all'atto della stipula del contratto di locazione finanziaria che non sono titolari di diritti di proprietà su immobili a destinazione abitativa.”;

8. Al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 40, comma 1-bis, le parole “immobili strumentali, anche da costruire ed ancorché assoggettati all'imposta sul valore aggiunto, di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8-ter)” , sono sostituite dalle seguenti “immobili abitativi e strumentali, anche da costruire ed ancorché assoggettati all'imposta sul valore aggiunto, di cui all'articolo 10, primo comma, numeri 8-bis) e 8-ter)”;
b) all’articolo 1 della tariffa, parte prima, dopo il terzo periodo è aggiunto il seguente periodo:
«Se il trasferimento è effettuato nei confronti di banche ed intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario, ed ha per oggetto case di abitazione, di categoria catastale diversa da A1, A8 e A9, acquisite in locazione finanziaria da utilizzatori per i quali ricorrono le condizioni di cui alle note II-bis) e II-sexies):1 per cento»;
c) alle note dell’articolo 1 della tariffa, parte prima, in fine è aggiunta la seguente: 
“II-sexies) Nell’applicazione della nota II-bis) ai trasferimenti effettuati nei confronti di banche ed intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario, si considera, in luogo dell’acquirente, l’utilizzatore ed, in luogo dell’atto di acquisto, il contratto di locazione finanziaria.”;
d) all’articolo 8-bis della tariffa, parte prima, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: 
«1-bis. Atti relativi alle cessioni, da parte degli utilizzatori, di contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto immobili a destinazione abitativa, di categoria catastale diversa da A1, A8 e A9, effettuate nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni di cui alle note II-bis) e II-sexies) dell’articolo 1, ancorché assoggettati all'imposta sul valore aggiunto, di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633: 1 per cento
1-ter. Atti, diversi da quelli cui al comma 1-bis, relativi alle cessioni, da parte degli utilizzatori, di contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto immobili a destinazione abitativa, anche da costruire ed ancorché assoggettati all'imposta sul valore aggiunto, di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633:9 per cento»;
e) alla nota I) dell’articolo 8-bis della tariffa, parte prima, le parole “di cui al comma 1” sono sostituite dalle parole “di cui ai commi 1, 1-bis e 1-ter”.

Relazione illustrativa
 
La proposta emendativa intende affrontare la problematica dell'acquisto dell'abitazione principale da parte dei giovani, ad oggi per varie ragioni particolarmente difficile, e di contribuire contemporaneamente al rilancio del mercato dell'edilizia. 
Contrariamente a quanto avviene nel comparto degli immobili strumentali, che sta già dando concreti segnali di risveglio grazie alle disposizioni contenute nella Legge di Stabilità 2014, oggi lo strumento del leasing abitativo “prima casa” non è utilizzato perché privo di benefici equiparabili al mutuo ipotecario.
Si propongono pertanto una serie di agevolazioni fiscali finalizzate a favorire l'utilizzo dello strumento del leasing per l'acquisto da parte dei giovani dell'abitazione principale di residenza.
I soggetti destinatari del beneficio sono i giovani sotto i 35 anni e con un reddito massimo di 55mila euro. Anche le imprese, non solo del settore costruzioni, ma dell'impiantistica nonché di produzione potrebbero avere uno strumento in più per provare a rilanciarsi sul mercato dopo anni di grandi difficoltà.
Le agevolazioni proposte, diminuendo i fattori di svantaggio del leasing rispetto al mutuo ipotecario, possono rappresentare un valido ed innovativo strumento di riferimento per l'acquisto dell'abitazione principale da parte dei giovani.
Il comma 1 definisce l’operazione e ne descrive le caratteristiche peculiari: l’obbligazione che assume il concedente con la stipula del contratto è di acquistare o far costruire l’immobile secondo le indicazioni dell’utilizzatore e di metterlo a disposizione dello stesso; come il mutuo, anche la locazione finanziaria è un contratto di durata; il corrispettivo va calcolato secondo criteri finanziari e quindi tenendo conto non soltanto del costo del bene, ma anche del prezzo pattuito per l’opzione d’acquisto finale e della durata del contratto. Elemento essenziale del contratto è la previsione dell’opzione finale di acquisto del bene a favore dell’utilizzatore ad un prezzo prestabilito come emerge anche dalla definizione contenuta nell’art. 6 comma 11 del decreto legge 8 marzo 1991, n. 72, nell’art. 17 comma 2 della Legge del 1976 numero 183, nelle discipline contemplate nell'art. 91 del Codice della Strada e nell'art.16 comma 1 del Decreto Legislativo 18 luglio 2005 n.171 (Codice della Nautica da diporto).
A tutela dei soggetti che intendono acquisire tramite leasing la prima casa, al comma 2 si prevede la non applicazione dell'azione revocatoria in caso di fallimento del venditore/costruttore.
Il comma 3 intende disciplinare gli effetti della risoluzione per inadempimento dell’utilizzatore, ponendo quest’ultimo al riparo dal rischio di un ingiustificato arricchimento da parte della società di leasing; si prevede infatti che la società di leasing corrisponda a favore dell’utilizzatore l’importo realizzato dalla ricollocazione o dalla vendita del bene – da eseguirsi attenendosi a principi di trasparenza e pubblicità di cui al periodo successivo – una volta che lo stesso bene sia stato riconsegnato, al netto dei canoni scaduti e non pagati e del credito residuo in linea capitale.
Secondo quanto previsto al comma 4, l'utilizzatore può sospendere il pagamento del corrispettivo periodico, per non più di una volta e per un periodo massimo complessivo non superiore a dodici mesi nel corso dell’esecuzione del contratto medesimo esclusivamente all'accadimento di almeno uno dei seguenti eventi, intervenuti successivamente alla stipula del contratto: 
- cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa;
- cessazione dei rapporti di lavoro di cui all'articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa. 
Al termine della sospensione, il pagamento dei corrispettivi periodici riprende secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo diverso patto eventualmente intervenuto fra le parti per la rinegoziazione delle condizioni del contratto medesimo (comma 5).
Per il rilascio dell’immobile il concedente può agire con il procedimento per convalida di sfratto di cui al Libro IV, Titolo I, Capo II del codice di procedura civile (comma 6). 
Il comma 7 definisce le agevolazioni fiscali in favore dei giovani per l'acquisto dell'abitazione di residenza mediante lo strumento del leasing; in particolare, si introduce all'articolo 15 del TUIR, una detrazione, in favore di giovani di età inferiore a 35 anni e con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro, pari al 19 per cento delle spese sostenute per i canoni, e i relativi oneri accessori, derivanti da contratti di locazione finanziaria su unità immobiliare, per un importo non superiore a 13.000 euro annui. Inoltre, per favorire l'esercizio dell'opzione finale di acquisto dell'immobile, viene inserita, sempre all'articolo 15 del TUIR, una detrazione del 19 per cento relativa al costo di acquisto del bene a fronte dell'esercizio dell'opzione finale, per un importo non superiore a 20.000 euro. 
Il comma 8, intervenendo sulle disposizioni in materia di imposta di registro, prevede una agevolazione  consistente nell’applicazione dell’imposta di registro nella misura proporzionale dell’1% nel caso di cessioni di immobili effettuate nei confronti di banche ed intermediari finanziari per essere concessi in locazione finanziaria ad utilizzatori aventi i requisiti previsti per l’acquisto “prima casa”. 
A parziale copertura di tale proposta riguardante il leasing abitativo “prima casa”, si introduce - intervenendo tra l’altro sull’art.40 comma 1 bis del TUI registro, in deroga al principio di alternatività IVA registro:
-un’imposta di registro proporzionale dell’1% sul corrispettivo pattuito per la cessione di contratti di leasing su immobili abitativi, effettuate nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni previste per l’agevolazione prima casa;
- un’imposta di registro proporzionale del 9% sul corrispettivo pattuito per le cessioni, da parte degli utilizzatori, di contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto immobili che siano a destinazione abitativa.

 

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