Approvata la Riforma della Pubblica Amministrazione

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Al Senato è stata approvata definitivamente la Riforma della Pubblica Amministrazione (testo della legge in PDF), voluta dal Governo e che nei prossimi mesi sarà completata con la approvazione dei decreti attuativi.
Con questo provvedimento si disegna una Pubblica Amministrazione più efficiente, al servizio dei cittadini e che consente un significativo risparmio da parte dello Stato.
È un provvedimento che, proprio perché riforma davvero la Pubblica Amministrazione, mette in discussione rendite di posizione e assetti burocratici consolidati e guarda prima di tutto all'interesse dei cittadini e delle imprese.

Questa la sintesi delle norme contenute nel testo del disegno di legge.

Ecco le principali novità volte che riguardano direttamente i cittadini:

Un solo numero per tutte le emergenze. l’Italia avrà un numero unico per le emergenze: basterà chiamare il 112 (lo stesso in tutta Europa) per chiedere aiuto in ogni circostanza. L’idea è quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato.

Semplificazione per il pagamento di multe e bollette. I pagamenti della Pubblica amministrazione potranno essere pagati con il credito telefonico (abbonamento o ricaricabile). Con una norma si apre alla possibilità di pagare micro spese, come bollette e multe (entro i 50 euro) attraverso l’addebito sul conto telefonico, anche attraverso sms.

Libretto unico per auto, il Pra al ministero dei Trasporti. Si apre al trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al Ministero Infrastrutture e Trasporti, a cui fa già capo la Motorizzazione. Si va verso un’unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto. Il tutto potrà essere affidato anche a un’Agenzia (sotto vigilanza Mit).

Wi-Fi obbligatorio negli uffici pubblici. Dopo la chiusura degli uffici pubblici le reti wifi delle pubbliche amministrazioni potranno essere messe a disposizione dei cittadini, attraverso servizi di hotspot. Il servizio al cittadino sarà attivo 24 ore su 24.

Digitalizzazione nell'erogazione dei servizi. Un diritto dei cittadini diventa un dovere per le amministrazioni. Basta un click per richiedere e ricevere documenti. Accesso a qualunque servizio online con un solo Pin.

Carta per la Cittadinanza Digitale. Ognuno di noi avrà un’identità digitale per comunicare più facilmente con lo Stato. Il governo dovrà definire nei futuri dlgs il livello minimo di qualità dei servizi online delle Pubbliche amministrazioni. Sarà inoltre assicurato internet in tutti gli uffici pubblici: dalle scuole alle biblioteche, fino agli sportelli aperti al pubblico.

Freedom of information act, nel segno della trasparenza. Chiunque vorrà (cittadino o impresa) potrà accedere, anche via web, a qualsiasi dato o servizio della pubblica amministrazione. Lo scopo è quello di spalancare gli archivi pubblici, così da rendere possibile un controllo a 360 gradi anche sull’utilizzo delle risorse pubbliche. La trasparenza, inoltre, è la migliore politica contro la corruzione a costo zero. Si sciolgono i nodi della burocrazia: risparmio, qualità dei servizi, controllo sociale contro il malaffare.

Queste le principali norme di interesse delle imprese:

Semplificazione e certezza dei tempi. Stop ai ritardi sulle richieste. Regole certe per avviare un'attività. Con la norma sul “silenzio assenso” si responsabilizza l’amministrazione sulla concessione o meno, in tempi certi, di qualsiasi autorizzazione. Dopo 30 giorni, massimo 90, in caso di mancata risposta da parte della pubblica amministrazione, si intende ottenuto il via libera e il cittadino o l’impresa può andare avanti con l’opera. Le amministrazioni che si occupano della tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini dovranno, quindi, rispondere prima che scatti l'istituto del “silenzio assenso”.
Nella delega viene anche previsto l'ampio utilizzo all'istituto del “silenzio-assenso” tra le amministrazioni pubbliche. Dopo 30 giorni dalla notifica di un atto (da cofirmare) il silenzio da parte di una amministrazione equivarrà al consenso.
Per quanto riguarda però le contese su nulla osta e altri via libera, sarà il Presidente del Consiglio, dopo un passaggio in Consiglio dei Ministri, a decidere. Il silenzio assenso - è stato deciso alla Camera – varrà anche per le società partecipate.

Riforma delle Camere di Commercio: nuova mission e più efficienza. Più sostegno concreto alle imprese. Costi ridotti grazie ad una razionalizzazione della presenza sul territorio (riduzione da 105 ad un massimo di 60 Camere in tutta Italia).

Sblocco cantieri. Il governo dovrà prevedere una procedura accelerata ad hoc per alcuni tipi di procedimenti amministrativi: in particolare si prevede il taglio fino al 50% dei termini previsti per la chiusura delle procedure che riguardano “opere di interesse generale o l’avvio di attività imprenditoriali”.
La stessa modifica prevede che, per le grandi opere, potranno essere attribuire poteri sostitutivi al premier, che a sua volta potrà avvalersi dei prefetti. Di conseguenza potrà essere istituita un'Unità tecnica - di cui si potrà avvalere il premier e i prefetti - per l'esercizio dei poteri sostitutivi.

Alcune importanti novità volte a rendere lo Stato più efficiente:

Riorganizzazione dell'Amministrazione dello Stato, Forze dell’Ordine e Capitanerie di Porto: politiche pubbliche più coordinate e valutazioni per decisioni più rapide. Eliminazione delle duplicazioni, forme più snelle di funzionamento. Gestione associata dei servizi delle Forze di Polizia, in particolare è prevista la fusione del Corpo forestale dello Stato in un organismo simile all'interno di un altro Corpo di sicurezza. Con l'accorpamento unitario dovrà essere anche omogeneo il passaggio delle funzioni (di tutela ambientale e alimentare). Dunque niente spezzatino come previsto in un primo momento.
Si passerà, quindi, da cinque corpi nazionali a quattro (resteranno Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Penitenziaria).
Alla Camera si è poi previsto di riordinare l'assetto funzionale e organizzativo di tutte le forze, nel quale dovrà essere tenuto conto del merito (in particolare per le progressioni di carriera).
Per quanto riguarda il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, la modifica – di cui però si attende anche il parere della Ragioneria dello stato - prevede una “ottimizzazione dell'efficacia delle funzioni” dei Vigili del fuoco, in relazione “alle funzioni e ai compiti del personale permanente e volontario” del Corpo. Infine, e dovrebbe essere questa la parte della norma contestata dalla Ragioneria, si chiede “la soppressione, la modifica ed l'eventuale istituzione di nuovi appositi ruoli e qualifiche”.
Inoltre, si prevede l’eliminazione delle “duplicazioni organizzative”, “logistiche” e “funzionali” delle forze operanti in mare; “rafforzamento” del coordinamento tra Corpo delle capitanerie di porto e la Marina militare, “nella prospettiva di una eventuale maggiore integrazione”.

Riduzione delle Prefetture: Taglio delle Prefetture-Uffici territoriali del governo che confluiranno nell'ufficio territoriale dello Stato. Con la norma il governo è delegato a ridurre entro 12 mesi gli uffici territoriali e ad accorparli (al momento in Italia c'è una prefettura per Provincia).
Dunque probabilmente ragionerie, direzioni provinciali dell'Agenzia delle entrate, archivi notarili, soprintendenze, uffici scolastici, direzioni regionali e territoriali del lavoro saranno concentrati in una sede unica. Il taglio delle prefetture dovrà tenere conto, tra le altre cose, dell'estensione territoriale, della popolazione residente, dell'eventuale presenza di una Città metropolitana, di insediamenti produttivi e del tasso di criminalità.

Forte riduzione del numero delle Società Partecipate: razionalizzazione del sistema delle partecipazioni pubbliche e rafforzamento dei criteri pubblicistici nella gestione (tetto alle retribuzioni e trasparenza).
L'articolo 13 della legge approvata prevede la possibilità di piani di rientro per le società partecipate che hanno bilanci in disavanzo prevedendo anche l'eventuale commissariamento. Lo stesso articolo predispone il taglio delle municipalizzate inutili.
Sempre per quanto riguarda le società partecipate, si va verso una maggiore pubblicità e più vincoli nelle assunzioni. I dlgs P.A. dovranno stabilire limiti stipendiali e introdurre criteri di valutazione dei dipendenti stessi. Maggiore pubblicità dovrà essere fatta anche per gli acquisti che vengono fatti. Per gli amministratori delle società partecipate il “compenso economico variabile” sarà definito in base ai risultati economici positivi o negativi della società.

Organizzazione e gestione dei servizi pubblici: incentivi e premi a enti locali che scelgono di aggregare o privatizzare attività di gestione dei servizi pubblici locali per favorire efficienza e risparmio. La norma precisamente parla di perdita del controllo pubblico della gestione dei servizi, come ad esempio quello idrico o lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre, la delega P.A. prevede lo stop dei regimi di esclusiva dei servizi pubblici locali, “non conformi ai principi generali in materia di concorrenza”. I tariffari devono tenere conto della produttività per ridurre aggravio su cittadini e imprese. Sono previsti, inoltre, maggiore trasparenza nei contratti di servizio e strumenti di rilevazione e obbligo di standard di qualità nazionali.

Enti di Ricerca Pubblici più efficienti, autonomi, professionali ed europei: meno burocrazia per la ricerca, maggiore flessibilità nella gestione delle risorse, regole più semplici. Definizione del ruolo dei ricercatori nel rispetto della Carta europea che saranno più autonomi, più liberi e con formazione continua.
La norma trasversale - sottoscritta da PD, ex M5S, Lega, FI e AP – che concerne la riforma degli Enti pubblici di ricerca (Epr), infatti, delega il governo alla riforma degli Epr prevedendo per i ricercatori e i tecnici pubblici “libertà di ricerca, autonomia professionale” e più “formazione all'aggiornamento”.
Non solo, la proposta prevede anche la semplificazione dell'inquadramento della ricerca pubblica “in un sistema di regole più snello” e norme diverse per budget e spese (dovrà essere riformato anche il rimborso della missioni).
Gli Epr potranno quindi avere autonomia finanziaria. La riforma potrebbe riguardare 20 mila tra ricercatori e tecnici, impiegati nei circa 20 Enti pubblici. Tra questi, l'Istat, Isfol, Ispra, Cnr e i 12 enti vigilati dal Ministero dell'Istruzione.

Taglio dei decreti inutili dal 2012 in poi: Il governo cancellerà o modificherà i decreti attuativi inutili, per i quali non sussistono più le condizioni per l'adozione. Il taglio riguarderà i decreti previsti dalle leggi entrate in vigore dal 2012 in poi. Il governo – una volta entrato in vigore la delega P.A. - avrà 90 giorni di tempo per emanare i dlgs.

Più flessibilità nei Ministeri: Introduzione di una maggiore flessibilità nella disciplina dell'organizzazione dei Ministeri, da realizzare con la semplificazione dei regolamenti.
La riforma potrà prevedere la modifica della forma giuridica e quindi consentire il passaggio dal modello dei dipartimenti a quello del segretario generale e viceversa “in relazione alle esigenze di coordinamento”.

Riforma del processo contabile alla Corte dei Conti: Arrivano delle novità sul processo contabile davanti alla Corte dei conti e, in particolare, sui giudizi sulla responsabilità dei pubblici funzionari per danno erariale.
La commissione Affari costituzionali ha infatti approvato un emendamento al disegno di legga sulla P.A. che aggiunge una delega al testo in tema di processi della Corte dei conti.
Con la modifica si mira a dare certezza e velocità ai tempi del procedimento, aprendo alla possibilità di rito abbreviato per “garantire l'incameramento certo ed immediato di somme risarcitorie” nelle casse dello Stato.

Stretta sugli incarichi agli avvocati dello Stato: Gli incarichi direttivi non potranno essere conferiti ad avvocati dello Stato che andranno in pensione entro 4 anni dalla data di avvio della procedura selettiva. E ancora: gli incarichi avranno “natura temporanea” per massimo 4 anni rinnovabili per una sola volta.

Procedimenti disciplinari militari anche prima della sentenza. Saranno estese al personale delle Forze armate le norme sul procedimento disciplinare dei dipendenti P.A.: quindi potranno essere presi provvedimenti disciplinari nei confronti dei militari anche se il processo che riguarda questi fatti non si è concluso.

Stretta sull’Ordine e merito della Repubblica. La Camera ha approvato un altro emendamento sugli organi dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. La modifica prevede l'eliminazione della Giunta del primo ordine presieduto dal capo dello Stato, la riduzione dei componenti del Consiglio (che passeranno da 16 a 10) e un limite alla durata degli incarichi (il cancelliere e i membri del Consiglio dureranno in carica 6 anni e non potranno essere confermati).
Entro 3 anni dalla sua attuazione i meccanismi di flessibilità lavorativa dovranno essere operativi per almeno per il 20% degli statali che ne vogliano fare richiesta.
E ancora: viene stabilito che il tele-lavoro dovrà servire anche a creare maggiori condizioni per il congedo parentale, dovranno essere previste forme per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro con voucher per baby-sitter, puericultrici, badanti specializzate e convenzioni con asili nido e scuole materne.

Riforma dei costi delle intercettazioni: Prevista la riforma dei costi delle intercettazioni telefoniche e ambientali chieste dalle Procure italiane per le indagini.
La norma era già stata introdotta durante il passaggio al Senato, ma è stato deciso di ritoccarla visto che così come era stata scritta - riferisce una fonte di Palazzo Chigi - era di difficile realizzazione.
Con la modifica approvata si prevede dunque un taglio dei costi e si definiscono i criteri di cui il governo dovrà tenere conto nei futuri dlgs. Innanzitutto, dovranno essere riviste le “voci di listino per prestazioni obbligatorie” in modo da perseguire un risparmio di spesa di almeno il 50% rispetto alle tariffe stabilite con decreto del ministero della Giustizia.

Stretta per chi non partecipa alla Conferenza dei Servizi. Le P.A. che non parteciperanno alla Conferenza dei servizi o non daranno il proprio parere sui provvedimenti in discussione non potranno nemmeno far valere il proprio principio di autotutela, quindi saranno obbligati a recepire le decisioni della Conferenza. Inoltre, la delega precisa che potrà partecipare alla conferenza un unico rappresentante dello Stato.

Più poteri a Palazzo Chigi, da Vigilanza su Agenzie a nomine. Nel rispetto delle leggi e della Costituzione, il governo è delegato a precisare le funzioni di palazzo Chigi. La delega assegna più poteri al premier: sarà la presidenza del Consiglio a vigilare sulle agenzie fiscali (come il Demanio o le Entrate). E ancora: la scelta delle nomine pubbliche dovrà passare per il Consiglio dei ministri. Dunque quella che oggi è una prassi diventerà presto legge.
Per quanto riguarda le nomine dei manager pubblici “i procedimenti di designazione di competenza, diretta o indiretta, del governo o dei singoli ministri - si legge della delega P.A. - in modo da garantire che le scelte, quando anche da formalizzarsi con provvedimenti di singoli ministri, siano oggetto di esame in Consiglio dei Ministri”.

Queste le misure che riguardano i dipendenti pubblici:

Disciplina dei dirigenti pubblici e valutazione dei rendimenti degli uffici. Viene favorito il ricambio generazionale, i dirigenti pubblici dovranno essere scelti in base al merito e potranno essere retrocedibili o licenziabili. Il dirigente pubblico potrà comunque chiedere di essere demansionato a funzionario. Quanto al rinnovo degli incarichi, niente più automatismi: le proroghe dovranno essere giustificate da un giudizio positivo. Sono previste azioni disciplinari serie per assenze ingiustificate e le visite fiscali dei dipendenti statali saranno affidate all'Inps (e non più alle Asl). Dunque, all'Istituto dovranno essere attribuite le competenze e le risorse attualmente impiegate dalle P.A. per l'effettuazione degli accertamenti medico-legali. Inoltre, viene precisato che l'Inps, per le nuove visite, dovrà avvalersi “prioritariamente” dei medici inseriti nelle “liste speciali” ad esaurimento, che già oggi effettuano le visite per l'Inps ai dipendenti privati.
Quando scatta un'azione disciplinare contro un dipendente della P.A. non potranno più passare 100 giorni (come avviene ora), e soprattutto non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, altrimenti a rimetterci sarà il dirigente responsabile.
Il procedimento dovrà essere portato avanti senza escludere il licenziamento. Il governo dunque dovrà legiferare sulla materia introducendo norme in tema di responsabilità dei dipendenti “finalizzate ad accelerare, rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l'esercizio dell'azione disciplinare”.
I dirigenti della P.A., inoltre, potranno essere licenziati se privi di incarico. Infatti, dopo essere stati collocati in disponibilità, potrebbero decadere dal ruolo unico. Saranno attribuiti incarichi per quattro anni, rinnovabili – in assenza di concorso pubblico - per altri eventuali due anni.
Il rinnovo vale per una sola volta. Per decadere dal ruolo, però, il loro lavoro dovrà essere stato valutato negativamente dalla P.a. di appartenenza. Inoltre, alla Camera è stato previsto che i dirigenti per non essere licenziati potranno chiedere una retrocessione facendosi assegnare un posto da funzionario.
E ancora: nell'assegnare a un dirigente un incarico nella P.A. dovrà essere previsto “obbligatoriamente un numero minimo di anni di servizio”.

Ruolo unico dirigenti e riduzione numero. Con la delega P.A. arriva anche il ruolo unico per i dirigenti statali, che saranno scelti in base al merito e alla formazione continua. Chi vorrà assumere il ruolo non dovrà solamente sostenere un concorso ma dovrà anche superare un altro esame.
Fino all'entrata a regime del ruolo unico, potrà essere prevista ove necessario la graduale riduzione del numero dei dirigenti. La delega prevede, sempre per i dirigenti, la “definizione dei requisiti e criteri per il conferimento degli incarichi”.
Saranno esclusi dal ruolo unico della dirigenza non solo i diplomatici, ma anche i prefetti e il personale di Consob, Bankitalia e Antitrust.
La modifica introdotta alla Camera (al Senato, nell'ultimo passaggio, non sono state apportate modifiche) chiarisce che oltre ai diplomatici (già esclusi durante il passaggio del disegno di legge P.A. al Senato) non rientreranno nel ruolo unico le altre carriere dirigenziali a ordinamento speciale: quella militare, quella prefettizia e quella in magistratura.
E ancora: saranno esclusi dal futuro albo unico i dipendenti degli enti che svolgono la loro attività per la vigilanza in materia di tutela del risparmio, di esercizio della funzione creditizia e in materia valutaria. Dunque, viene riferito, si tratta dei dipendenti della Consob, Banca d'Italia e Agcm.

Staffetta generazionale in versione super-light. Arriva la staffetta generazionale per i dipendenti pubblici, ma in versione super soft. La norma – introdotta durante il passaggio in aula - prevede la possibilità per chi è vicino alla pensione di lavorare part-time, mantenendo i contributi pensionistici per il tempo pieno solamente con versamenti volontari. Con le risorse che si renderanno disponibili, a seconda dei part-time, scatteranno nuove assunzioni.
Nel testo della delega P.A. si legge: il governo dovrà prevedere “la facoltà, per le amministrazioni pubbliche, di promuovere il ricambio generazionale mediante la riduzione su base volontaria e non revocabile dell'orario di lavoro e della retribuzione del personale in procinto di essere collocato a riposo”. Quindi attraverso la contribuzione volontaria si potrà “conseguire l'invarianza della contribuzione previdenziale”, consentendo allo stesso tempo, “nei limiti delle risorse effettivamente accertate a seguito della conseguente minore spesa per redditi, l'assunzione anticipata di nuovo personale”, rispettando però le norme sui vincoli assunzioni.
In sostanza una staffetta in versione super light.

Maggiore flessibilità organizzativa per garantire una migliore conciliazione tra vita e lavoro.
L'articolo 11 della delega P.A. prevede, infatti, incentivi per modelli organizzativi che favoriscano il telelavoro, il lavoro remoto, lo smart-working e il co-working.

Ruolo unico per dirigenti di Authority. L'articolo 10 prevede l'introduzione “di ruoli unificati anche per la dirigenza delle autorità indipendenti”.

Fine dei segretari comunali ma con ponte di 3 anni. Soppressione della figura del segretario comunale. Prima della cancellazione definitiva, però, viene previsto un periodo ponte di tre anni - anche per gli idonei - in cui i segretari potranno continuare a esercitare le stesse funzioni (di legalità), ma dopo essere stati inseriti nel ruolo unico della dirigenza.

Valutazione dei direttori Asl legata al bilancio dell’azienda. La verifica e la valutazione dei direttori generali delle Aziende sanitarie locali (Asl) dovrà tenere conto non solo del raggiungimento degli obiettivi sanitari ma anche dell'equilibrio economico dell'azienda.

No a punteggi nei concorsi per chi ha lavorato con Gabinetti. Valorizzare nei concorsi pubblici chi è stato precario nelle P.A., ma escludendo chi ha lavorato nei gabinetti e, dunque, chi ha avuto contratti di diretta collaborazione con organi politici.

Limiti a dirigenti esterni. Porre limiti alle quote di dirigenti che entrano nelle amministrazioni pubbliche senza concorso. È un'altra modifica introdotta al disegno di legge sulla P.A. in Commissione.
L'obiettivo è di ridurre il numero di dirigenti esterni prevedendo uno quota unica sia per la P.A. centrale che per gli enti locali. L'ipotesi - che riferiscono fonti di governo - è di prevede una soglia massima del 10% anche per le P.A. locali (tetto al momento fissato al 30%). La modifica del relatore precisa che i limiti per la P.A. centrale resta al 10% (come previsto dal dlgs 165 del 2001), ma inserisce nel DDL “l'eventuale revisione delle analoghe discipline e delle relative percentuali, definite in modo sostenibile per le amministrazioni non statali”.

Scheda della riforma a cura del Senato»

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