2014: lavoro, tagli alla politica, ambiente e Expo mafia free

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Credo sia giusto, nel primo numero di Zona 9 del 2014, provare a indicare le priorità per la politica e il parlamento che penso servano al Paese e a tutti noi. Lo faccio augurando a tutti un buon anno nuovo ma soprattutto con l'intenzione di assumere in prima persona impegni per la mia attività in Senato.

Prima di tutto credo che nei primi mesi di quest'anno dovremo occuparci di lavoro. Da troppo tempo si indica in quello occupazionale il problema principale per gli Italiani, per i giovani che non trovano lavoro, per chi lo ha perso in età matura, per le donne che continuano ad avere meno opportunità degli uomini. Ora si tratta di fare e fare presto. I risparmi che si stanno realizzando grazie ai tagli delle spese, alla riduzione dello spread, che ci consente di pagare meno il nostro enorme debito pubblico, l'utilizzo pieno dei fondi europei e il probabile concordato con la Svizzera che porterà diversi miliardi nelle casse dello Stato, tutto ciò dovrà essere investito nella diminuzione delle tasse per i lavoratori, aumentando il potere d'acquisto e quindi i consumi, e nel taglio delle imposte per le aziende per consentire nuovi investimenti. Così si potrà invertire la tendenza e tornare a creare nuovi posti di lavoro. A ciò si dovranno aggiungere provvedimenti che favoriscano nuove assunzioni a tempo determinato, in particolare per i giovani, premiando le imprese che stabilizzano i lavoratori e, insieme, si dovranno trovare risorse per estendere l'istituzione di un reddito minimo per chi perde il lavoro e si rende disponibile a frequentare corsi di formazione pensati per ricollocare le persone in attività che chiedono nuovo personale. Accanto ad investimenti significativi, che già si è iniziato a fare su istruzione e, in misura minore purtroppo, in ricerca queste misure possono trovare un largo consenso in parlamento e cambiare davvero le cose.

Incentivi per le ristrutturazione anche per cooperative ed ERP. Intervento in aula al senato

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Il provvedimento in discussione, a mio avviso, va nella direzione giusta riguardo a due obiettivi: quello di migliorare le condizioni del nostro ambiente, favorire il risparmio energetico, migliorare l’efficienza energetica dei nostri edifici e, dall’altra parte, è un provvedimento che oggi può essere davvero di ossigeno per un settore in grande crisi come è quello dell’edilizia.
A questo provvedimento abbiamo presentato alcuni emendamenti e due Ordini del giorno per provare a migliorarlo ulteriormente, per provare a mettere in luce due questioni che credo vadano affrontate. La prima è correggere quell’interpretazione che ha dato l’Ufficio delle Entrate che consente di usufruire dei benefici per le ristrutturazioni e per l’efficientamento energetico solo alle società che investono queste detrazioni e usano questi benefici per edifici dedicati esclusivamente alla produzione. Questa è un’interpretazione molto restrittiva che impedisce a una parte importante dell’edilizia sociale di questo Paese di poter intervenire per ristrutturare i propri alloggi. Penso alle cooperative a proprietà indivisa e alle 40.000 famiglie che lì vi abitano: i residenti non hanno titolo per ristrutturare e, quindi, non hanno la possibilità di beneficiare di queste detrazioni ma allo stesso tempo alla proprietà cooperativa non viene riconosciuta la possibilità di godere di questi benefici.

Pagare i debiti alle imprese senza aumentare le tasse

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Martedì in senato abbiamo approvato all'unanimità una risoluzione che impegna il governo a stanziare 40 miliardi per il 2013 e il 2014 per poter finalmente pagare i debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti dei fornitori. È un provvedimento importante che darà ossigeno a molte aziende che soffrono un drammatico bisogno di liquidità e che, spesso da più di un anno, attendono che lo Stato paghi loro il dovuto. In questi mesi tante, troppe aziende hanno dovuto contemporaneamente affrontare la richiesta delle banche di rientrare subito dai fidi e l'insolvenza da parte della pubblica amministrazione e molte sono state costrette a chiudere strette in questa tenaglia. Oggi il governo può quindi immediatamente stabilire le regole e la tempistica per pagare al più presto i debiti a partire da quelli più datati. Ciò è stato possibile grazie all'impegno del parlamento e alla decisione della Commissione europea di allentare i vincoli di bilancio per consentire i pagamenti.

Responsabilità e cambiamento

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Questi giorni di consultazioni e confronto trai partiti non si sa che esito produrranno, ma certamente meritano qualche considerazione.
1) Al di la' dei giudizi "estetici" su cui in troppi si sono troppo soffermati raccontando un segretario triste, solo e disperato, Bersani ha dimostrato coerenza e serietà, attenzione all'interesse del Paese e la volontà di costruire un governo per il cambiamento e non un governo ad ogni costo. Abbiamo detto cosa vogliamo fare per affrontare le emergenze sociali che vive il Paese, per far ripartire l'economia e per rispondere al messaggio che gli italiani hanno urlato con il voto: serve cambiare la politica, rinnovare le istituzioni, affrontare la crisi degli istituti della rappresentanza, rispondere ad una urgente domanda di partecipazione. Il pd ha scelto di orientare la propria bussola verso una direzione che tiene insieme cambiamento e responsabilità e credo che su questa strada si debba restare.