Nuove norme per appalti puliti e impedire altri scandali

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Intervento in Senato durante la discussione del disegno di legge: Delega al Governo per una nuova regolamentazione degli appalti (video)

Il testo che stiamo discutendo in Senato è molto importante: è stato proposto dal Governo, migliorato dalla Commissione Lavori Pubblici e contiene molte norme largamente condivise.
Il nuovo testo che regolamenta gli appalti è importante per tante ragioni: innanzitutto può dare maggiori certezze al mondo economico e alle imprese ma porta anche un grande apporto in termini di trasparenza riguardo alla necessità di affrontare davvero la questione della pulizia negli appalti.
Di fronte alle inchieste che continuano a dimostrare quanto siano diffuse la corruzione e l’illegalità nel nostro Paese, la politica e le istituzioni devono saper dare risposte ai cittadini e dimostrare di essere capaci di affrontare concretamente i guasti che tormentano la nostra vita pubblica.
Anche le ultime elezioni amministrative e regionali raccontano di una diffusa disaffezione nell’opinione pubblica e di un sentimento di delusione e sfiducia che sicuramente trova origine anche negli spettacoli indecenti che emergono troppo spesso dalle cronache.
Il nostro compito non è cercare di cavalcare le inchieste per ottenere qualche voto in più. Il compito di tutti in Parlamento deve essere quello di ridare credibilità alla politica e alle istituzioni, per questo è necessario approvare norme che prevengano e colpiscano i reati e che producano trasparenza e legalità.
Questo è il compito che abbiamo in Parlamento e lo abbiamo spesso svolto bene insieme al Governo in questi mesi. L’abbiamo fatto approvando la legge per istituire il reato di autoriciclaggio o votando le nuove norme contro la corruzione.
È certamente più facile comunicare problemi e scandali piuttosto che le cose realmente fatte ma alcune cose sono state concretamente realizzate e si tratta di provvedimenti importanti. Anche ora, discutendo la legge sulle nuove norme per gli appalti, che auspico venga approvata, stiamo facendo qualcosa di importante perché si porta in Parlamento una questione delicata come quella della regolamentazione degli appalti che è stata complicata e resa incomprensibile da decine di aggiustamenti che non hanno aiutato né la trasparenza né la chiarezza.
È vero: tutto ciò si sta facendo in ritardo, ma è anche vero - e va valorizzato questo - che si sta facendo oggi. Oggi discutiamo di una legge delega che finalmente darà ordine e certezza su una materia su cui è decisivo intervenire per alzare le barriere contro la corruzione e il malaffare, una legge che descrive percorsi chiari, trasparenti e semplificati e insieme norme e strumenti che contrastano la corruzione, gli sprechi e le illegalità. La proposta che arriva in Aula al Senato fa giustizia innanzitutto di un'idea sbagliata, che vuole contrapposte tra loro l'esigenza di legalità e trasparenza da una parte e la necessità di realizzare le opere pubbliche in tempi rapidi e certi dall'altra. Oggi ragioniamo su un testo che, proprio semplificando le procedure e rendendole univoche e dando certezza sui tempi, dà più garanzie contro infiltrazioni, inquinamenti e trucchi; riducendo gli spazi per le deroghe, per le modifiche e per le varianti. Non solo si interviene su un punto che causa spesso gli enormi aumenti di spesa sulle opere pubbliche, ma si interviene anche su un punto che spesso - perché questo succede - annidandosi nelle varianti e nelle deroghe produce corruzione e illegalità. Questa è la prima cifra importante che voglio sottolineare. È la prima sfida che questa legge delega affronta.
Accanto a ciò, voglio insistere sui numerosi interventi previsti che vanno nella direzione giusta, anche per il contrasto delle attività illecite e illegali. Sicuramente non sconfiggiamo le mafie solo con la legge sugli appalti pubblici. Ormai lo sappiamo e ce lo dicono le recenti inchieste sul Nord: la criminalità organizzata si sta infiltrando nell'economia privata in maniera significativa, ma certo combattere la corruzione è un aspetto importante della battaglia che dobbiamo fare per sconfiggere le mafie perché c'è un legame stretto tra corruzione, illegalità e mafie.
Tra gli interventi messi in campo da questa legge voglio sottolineare l'importanza di mettere al centro la questione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Questa legge riconosce definitivamente il ruolo che sta assolvendo dalla sua costituzione tale Autorità. Il punto vero non sono le persone, ma il ruolo, che va chiarito, e questa legge lo fa: chiarisce i poteri di vigilanza, di controllo e di raccomandazione dell'Autorità.
La costituzione dell'ANAC ha rappresentato dall'inizio una novità che ha consentito di fare un importante salto di qualità perché, com'è unanimemente riconosciuto, l'istituzione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, con la sua attività, è stato l'intervento più forte contro la corruzione posto in essere dal nostro Paese in tanti anni. La novità è rappresentata dal fatto che si mette in campo un'Autorità che ha i poteri e le funzioni per svolgere un intervento preventivo, per fare le verifiche rispetto alle varianti e alle deroghe, guardando prima gli appalti, guardando prima i percorsi ed intervenendo per prevenire la corruzione.
In secondo luogo, credo che sia importante anche da questo punto di vista il ragionamento che è contenuto nella legge per ridurre di molto gli spazi per le gare al massimo ribasso. Non c'è infatti solo il problema di garantire la qualità delle opere pubbliche; non c'è solo il problema di tutelare il lavoro e i lavoratori: bisogna sapere, infatti, che spesso le gare al massimo ribasso, in tutti i settori, sono una porta aperta per la criminalità perché chi ha più soldi - magari da riciclare - più facilmente riesce ad accedere agli appalti pubblici.
Voglio poi richiamare, infine, la questione della trasparenza. In molti interventi si è fatto riferimento alle norme per la trasparenza contenute in questo disegno di legge: mi riferisco alle norme sull'evidenza pubblica, sulla tracciabilità in tutte le fasi dei procedimenti, sulle banche dati, sulla digitalizzazione, sugli aspetti reputazionali, nonché alle proposte sui conti dedicati per il controllo dei flussi di denaro, che spero vengano accolte dal relatore.
Per concludere, voglio dire che credo sia bene ragionare sull'accreditamento delle stazioni appalti come fa questa legge. Se c'è un dibattito sulla necessità di ridurre le stazioni appaltanti, mi schiero tra coloro che dicono che bisogna ridurle e ridurle tanto. Noi oggi stiamo affrontando una vicenda come quella dell’inchiesta romana e nel Comune di Roma ci sono 290 centrali appaltanti, 290 uffici e persone che possono attribuire incarichi ed affidare appalti. È evidente che questo rischia di essere un sistema criminogeno e su questo bisogna intervenire.
Con questo provvedimento facciamo un altro pezzo di quello che stiamo cercando di realizzare insieme al Governo in questi mesi: alzare le barriere contro la corruzione e contro l'illegalità. Questo disegno di legge, voluto dal Governo e sostenuto dal Parlamento, è un progetto che serve al Paese, serve a ridare fiducia ai cittadini e a rilanciare la crescita, resa spesso più difficile dal prezzo che dobbiamo pagare alla corruzione.

Video dell'intervento»

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