Contrasto al gioco d'azzardo: a che punto le leggi nazionali

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Intervento alla Scuola delle Buone Pratiche di Fa la cosa giusta!
Per quanto riguarda il tema del gioco d’azzardo, a mio avviso, si parte da una Legge Delega positiva e apprezzata, che indicata in maniera chiara gli obiettivi che deve avere la legislazione nazionale su questo tema. È una Legge Delega che, però, risulta un po’ datata: è passato troppo tempo da quando abbiamo passato la Legge Delega ad oggi e, per questo, l’impegno di Governo per i prossimi giorni è quello di presentare un Decreto per andare ad attuare quella Legge Delega. Si tratta di un Decreto che si preannuncia corposo e il Sottosegretario Baretta ha fatto sapere che ci si potrà prendere anche un tempo lungo di discussione, quindi, non soltanto il tempo ordinario di un mese che deve trascorrere tra la presentazione del testo e i lavori in Commissione, ma due mesi che consentiranno un confronto ampio con tutti i soggetti che hanno voglia di esprimersi sul merito delle questioni affrontate.
La politica, quindi, si è attardata un po’ ma ormai siamo in dirittura di arrivo. All’interno del testo presentato dal Sottosegretario Baretta ci sono, infatti, molte norme che vanno incontro alle richieste presentate dalle associazioni contro il gioco d’azzardo e la campagna “Mettiamoci in gioco”.
Con il Decreto si andrà a definire una legislazione nazionale uniforme su tutto il territorio e, a mio avviso, questa è anche una necessità. Si sta lavorando ad una normativa che riduce di molto e disciplina in maniera ferrea gli spazi di presenza delle slot machines nei luoghi pubblici. Il calcolo che è stato fatto prevede una riduzione da 350mila a 200mila macchine, le quali dovranno essere collocate in sale separate e ci devono essere dei responsabili rispetto alla garanzia che a quegli spazi non possano accedere i minori, neanche se si tratta di luoghi pubblici. Inoltre, si andrà a costituire un’agenzia con il compito di controllare il tutto e verranno applicate sanzioni per chi non rispetta le regole. Infine, verrà indicata una data entro cui sostituire le macchine in modo da rimuovere quelle a scheda che fino ad oggi hanno consentito diverse violazioni, tra cui la mancanza di tracciabilità.
Con il Decreto, poi, si renderà il sistema autorizzativo delle sale gioco molto più rigido, demandando al Ministero degli Interni e alle Questure. Altra novità importante sta nel fatto che si andranno a costituire due fondi di cui uno per il contrasto al gioco patologico e un altro - finanziato dai gestori – destinato a fornire una corretta informazione sul gioco.
Ci sono poi tre ulteriori questioni su cui, a mio avviso, sarà necessario sviluppare ulteriori approfondimenti. Il primo è il tema della pubblicità: occorre riflettere sul fatto che le pubblicità vanno discusse soltanto in un’ottica di tutela dei minori o se, invece, è opportuno fare un ragionamento generale più complessivo. Personalmente, credo che il proibizionismo non sia particolarmente utile ma sulle pubblicità si può prevedere una riduzione ulteriore, soprattutto rispetto a fasce di persone più deboli e più esposte. Per questa ragione, ritengo che su questo punto sarebbe opportuno fare un focus anche dopo che sarà presentata la bozza del decreto.
La seconda questione riguarda il ruolo dei Comuni. Oggi, in assenza di una legislazione nazionale seria e in grado di governare il fenomeno delle slot machines tutelando i più deboli, abbiamo delegato molto di questo lavoro ai Comuni e gli enti locali si sono assunti un onere di supplenza su queste problematiche. È evidente, comunque, che anche se ora vi è una proposta di legislazione nazionale omogenea e restrittiva non si può certamente affermare che i Comuni hanno esaurito la loro funzione in materia. Tuttavia, non è nemmeno pensabile che, dal momento in cui si va ad uniformare la legislazione su tutto il territorio nazionale, si vada poi a consentire ai Comuni una possibilità di intervento tale da poter mettere in discussione i principi contenuti in quelle norme. Il tema, quindi, diventa: quale funzione e quale ruolo riconosciamo a Comuni? Tra le varie questioni affrontare, il Decreto dovrebbe contenere l’indicazione per la costruzione di piani regolatori del gioco che devono fare i Comuni e, secondo me, occorre discutere di cosa deve stare dentro a questi piani, qual è la potestà dei Comuni e come i Comuni possono contribuire ad esempio alla vigilanza urbana per i controlli del rispetto delle regole. Non si tratta, quindi, di escludere i Comuni ma si tratta di ripensarne il ruolo rispetto a quello che hanno avuto in questi anni, dovendo supplire ad una carenza della normativa nazionale.
La terza questione riguarda il problema della legalità. Si tratta di un problema molto serio e va oltre il riciclaggio di denaro. La commercializzazione e l’utilizzo delle macchine, infatti, è diventato anche uno strumento che, attraverso l’intimidazione, molte volte produce l’asservimento e la possibilità per la criminalità organizzata di acquisire addirittura i locali pubblici in cui le macchinette vengono messe e si crea un vero e proprio racket rispetto alla distribuzione. Questo problema della legalità va affrontato garantendo la tracciabilità dei soldi che entrano nelle società. Inoltre, sarebbe utile utilizzare lo strumento della certificazione antimafia per tutte le società e tutte le persone che si occupano di gioco d’azzardo perché non è sufficiente che vi sia la garanzia dell’onorabilità della persona o la situazione fiscale corretta ma servono controlli fatti bene e, in questo senso, la normativa antimafia per chi commercializza e gestisce il gioco d’azzardo è utile.
Per concludere, è sicuramente apprezzabile la disponibilità del Sottosegretario Baretta a discutere ma va anche riconosciuto con questo Decreto un tentativo di andare nella giusta direzione e di fare dell’Italia un Paese con una legislazione seria ed efficace per contrastare il gioco d’azzardo.


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