Intervento in Senato per illustrare il DL Casa-Expo

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Sig. Presidente, Governo,
Care colleghe senatrici e cari senatori.
Il provvedimento che discutiamo oggi affronta il tema dell'emergenza abitativa in modo serio e incisivo, le norme in esso contenute propongono soluzioni ad una domanda abitativa cresciuta in questi anni di fronte alla crisi economica.
L'impoverimento che ha segnato tante famiglie si è spesso tradotto in una difficoltà spesso drammatica a trovare soluzioni abitative sostenibili e a mantenere la stessa casa di residenza.
A fronte di questo l'intervento pubblico basato sui modelli del passato, della realizzazione di grandi quartieri popolari, schiacciato sull'edilizia residenziale pubblica, non funziona più, sono venute a mancare le risorse garantite dai fondi Gescal e sono anche cambiate le esigenze abitative.
Questo provvedimento interviene su una emergenza gravissima ma tenta di farlo, secondo noi riuscendoci, non in una logica emergenziale, ma provando a avviare politiche innovative che possono nei prossimi anni migliorare significativamente la situazione.
In sintesi la cifra del provvedimento si può riassumere così: si introducono politiche diverse per aumentare la disponibilità di abitazioni in affitto a canone concordato, si investono risorse per consentire ai Comuni e agli IACP di rimettere a disposizione di chi ha bisogno le migliaia di appartamenti pubblici vuoti perché non abitabili, si promuove l'utilizzo dei fondi sostegno affitti e per la morosità incolpevole anche per far incontrare domande di alloggio sociale con opportunità da realizzare nel pubblico e nel privato, si incentivano, con la riduzione della cedolare secca al 10% per i canoni concordati i proprietari ad affittare a canoni accessibili e si creano le convenienze necessarie per coinvolgere anche privati e risorse private nella realizzazione di alloggi sociali.
Accanto a ciò si interviene per consentire la vendita agli inquilini degli alloggi di proprietà di IACP e Comuni per destinare i proventi alla realizzazione di altre opportunità abitative e si prevedono incentivi fiscali per i contratti a riscatto. Oltre a ciò il decreto confermava la volontà di questa maggioranza di garantire maggiori risorse per alimentare il fondo sostegno affitti, che solo due anni fa si era esaurito, e alimentare e rendere permanente il fondo per la morosità incolpevole, voluto da questo Parlamento e tanto importante in un periodo in cui crisi e disoccupazione colpiscono le famiglie e i redditi.

Tutto ciò ha trovato nelle Commissioni ottava e tredicesima attenzione e condivisione e il lavoro positivo ha consentito di approvare tanti emendamenti che, grazie al contributo di tutti, hanno migliorato in maniera positiva il testo senza modificarne lo spirito e i principi. Di questo voglio da subito ringraziare tutti i commissari per la disponibilità al confronto che secondo me ha dato frutti positivi.

Il decreto che oggi convertiamo in legge prevede oltre alle misure per far fronte all'emergenza abitativa, anche interventi volti a sostenere l'impegno del Comune di Milano per la realizzazione di Expo 2015. Oltre a ciò, con l'articolo 12, si interviene per far fronte al vuoto normativo che rischia di esserci in attesa del provvedimento da emanare entro nove mesi per definire le categorie di lavorazioni che richiedono qualificazioni in rapporto al contenuto tecnologico della loro attività, Infine prima dell'articolo 14 che interviene sulle coperture finanziarie l'articolo 13 prevede norme finanziarie per Expo 2015.

Passando agli articoli, l'articolo 1 incrementa il fondo nazionale per il sostegno affitti raddoppiandone la dotazione che passa da 50 a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015.
Inoltre incrementa di 225 milioni di euro il fondo istituito con la legge 102 del 2013 a sostegno della morosità incolpevole per gli anni 2014-2020. Qui, oltre al consistente finanziamento vogliamo sottolineare la scelta particolarmente significativa in tempo di crisi di rendere questo fondo permanente.

L'articolo 2 consente a Comuni e Regioni di utilizzare i fondi di cui all'articolo precedente oltre che per dare contributi integrativi ai conduttori in difficoltà per reperire, in forme diverse attraverso agenzie e istituti o in convenzione con cooperative edilizie, alloggi a canoni concordati per chi rischia di perdere la casa.

L'articolo 3 istituisce un fondo per la concessione di contributi in conto interessi per l'acquisto di immobili di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari che garantiranno un abbattimento degli interessi sui mutui di almeno un punto percentuale e demanda al governo, previo accordo con la conferenza stato regioni, di definire le procedure per l'alienazione.
Su questo articolo il lavoro in Commissione ha portato a migliorare significativamente la norma, consentendo la vendita solo agli inquilini, imponendo che tutti i proventi delle vendite vengano utilizzati esclusivamente per realizzare nuove opportunità abitative a canone sociale e, soprattutto, estendendo la norma anche agli alloggi di proprietà dei Comuni e degli Enti Locali.

L'articolo 4 disciplina un Piano di recupero e razionalizzazione degli edifici e degli alloggi di proprietà degli IACP da concordare con la Conferenza Stato-Regioni. Per consentire il recupero si istituisce un fondo di 500 milioni per il 2014.
Anche su questo, il lavoro di Commissione ha consentito di approvare norme migliorative che estendono anche ai comuni la possibilità di accedere al fondo per intervenire sugli alloggi sociali di propria proprietà e che prevedono tempi più rapidi per l'effettiva operatività degli interventi, vista l'urgenza di mettere al più presto le decine di migliaia di appartamenti di proprietà pubblica oggi inutilizzati, a disposizione dei tanti che hanno bisogno.

L'articolo 5 sancisce, nel momento in cui si creano le condizioni per aumentare l'offerta di case in locazione per far fronte all'offerta abitativa, la volontà ferma di combattere il fenomeno delle occupazioni abusive. In questo senso, per il futuro, chi occuperà abusivamente un appartamento non potrà ottenere gli allacciamenti di acqua e gas e non potrà vedersi riconosciuta dal Comune la residenza in quell'alloggio. A ciò la Commissione ha ritenuto giusto prevedere per chi occupa un alloggio sociale, togliendolo dalla disponibilità per chi ne avrebbe avuto diritto, l'esclusione per cinque anni dalle graduatorie.

L'articolo 6 per incentivare la costruzione di alloggi sociali o la ristrutturazione di edifici finalizzata a questo stabilisce che i redditi derivanti dalla locazione di questi alloggi non concorrano alla formazione del reddito di impresa ai fini delle imposte sui redditi nella misura del 40 %.

L'articolo 7 prevede che per gli anni 2014 e 2016 ai soggetti titolari di un contratto di locazione dell'alloggio sociale in cui risiedono spetta una detrazione fiscale di 900 euro per i redditi fino a 15.500 euro e di 450 euro fino a 40.000 euro.
Su questo la Commissione ha introdotto per l'accesso alle detrazioni il vincolo che il costo dell'affitto debba incidere per almeno il 14 per cento sul reddito dell'interessato.

L'articolo 8 prevede la possibilità per i nuovi contratti di affitto di un alloggio sociale di consentire, dopo sette anni, all'inquilino di riscattare l'appartamento. La norma prevede incentivi fiscali per questi contratti.
La Commissione ha riformulato il testo chiarendo meglio la necessità di un rapporto consensuale tra le parti nel momento in cui si definisce la possibilità di riscatto.

L'articolo 9 prevede di abbassare la cedolare secca per i contratti di locazione a canone concordato dal 15 al 10 per cento.
E' un incentivo importante per i proprietari ad affittare a canoni accessibili per le famiglie che oggi non trovano opportunità abitative sostenibili che può contribuire a rispondere all'emergenza abitativa e a rimettere sul mercato degli affitti alloggi oggi vuoti.
La Commissione su questo ha proposto per incrementare incentivi e benefici di abbassare l'imu al 4 per mille sui contratti concordati per creare una convenienza ulteriore per chi mette in affitto e di allargare oltre che ai comuni ad alta tensione abitativa anche a quelli per cui sia stata dichiarato negli ultimi 5 anni lo stato di emergenza, la possibilità di usufruire della cedolare al 10% sui canoni concordati.

L'articolo 10 introduce norme rivolte ad aumentare l'offerta di alloggi sociali in locazione senza ulteriore consumo di suolo ma promuovendo il riuso, la ristrutturazione, la ricostruzione e il cambio di destinazione d'uso di edifici esistenti.
L'articolo contiene norme per sviluppare l'edilizia sociale attraverso convenzioni che vedano protagonisti Comuni e Regioni e consentano di realizzare questo obbiettivo di interesse pubblico coinvolgendo il privato e il privato sociale.
Infine, si pone l'obbiettivo di realizzare questi interventi applicando le norme che impongono criteri chiari sul risparmi energetico, l'uso di fonti rinnovabili e l'efficientamento energetico.

L'articolo 11 affronta il tema della verifica dell'attuazione del provvedimento.
Restando sul tema dell'abitazione e concludendo su questo, la Commissione ha introdotto infine una norma che salvaguarda fino al 31 dicembre 2015 gli effetti della legge contro gli affitti in nero che la corte costituzionale ha cancellato. Si è trovata una soluzione che non mette in discussione la sentenza ma riconosce che chi ne ha beneficiato oggi non può subire le conseguenze di aver applicato la legge e garantisce loro un tempo congruo per non dover sopportare un aggravio ingiusto delle proprie condizioni di vita.

L'articolo 12, al fine di garantire la stabilità del mercato dei lavori pubblici, individua le categorie di lavorazioni che in ragione dell'assoluta specificità strettamente connessa alla rilevante complessità tecnica o al notevole contenuto tecnologico richiedono che l'esecuzione avvenga da parte di operatori economici in possesso della specifica qualificazione.

Infine, l'articolo 13 reca disposizioni dirette ad agevolare la realizzazione dell'evento Expo 2015, in particolare per sostenere lo sforzo del Comune di Milano. In sintesi, si tratta di un contributo al finanziamento della manifestazione di 25 milioni e di alcune deroghe alle limitazioni di spesa introdotte. In particolare, oltre a confermare le deroghe consentite precedentemente, la possibilità di utilizzare i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico dell'edilizia per le spese di manutenzione del verde e delle strade.

In conclusione, Presidente e cari colleghi, penso che oggi la Commissione porti all'attenzione dell'Aula un provvedimento utile e importante, frutto dell'iniziativa del Governo e del lavoro di tutti i commissari e del contributo di tutti i gruppi rappresentati.
L'approvazione di questo provvedimento avrà effetti concreti, consentirà meglio di affrontare l'emergenza abitativa in una logica né contingente né emergenziale ma volta al futuro a dare risposte ai bisogni.

Video dell'intervento»


Testo del DL Emergenza Abitativa-Expo (PDF)»
Testo delle modifiche approvate dal Parlamento (PDF)»
Testo e riferimenti normativi (Gazzetta Ufficiale)»

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