Garante per i diritti dei detenuti

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Disegno di Legge per l'Istituzione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale (DDL 1002).

Testo della Relazione:
Il presente disegno di legge nasce dall’esigenza di dare effettiva attuazione all’articolo 27 della Costituzione laddove stabilisce che le «pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato» e dalla constatazione che il problema della situazione carceraria deve essere affrontato con nuovi e più incisivi strumenti. Ciò rende non più rinviabile l’istituzione nel nostro Paese della figura del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private dalla libertà personale, di seguito denominato «Garante». La presenza di tale organo istituzionale è resa ancora più necessaria dalla drammatica situazione carceraria del nostro Paese. Attualmente i detenuti ospitati nelle strutture carcerarie italiane sono circa 65.000, un numero decisamente superiore alla capienza regolamentare degli istituti penitenziari. Si tratta di un «primato» mai raggiunto nella storia repubblicana che pone il nostro Paese in una condizione di illegalità diffusa espo-nendolo a seri problemi sotto il profilo della sicurezza. Come evidenziato di recente nelle più alte sedi istituzionali, siamo, dunque, ampiamente oltre la soglia massima di tolleranza, in una situazione di emergenza che investe l’intero territorio nazionale. La vita dei detenuti è sistematicamente interessata dalla violazione dei fondamentali diritti dell’individuo, senza che questi abbiano strumenti efficaci di autotutela. Non si tratta solo del sovraffollamento o della fatiscenza degli edifici penitenziari: si tratta soprattutto della violazione del diritto alla salute, del diritto alla difesa, del diritto all’istruzione, al lavoro, alla religione, agli affetti. I detenuti vivono ormai in situazioni al limite dell’umanità come denunciato da più parti non solo a livello nazionale, ma anche europeo (come mostra la condanna che la corte di Strasburgo ha inflitto allo Stato italiano nel 2009). È necessario dunque istituire nel nostro Paese un organismo in grado di compiere un’attività continua di vigilanza e di monitoraggio delle violazioni dei diritti umani consumate all’interno degli istituti di pena, di segnalarle agli organismi competenti al fine di rendere effettivi i diritti dei detenuti. L’istituzione del Garante giunge in Italia con ritardo rispetto a tutti i Paesi europei. E non solo rispetto alle realtà scandinave ma anche rispetto ai Paesi dell’area mediterranea, quali ad esempio Portogallo e Spagna. Il presente disegno di legge rappresenta il punto d’arrivo di un dibattito molto articolato che ha avuto luogo in Parlamento e nella società civile e che ha mostrato, in questi ultimi anni, un’accresciuta sensibilità nei confronti della tematiche dei diritti umani molto spesso calpestati in diversi ambiti. Il disegno di legge si compone di 13 articoli. L’articolo 1 individua la natura, le modalità di nomina, la durata dell’incarico del nuovo organismo e prevede la dotazione finanziaria nell’ambito della quale viene definita l’indennità a favore del Presidente e degli altri membri del nuovo organismo. L’articolo 2 indica i requisiti per la nomina del Garante. L’articolo 3 disciplina le cause di incompatibilità, sostanzialmente legate alla necessità di garantire indipendenza e autonomia al Garante.
L’articolo 4 elenca i casi in cui è prevista la sostituzione di ciascuno dei componenti del Garante nonché le modalità per procedere alla sostituzione medesima. L’articolo 5 disciplina l’organico per lo svolgimento delle funzioni presso lo stesso organo istituzionale. L’articolo 6 stabilisce che il Garante può avvalersi dell’opera di consulenti entro il limite massimo di spesa di 300.000 euro annui.
L’articolo 7 stabilisce che il Garante per l’esercizio delle sue funzioni si avvale della collaborazione dei garanti territoriali, nominati dalle regioni e dagli enti locali, ovvero di altre figure istituzionali che abbiano competenze in materia. All’articolo 8, comma 1, vengono definite le funzioni del Garante, tra le quali si segnalano: la vigilanza diretta ad assicurare che la custodia dei detenuti sia attuata in conformità delle norme italiane e delle convenzioni internazionali; l’adozione di determinazioni in ordine a istanze e reclami che siano rivolti dai detenuti e dagli internati; la verifica dell’idoneità delle strutture edilizie pubbliche destinate all’esecuzione delle pene detentive. In base al comma 2, il Garante ha possibilità di effettuare visite e ispezioni, anche senza preavviso, ad esempio nelle comunità terapeutiche e di accoglienza, negli istituti penitenziari, negli ospedali psichiatrici giudiziari e nelle comunità dei minori. L’articolo 9 individua i destinatari della legge, mentre l’articolo 10 definisce le procedure e i poteri del Garante. L’articolo 11 prevede per il Garante l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria competente ogniqualvolta venga a conoscenza di fatti che possano costituire reato. In base all’articolo 12, il Garante presenta al Parlamento, entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente. La relazione è altresì trasmessa al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti e al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura. L’articolo 13 reca la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’attuazione della legge.

Testo del Disegno di leggeDDL 1002 (file pdf)

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