Abolita IMU anche per proprietà indivisa e case popolari

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Il recente decreto sull'Imu è stato oggetto in questi giorni di diverse polemiche e letture tutte politiche che rischiano di creare confusione e far perdere di vista il contenuto concreto della norma approvata dal governo. In realtà il provvedimento affronta questioni importanti che riguardano la vita di tanti cittadini e danno soluzione a problemi che da tempo andavano affrontati.Ovviamente la parte più significativa nell'immediato riguarda l'abolizione definitiva della rata dell'Imu di giugno sulla prima casa, escluse quelle di lusso, con l'impegno a non far pagare neppure quella di dicembre. Nella sostanza in un momento di crisi si sceglie di esentare l'80% delle famiglie italiane che hanno case di proprietà dal pagamento e di garantire ai comuni le risorse mancanti ricorrendo alla cassa depositi e prestiti. Il decreto conferma che anche le abitazioni in cooperativa a proprietà indivisa e gli alloggi popolari sono esentati come le prime case dal pagamento dell'Imu. Ma su questo punto c'è una novità importante, frutto anche della nostra battaglia politica, il testo della legge stabilisce che dal 1 gennaio 2014 le cooperative a proprietà indivisa e le case popolari saranno considerate abitazioni principali anche agli effetti della definizione delle imposte. Insomma si prende finalmente atto che chi vive in cooperativa a proprietà indivisa ha li' la propria residenza e non ci sarà più bisogno, ogni volta, di intervenire per evitare che si paghi come se si fosse in una seconda casa. Inoltre si pone fine al l'assurda vicenda per cui le Aler e i comuni dovevano pagare l'imu sulle case di proprietà pubblica sottraendo ingenti risorse che potevano essere utilizzate per le manutenzioni.

Tutto ciò sarà importante nel momento in cui sarà definita la nuova tassa che dal prossimo anno servirà a finanziare i servizi comunali e sarà composta da una parte patrimoniale (che pagheranno i proprietari di casa) e da una parte che sommerà alle attuali tasse sui rifiuti le altre imposte legate ai servizi comunali (che come ora pagheranno gli inquilini ma anche i proprietari per ciò che riguarda i servizi che incrementano il valore degli immobili). La nuova "service tax", ancora non definita nei dettagli, sarà importante per due ragioni: primo perché sarà a disposizione dei Comuni e saranno i Comuni a determinarne il peso sulle famiglie così che le stesse famiglie potranno giudicare l'operato del Comune, il livello dei servizi in rapporto al peso della tassazione e quindi esprimere col voto la propria soddisfazione o meno. Secondo, sarà una tassa modulata non solo sul patrimonio ma anche sui redditi, in modo che possa essere progressiva e più equa.
Nel decreto c'è anche un importante provvedimento, che da tempo il centrosinistra e i sindacati rivendicano che può facilitare la possibilità di trovare case in affitto a canone calmierato. E' stata infatti ridotta dal 19 al 15 per cento la cedolare secca, cioè l'imposta (più bassa) che pagano i proprietari che mettono i loro appartamenti in affitto a canone concordato. Infine sono stati rifinanziati i fondi per il sostegno affitti e per intervenire in caso di morosità incolpevole, sono stati stanziati 30 milioni per il primo per ciascun anno 2014 e 2015 e 20 milioni per il secondo.
Al di la' dell'abolizione dell'Imu, che pure va incontro alle ristrettezze economiche in cui si trovano tante famigli, ci sono quindi nel decreto una serie di interventi per affrontare le emergenze sociali, certamente non sono sufficienti ma, viste le ristrettezze economiche che affronta il bilancio dello stato, e' importante si siano fatte e si sia riconosciuta la priorità della questione abitativa.


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