Relazione sul Disegno di Legge per il Commissariamento dell'ILVA

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Relazione sul Disegno di Legge (941) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale, approvato dalla Camera dei deputati.
Relatore: Sen. Mirabelli
 
La disciplina generale
Il decreto-legge in esame introduce nell’ordinamento interno la possibilità del commissariamento di impresa per motivi ambientali. Più precisamente, prevede – all’articolo 1 – la possibilità per il Governo di deliberare il commissariamento straordinario di un’impresa che abbia uno stabilimento industriale di interesse strategico e che impieghi almeno mille dipendenti, qualora l’attività produttiva di tale stabilimento abbia comportato e comporti oggettivamente pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute a causa della inosservanza reiterata dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA).
 
Ai fini del rispetto dell’AIA, lo stesso articolo 1 del decreto-legge stabilisce che, contestualmente alla nomina del commissario straordinario, il Governo nomini un comitato di tre esperti, per la predisposizione – entro sessanta giorni dalla nomina – del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria che prevede le azioni e i tempi necessari per garantire il rispetto delle prescrizioni di legge e dell’AIA.

Inoltre, entro il termine ulteriore di trenta giorni, il commissario straordinario dovrà predisporre il piano industriale finalizzato a conformare le attività produttive dell’impresa al predetto piano di tutela ambientale e sanitaria, al fine di dare attuazione a quanto prescritto nell’autorizzazione integrata ambientale.
Nelle more dell’approvazione del piano industriale, il commissario straordinario dovrà garantire comunque la progressiva adozione delle misure previste dall’AIA e dalle altre autorizzazioni e prescrizioni in materia di tutela ambientale e sanitaria, curando altresì la prosecuzione dell’attività di impresa.

Il commissariamento dell’Ilva e deroga al Patto di stabilità interno per la Puglia
Stabilita, all’articolo 1, la disciplina generale sulla possibilità del commissariamento di impresa per motivi ambientali, l’articolo 2 afferma espressamente che essa è applicabile al caso della s.p.a. Ilva con sede a Milano.

Sulla base di tale impianto normativo, il 5 giugno 2013 il Governo ha quindi varato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui ha conferito al dott. Enrico Bondi l’incarico di commissario straordinario della s.p.a. Ilva. Il commissariamento è stato disposto per la durata di 12 mesi, prorogabili fino a un massimo di 36 mesi.

Scopo del commissariamento è il rispetto di quanto prescritto nell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) del 26 ottobre 2012. Nelle more della costituzione del comitato dei tre esperti, da parte del Ministro dell’ambiente, e dei conseguenti piani ambientale e industriale, il commissario Bondi dovrà garantire l’adozione delle misure previste dall’AIA e, al contempo, assicurare la prosecuzione dell’attività di impresa.
Accanto alle predette misure finalizzate al rispetto di quanto prescritto nell’AIA, il decreto-legge in conversione prevede, all’articolo 2-ter, la deroga al “patto di stabilità interno” per la regione Puglia, in relazione ad interventi di cui all’articolo 1 del decreto-legge 7 agosto 2012, n. 129.

Si tratta di interventi urgenti di bonifica, risanamento ambientale e riqualificazione del territorio della città di Taranto, individuati nel Protocollo di intesa stipulato il 26 luglio 2012 tra il Governo, la regione Puglia, la provincia di Taranto, il comune di Taranto, e il Commissario straordinario del porto di Taranto. Per questi interventi l’articolo 2-ter prevede l’esclusione, nel limite di 1,3 milioni di euro per l’anno 2013 e di 40 milioni di euro per l’anno 2014, dai vincoli imposti con il patto di stabilità interno per la regione Puglia.

Come è noto, lo strumento del patto di stabilità interno è stato istituito nel 1999 al fine di assicurare un indebitamento netto della Pubblica amministrazione che sia coerente con i vincoli europei del Patto di stabilità e crescita. Pertanto una deroga ai vincoli che anno per anno vengono fissati in occasione dell’approvazione della legge di stabilità, si ripercuote a sua volta sul rispetto dei vincoli di bilancio derivanti dal Patto di stabilità e crescita con l’Unione europea. La misura di cui al predetto articolo 2-ter, tuttavia, appare conforme ai vincoli europei, considerata la modesta entità finanziaria oggetto della deroga – soprattutto per il 2013 – e considerati gli ultimi orientamenti della Commissione europea, espressi dal presidente Barroso lo scorso 3 luglio 2013 davanti al Parlamento europeo, secondo cui, per i Paesi usciti dalla procedura di deficit eccessivo, come l’Italia, sarà consentita una maggiore flessibilità di bilancio nel 2014 per investimenti produttivi e per rilanciare la crescita.

In particolare, secondo quanto affermato dal Presidente della Commissione europea, saranno ammesse deviazioni temporanee del deficit strutturale, rispetto al percorso di raggiungimento dell’obiettivo di medio termine fissato nelle raccomandazioni specifiche per Paese approvate nell’ambito del Semestre europeo (che per l’Italia è il pareggio strutturale nel 2014-2015). Le deviazioni dal percorso dovranno riguardare investimenti pubblici connessi con progetti cofinanziati dall’UE nell’ambito della Politica di coesione, delle reti transeuropee o del programma Connecting Europe, con un effetto positivo, diretto e verificabile sul bilancio a lungo termine.


Schema di Parere della 14a Commissione Permanente del Senato (Politiche dell’Unione europea).

Estensore: Sen. Mirabelli

Roma, 24 luglio 2013
Sul disegno di legge: 941 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale, approvato dalla Camera dei deputati.

La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo,

considerato che esso introduce nell’ordinamento interno la possibilità del commissariamento di impresa per motivi ambientali, in relazione a un’impresa che abbia uno stabilimento industriale di interesse strategico e che impieghi almeno mille dipendenti, qualora l’attività produttiva di tale stabilimento abbia comportato e comporti oggettivamente pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute a causa della inosservanza reiterata dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA);

considerato che nelle more della costituzione del comitato dei tre esperti, ivi previsto, e dei conseguenti piani ambientale e industriale di cui all’articolo 1, commi 5 e 6, il commissario Bondi – nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 giugno 2013 – dovrà garantire l’adozione delle misure previste dall’AIA e, al contempo, assicurare la prosecuzione dell’attività di impresa;

considerato, inoltre, che l’articolo 2-ter prevede la deroga al Patto di stabilità interno, per la regione Puglia, nel limite di 1,3 milioni di euro per l’anno 2013 e di 40 milioni di euro per l’anno 2014, in relazione ad interventi di bonifica, risanamento ambientale e riqualificazione del territorio della città di Taranto, previsti dall’articolo 1 del decreto-legge 7 agosto 2012, n. 129, e individuati nel Protocollo di intesa stipulato il 26 luglio 2012 tra il Governo, la regione Puglia, la provincia di Taranto, il comune di Taranto, e il Commissario straordinario del porto di Taranto;

ricordato, al riguardo, che lo scorso 3 luglio 2013, davanti al Parlamento europeo, il presidente Barroso ha preannunciato un nuovo orientamento nell’applicazione del Patto europeo di stabilità e crescita, diretto a consentire, ai Paesi come l’Italia che sono usciti dalla procedura di deficit eccessivo, una maggiore flessibilità di bilancio nel 2014 per investimenti produttivi e per rilanciare la crescita,

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con la seguente osservazione:

con riferimento ai piani ambientale e industriale di cui all’articolo 1, commi 5 e 6, si ritiene che essi debbano essere predisposti tempestivamente e garantire: 1) una protezione effettiva dell’ambiente e della salute; 2) il rispetto delle condizioni di autorizzazione; 3) una gestione dei rifiuti prodotti che sia nel pieno rispetto della pertinente normativa dell’Unione europea.


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