Garantire la sicurezza a Casapesenna

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"A Casapesenna, piccolo comune della provincia di Caserta, all'ingegnere Orlando Zagaria, componente della locale sezione di Libera, è stato inviato un pacco con una pistola, tre proiettili, teste e zampe di animali. Il giorno precedente a questa vergognosa provocazione, Zagaria aveva partecipato, insieme con Sandro Ruotolo, a un convegno sui temi del controllo mafioso nelle pubbliche amministrazioni. Casapesenna è stato per venticinque anni ostaggio della camorra e spesso il clan di Michele Zagaria ha esercitato la sua influenza anche sulle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo". E' quanto si legge in un'interrogazione al ministro Alfano presentata insime alla senatrice Rosaria Capacchione. "E' necessario sapere quale esito hanno avuto le indagini - continua l'interrogazione - e se siano stati individuati i responsabili dell'aggressione ai danni dell'ingegnere Orlando Zagaria. Inoltre, visto che i fratelli del capoclan Michele Zagaria, hanno quasi concluso il periodo detenzione e sono prossimi a tornare in libertà, chiedo ad Alfano se l'aggressione di qualche giorno fa possa essere in qualche modo riconducibile alle dinamiche interne al clan e a un possibile stato di fibrillazione collegato alle prossime scarcerazioni. Auspichiamo che siano state predisposte tutte le misure per garantire la sicurezza dell'ingegnere Zagaria, del giornalista Sandro Ruotolo, già sottoposto a misure di protezione personale in seguito alle minacce ricevute dal capoclan Michele Zagaria e dei responsabili dell'associazione Libera di Casapesenna".

Testo dell'interrogazione:

Al Ministro dell'interno.

Premesso che:

in data 13 marzo 2016 a Casapesenna, piccolo comune della provincia di Caserta, veniva recapitato all'ingegnere Orlando Zagaria, componente della locale sezione di "Libera", un pacco contenente una pistola, 3 proiettili e teste e zampe di animali;

lo stesso, nella serata precedente, aveva partecipato a un convegno, svoltosi presso la sede dell'associazione, a cui aveva preso parte anche il giornalista Sandro Ruotolo, sui temi del controllo mafioso nelle pubbliche amministrazioni;

in passato il professionista non aveva mai denunciato intimidazioni o minacce riferibili alla sua attività lavorativa;

considerato che:

il Comune di Casapesenna è stato, per un quarto di secolo, ostaggio della camorra e, nello specifico, della costola riferibile alla famiglia del capoclan Michele Zagaria, arrestato nel dicembre 2011 dopo una latitanza durata 16 anni, condannato all'ergastolo;

il clan ha esercitato la sua influenza anche sulle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo e, per 3 volte, oggetto di commissariamento ai sensi della normativa antimafia;

i fratelli di Michele Zagaria, Pasquale, Antonio e Carmine, pure detenuti, hanno quasi concluso il periodo di espiazione della pena e sono prossimi a tornare in libertà,

si chiede di sapere:

a quale esito abbiano portato le indagini relative all'intimidazione subìta dall'ingegnere Orlando Zagaria e se siano stati individuati i responsabili;

se la stessa sia riconducibile alle dinamiche interne al clan e a un possibile stato di fibrillazione collegato alle prossime scarcerazioni;

se a Casapesenna siano state ripristinate le condizioni di agibilità democratica segnalate dal Ministro dell'interno pro tempore nel 2012, all'atto dell'ultimo scioglimento del Consiglio comunale; se siano state predisposte tutte le misure atte a garantire la sicurezza dell'ingegnere Zagaria, del giornalista Sandro Ruotolo, già sottoposto a misure di protezione personale in seguito alle minacce ricevute dal capoclan Michele Zagaria, nonché dei responsabili dell'associazione Libera di Casapesenna.

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