Interrogazione sulle carceri sarde

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Presentazione di un'interrogazione sulle carceri sarde.

Testo dell'interrogazione:

Al Ministro della Giustizia
Premesso che:

lo Stato italiano è stato più volte condannato e sanzionato dalla Corte di Strasburgo per la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, in particolar modo per la condizione di vita dei detenuti e per quella delle carceri italiane;

l'articolo 1 della legge 26 luglio 1975, n. 354, dispone che "Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona. Il trattamento è improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni in ordine a nazionalità, razza e condizioni economiche e sociali, a opinioni politiche e a credenze religiose";

l'art. 18, relativo a colloqui, corrispondenza e informazione, stabilisce che "Particolare favore viene accordato ai colloqui con i familiari";

la condizione del sistema carcerario sardo versa in un perdurante disagio, ricadente sui detenuti, sulle famiglie e sullo stesso Corpo di Polizia penitenziaria;

nel carcere di Badu e Carros (Nuoro), un detenuto di nazionalità cinese ha tentato di togliersi la vita, gesto poi evitato dalla prontezza della Polizia penitenziaria che, nonostante la forte carenza d'organico, è costantemente chiamata a far fronte ad episodi di questo tipo;

considerato che:

è un atto di civiltà, oltre ad un risparmio per le casse dello Stato in considerazione delle sanzioni europee, adeguare le strutture detentive alle normative vigenti in materia;

il detenuto cinese recluso nel carcere di Badu e Carros è un uomo isolato culturalmente, linguisticamente e socialmente, e la struttura non è in grado garantire quei diritti inviolabili garantiti per Costituzione;

il carcere di Badu e Carros da anni lamenta una forte carenza nell'organico alla quale neanche l'enorme impegno del Corpo di Polizia penitenziaria può far fronte;

nel carcere di Massama (Oristano) il sovraffollamento ha comportato l'aumento del numero dei letti di oltre un terzo, nonostante gli spazi siano rimasti immutati;

si apprende che gli orari per le visite dei parenti hanno subito delle variazioni che, di fatto, limitano la possibilità delle visite; situazione che, unitamente all'inasprirsi delle condizioni e quindi anche dello stato emotivo dei detenuti, rende il percorso rieducativo nella struttura fortemente compromesso,

si chiede di sapere:

se non sia opportuno riequilibrare le piante organiche delle carceri sarde, favorendo la tutela dei detenuti e dei Corpi di polizia stessi;

se non sia necessario intervenire affinché nel carcere di Massama siano garantiti i diritti dei detenuti, intervenendo direttamente e tempestivamente;

se il Ministro di indirizzo non ritenga urgente dar luogo a un'azione di riordino generale delle carceri sarde, in modo tale da dar seguito ai principi costituzionali e di diritto che questo Paese riconosce ai detenuti e ai lavoratori e alle forze dell'ordine impegnate nelle strutture.

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