Governo e Banca d'Italia intervengano sull'inquietante aumento di depositi di banconote da 500 euro

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L’utilizzo di banconote di grosso taglio (come ad esempio quelle da 500 euro e 200 euro) presenta un maggiore rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, in quanto consente il trasferimento di importi elevati di denaro contante, favorendo così le transazioni finanziarie non tracciabili. In particolare, la banconota da 500 euro - che rappresenta il taglio di maggior valore in circolazione nelle 10 maggiori economie al mondo - corre il rischio di essere utilizzata innanzitutto dalle mafie per spostare e riciclare denaro in modo semplice e veloce.
Secondo i dati rilevati, dal 2010 le banche italiane hanno messo in circolazione 12 milioni di banconote da 500 euro, mentre i clienti ne hanno versate sui propri conti otto volte di più con una differenza di circa 37 miliardi di euro. Un fortissimo incremento dei depositi di "biglietti viola" presso le banche è stato registrato principalmente nelle Regioni di maggior successo nell'export: più 273% in Veneto, più 3853% in Trentino Alto Adige (da 7 a 288 milioni di euro), più 847% in Emilia Romagna, più 393% in Lombardia.
Dati, questi, che evidentemente mostrano un flusso anomalo di banconote di grosso taglio negli istituti di credito italiani.
Per questa ragione ho presentato un’interrogazione volta a chiedere al Governo di quali elementi sia a conoscenza per valutare le cause di questa situazione e se ritiene che questo afflusso di banconote di grosso taglio sia legato ad attività sommerse (riciclaggio di denaro o somme precedentemente collocate ad esempio in cassette di sicurezza). È anche importante capire quante segnalazioni su operazioni sospette siano state effettuate dagli intermediari creditizi e quali riscontri abbiano dato le verifiche.
A tal proposito, l’interrogazione presentata mira a chiarire anche se il Governo non ritenga necessario un intervento normativo volto a potenziare la verifica della provenienza di queste banconote da parte degli intermediari creditizi italiani e, inoltre, al fine di arrivare ad una soluzione condivisa con gli altri Paesi sulle problematiche relative alla circolazione anomala delle banconote di grosso taglio, se il Governo non pensi anche di sollecitare una discussione sul tema nelle opportune sedi europee.

Testo dell'interrogazione:

Al Ministro dell'Economia e delle Finanze
Al Ministro della Giustizia

Premesso che,

la Banca d'Italia emette le banconote in euro, in circolazione dal 1° gennaio 2002, in base ai princìpi e alle regole fissati nell'Eurosistema, e ha il controllo di tutta la circolazione monetaria presente nel Paese;

circa un mese fa le banconote da 500 euro in circolazione in Europa si attestavano intorno ai 583 milioni, pari ad appena il 3,8% del totale della carta-moneta, ma con un valore di 292 miliardi di euro, ossia circa un terzo del totale;

dal 2010 le banche italiane hanno messo in circolazione 12 milioni di biglietti da 500 euro, mentre i clienti ne hanno versati sui propri conti otto volte di più con una differenza di circa 37 miliardi di euro;

i depositi di "biglietti viola" presso le banche hanno subito un fortissimo incremento, in particolar modo nelle Regioni di maggior successo nell'export: più 273% in Veneto, più 3853% in Trentino Alto Adige (da 7 a 288 milioni di euro), più 847% in Emilia Romagna, più 393% in Lombardia.

Considerato che,

negli ultimi anni il legislatore ha introdotto numerose disposizioni volte a limitare l'uso del contante e la sua progressiva sostituzione con strumenti di pagamento elettronici che garantiscono minori costi, minori rischi e maggiore velocità nell'incasso del pagamenti, oltre a garantire la tracciabilità dei flussi finanziari, sia al fine di potenziare la lotta all'evasione fiscale sia al fine di prevenire e contrastare il riciclaggio dei proventi di attività criminose;

l'articolo 49, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come da ultimo modificato dall'articolo 12, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, fissa in euro mille l'uso del contante;

in attuazione delle disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l'utilizzo degli intermediari e degli altri soggetti che svolgono attività finanziaria a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, ai sensi dell'articolo 7, comma 2 del citato decreto legislativo, la Banca d'Italia, d'intesa con CONSOB e IVASS, ha imposto agli intermediari finanziari, dal 1o gennaio 2014, una adeguata verifica dei clienti relativamente all'utilizzo di banconote di grosso taglio; in particolare prevedendo che gli intermediari finanziari, in presenza di operazioni di deposito, di prelievo, di pagamento o di qualsiasi altra operazione con utilizzo di banconote di grosso taglio per importi unitari superiori ai 2.500 euro – indipendentemente dalla circostanza che l'operazione preveda, oltre tale importo, l'utilizzo di altri tagli – svolgano specifici approfondimenti, al fine di verificare che le ragioni alla base di tale operatività consentano di escludere la connessione delle stesse con fenomeni di riciclaggio e valutare se procedere ad effettuare una segnalazione di operazioni sospette ai sensi dell'articolo 41, comma 1, del medesimo decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231;

l’utilizzo di banconote di grosso taglio (500 euro e 200 euro) presenti un maggiore rischio di riciclaggio e/o di finanziamento del terrorismo, in quanto idoneo ad agevolare il trasferimento di importi elevati di contante rispetto alle banconote di taglio minore, favorendo le transazioni finanziarie non tracciabili e, come ricordato dalla Bank of America Merrill Lynch, la banconota da 500 euro - che rappresenta il taglio di maggior valore in circolazione nelle 10 maggiori economie al mondo - corre oggi il rischio di essere utilizzata innanzitutto dalle mafie per spostare e riciclare denaro in modo semplice e veloce;

la legge 231 del 2007, all'art. 41, richiede alle banche di segnalare all'UIF tutti i versamenti sospetti. In caso di omissione della segnalazione la banca coinvolta rischia sanzioni fino al 40 percento del versamento e multe fino a 50.000 euro, tra l'altro, tutte appellabili,

si chiede di sapere

di quali elementi disponga il Governo in merito alle cause dell'anomalo afflusso di banconote di grosso taglio negli istituti di credito italiani ed in particolare se le circostanze che potrebbero averlo determinato siano legate ad attività sommerse ovvero allo smobilizzo di somme derivanti da riciclaggio di denaro ovvero di somme precedentemente collocate in altre forme (ad esempio, cassette di sicurezza), quante segnalazioni su operazioni sospette di questo tipo siano state effettuate dagli intermediari creditizi e quali riscontri abbia già avuto modo di verificare l'Unità di Informazione Finanziaria, e se non ritenga necessario un intervento anche normativo volto a potenziare la verifica della provenienza di dette banconote da parte degli intermediari creditizi italiani;

se il Governo intenda, nelle opportune sedi europee, sollecitare una discussione sulle problematiche sollevate dalla circolazione anomala delle banconote di più alto valore, come quella da 500 euro, al fine di trovare una soluzione condivisa in merito.


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