Su Consip comportamenti non compatibili con la democrazia

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Con il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda, abbiamo depositato un’interrogazione urgente rivolta ai Ministri dell’Interno, della Difesa e della Giustizia in merito alle notizie riportate dalla stampa nei giorni scorsi riguardanti alcuni “fatti connessi all’attività di ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti al Nucleo operativo ecologico dell’Arma dei Carabinieri (Noe) e impegnati in un’inchiesta sugli appalti Consip “e che “configurerebbero comportamenti particolarmente gravi e di serio nocumento per il regolare andamento della giustizia”.
Oltre a una valutazione della vicenda, chiediamo ai ministri interrogati: “Se corrispondano al vero le ricostruzioni giornalistiche sui comportamenti posti in essere da ufficiali di polizia giudiziaria del Noe e, in caso, quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare nei loro confronti” e se non ritengano necessario “porre in essere iniziative atte a salvaguardare la correttezza delle indagini in corso e ad assicurare che sia fugato ogni dubbio sulla linearità dei comportamenti di delicatissimi apparati dello Stato”.
Le notizie “sinora mai smentite” riguardano diversi punti dell’inchiesta Consip. L’alterazione, da parte di ufficiali di polizia giudiziaria, di un’informativa consegnata alle Procure di Napoli e di Roma “al fine di attribuire responsabilità penali al padre dell’allora Presidente del Consiglio”. La falsa testimonianza davanti ai Pm di un ufficiale di polizia giudiziaria che avrebbe negato di avere riferito dell’inchiesta Consip a un suo superiore. La discussione intercorsa tra ufficiali di polizia giudiziaria sull’opportunità “di collocare microspie negli uffici del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e del Capo di Stato Maggiore”. E, infine, la notizia secondo cui “ufficiali di polizia giudiziaria avrebbero trasmesso informazioni e contenuti degli atti dell’inchiesta coperti dal segreto ad alcuni loro conoscenti in servizio all’Aise, senza esserne stati autorizzati dalla magistratura competente”.
Si tratta di ricostruzioni che “suscitano inquietudine e preoccupazione” e “ove rispondessero al vero, al di là delle eventuali responsabilità penali, mostrerebbero che ufficiali di polizia giudiziaria cui la magistratura ha affidato grandi responsabilità, si sarebbero mossi in direzioni tuttora da accertare, ma certamente non compatibili col nostro ordinamento democratico e col buon funzionamento di uno stato di diritto”.

Testo dell'interrogazione:

Ai Ministri dell'interno, della difesa e della giustizia. 

Premesso che:

nelle settimane scorse, in più occasioni, la stampa nazionale ha dato notizia di taluni fatti connessi all'attività di ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti al Nucleo operativo ecologico dell'Arma dei Carabinieri (NOE) ed impegnati in un'inchiesta sugli appalti CONSIP inizialmente promossa dalla Procura di Napoli e attualmente affidata alla Procura di Roma, fatti che, secondo la versione diffusa dai media e sinora mai smentita, configurerebbero comportamenti particolarmente gravi e di serio nocumento per il regolare andamento della giustizia;

in particolare è stato scritto quanto segue;

ufficiali di polizia giudiziaria avrebbero alterato un'informativa consegnata alle Procure di Napoli e di Roma, al fine di attribuire responsabilità penali al padre del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore;

un ufficiale di polizia giudiziaria avrebbe testimoniato il falso ai pubblici ministeri, negando di avere riferito dell'inchiesta CONSIP a un suo superiore;

ufficiali di polizia giudiziaria avrebbero discusso tra loro dell'opportunità di collocare microspie negli uffici del comandante generale dell'Arma dei Carabinieri e del capo di Stato maggiore;

ufficiali di polizia giudiziaria avrebbero trasmesso informazioni e contenuti degli atti dell'inchiesta coperti dal segreto ad alcuni loro conoscenti in servizio all'Agenzia informazioni e sicurezza esterna, senza esserne stati autorizzati dalla magistratura competente;

queste notizie, sinora mai smentite, suscitano inquietudine e preoccupazione perché, ove rispondessero al vero, al di là delle eventuali responsabilità penali, mostrerebbero che ufficiali di polizia giudiziaria, a cui la magistratura ha affidato grandi responsabilità, si sarebbero mossi in direzioni tuttora da accertare, ma certamente non compatibili col nostro ordinamento democratico e col buon funzionamento di uno Stato di diritto,

si chiede di sapere:

quale sia la valutazione dei Ministri in indirizzo in ordine ai fatti descritti;

se corrispondano al vero le ricostruzioni giornalistiche sui comportamenti posti in essere da ufficiali di polizia giudiziaria del NOE e, in tal caso, quali provvedimenti siano stati adottati o intendano adottare nei loro confronti;

se non ritengano necessario porre in essere iniziative di competenza atte a salvaguardare la correttezza delle indagini in corso e ad assicurare che sia fugato ogni dubbio sulla linearità dei comportamenti di delicatissimi apparati dello Stato.



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