Il Governo garantisca le detrazioni agli inquilini degli alloggi sociali

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Secondo la legge 80/2014 gli inquilini degli alloggi sociali hanno diritto ad una detrazione fiscale proporzionale al reddito. Ma a poche settimane dalla scadenza della presentazione della dichiarazione dei redditi, non c'è chiarezza su chi abbia diritto alla detrazione, perché da parte dell'Agenzia delle entrate vige un'inspiegabile incertezza sulla definizione stessa di 'alloggio sociale'. E' per questo che ho chiesto al ministero dell'Economia e delle Finanze, con un'interpellanza urgente, quali atti il governo intenda adottare per dare certezza del diritto e garanzie a coloro che abitano negli alloggi sociali.
L'articolo 7 della legge 23 maggio 2014, n. 80 stabilisce che i conduttori di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale abbiano diritto ad una detrazione pari a 900 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro e pari a 450 euro se il reddito non supera i 30.987, 41. Per la definizione di alloggio sociale la norma fa espresso riferimento al decreto ministeriale 'infrastrutture' del 22 aprile 2008, secondo il quale rientrano nella categoria tutti gli appartamenti riconducibili all'intervento e alla gestione dell'edilizia residenziale pubblica da parte delle Aler e degli Iacp. Dunque, secondo la legge, gli inquilini residenti negli alloggi di edilizia residenziale pubblica in possesso dei requisiti di reddito hanno diritto alla corrispondente detrazione.
E' dunque urgente che il Governo chiarisca in questo senso l'attuazione della norma, con direttive specifiche all'Agenzia delle entrate, e che lo faccia in tempo con le scadenze fiscali. 

Clima: Subito una strategia nazionale di adattamento

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Presentazione di un'interpellanza urgente al ministro dell'Ambiente per chiedere "se sia in grado di fornire informazioni sullo stato attuale dell'iter di elaborazione e adozione della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e quali misure intenda intraprendere affinché si arrivi in breve tempo alla sua completa definizione, adozione e attuazione".
L'interpellanza è il primo documento del gruppo del Pd in Commissione Ambiente del Senato aderente all'intergruppo parlamentare contro i cambiamenti climatici.
"La sfida dei cambiamenti climatici – si legge nell'interpellanza - sta diventando sempre più pressante, visti l'accelerazione della concentrazione di gas serra in atmosfera e l'aumento eccezionale delle temperature medie e massime sul pianeta, come ha documentato l'ultimo rapporto dell'Organizzazione meteorologica internazionale dell'Onu diffuso all'inizio di settembre. L'Italia e il Mediterraneo sono fra le regioni più vulnerabili d'Europa, che più subiranno l'impatto di eventi meteorologici estremi e della riduzione delle precipitazioni annuali medie. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad eventi atmosferici estremi che, sommati alla fragilità del nostro territorio, hanno causato vittime e danni. In questo contesto, la Commissione europea ha adottato la Strategia europea di adattamento (Sea) nell'aprile 2013 e l'Italia è tra i paesi che sta elaborando una propria Strategia. L'iter è cominciato a luglio 2012 con l'affidamento del coordinamento tecnico-scientifico al Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc). Il processo di consultazione pubblica e di revisione tecnica è terminato nel luglio scorso, con l'elaborazione di un pacchetto di documenti. Per questo, si chiede al ministro di capire con urgenza quali saranno i tempi per l'adozione della Strategia".

Interpellanza sulle risorse per i territori colpiti da calamità di Liguria e Toscana

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Interpellanza per capire che fine abbiano fatto i venticinque milioni di euro stanziati, con la legge di stabilità, per gli eventi alluvionali che hanno colpito la Liguria e la Toscana nell'autunno 2013 e per il terremoto nelle province di Lucca e Massa Carrara (Lunigiana e Garfagnana). L'interpellanza urgente, sottoscritta da tutti i senatori del partito democratico eletti nelle regioni interessate, chiede al Ministro Padoan di venire a riferire sulla questione direttamente in aula. La situazione nei territori colpiti è ancora drammatica molte famiglie vivono ancora fuori dalle loro abitazioni, non dobbiamo lasciarle sole. Lo stanziamento è avvenuto nel mese di dicembre, ora siamo ad aprile, e uno Stato normale avrebbe già provveduto a mettere a disposizioni degli enti competenti queste risorse. Vicende come questa, se non risolte accrescono ancora di più lo scollamento che c'è tra la gente e le istituzioni. Con questa interpellanza si vuole impegnare il Governo ad individuare una soluzione in tempi rapidi, sarebbe davvero intollerabile che questi fondi siano decurtati o utilizzati per altre finalità.

Testo dell'interpellanza:

Interpellanza sul Consorzio di bonifica della Baraggia biellese e vercellese

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"Il governo intervenga affinché la Regione Piemonte eserciti in pieno le sue competenze in materia di controllo sui Consorzi e in particolare sul Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese, che avrebbe disperso tra il 2006 e il 2007 le acque irrigue destinate agli agricoltori del distretto di Albano Vercellese, pur di comprovare l'esigenza di realizzare la diga sulla Valsessera. Siamo in presenza di strani 'giochini' pur di arrivare a realizzare un'infrastruttura costosa, di cui il territorio non sente il bisogno". E' quanto chiedono i senatori PD che hanno rivolto un'interpellanza urgente ai ministri delle politiche agricole e dell'Ambiente. "Il Tribunale di Vercelli - spiegano i senatori nell'interpellanza - ha respinto la domanda di risarcimento per diffamazione presentata dal Consorzio ai danni di un agricoltore che aveva avanzato, sulla stampa, l'ipotesi della dispersione finalizzata delle acque. Nel corso del dibattimento, infatti, è emerso con chiarezza come tale dichiarazione corrispondesse al vero e come la carenza idrica lamentata dagli agricoltori del distretto di Albano Vercellese nel 2006 fosse dovuta all'irregolare fornitura da parte del Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese e non ad una reale insufficienza idrica. Questi fatti risalgono ad un periodo tra il 2006 e il 2007 e hanno influito non poco sulla percezione della necessità di nuove forme di approvvigionamento idrico, compresa la costruzione di una nuova diga in Valsessera. Per questo chiediamo un intervento del governo, affinché la Regione Piemonte rispetti le proprie competenze in materia di controllo sulla regolarità dei Consorzi. Chiediamo inoltre all'Esecutivo di esprimersi sul progetto della nuova diga in Valsessera, fortemente osteggiato dalla comunità locale e dall'associazione 'Custodiamo la Valsessera' e che costerebbe oltre 322 milioni di euro".