Interpellanza sulle risorse per i territori colpiti da calamità di Liguria e Toscana

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Interpellanza per capire che fine abbiano fatto i venticinque milioni di euro stanziati, con la legge di stabilità, per gli eventi alluvionali che hanno colpito la Liguria e la Toscana nell'autunno 2013 e per il terremoto nelle province di Lucca e Massa Carrara (Lunigiana e Garfagnana). L'interpellanza urgente, sottoscritta da tutti i senatori del partito democratico eletti nelle regioni interessate, chiede al Ministro Padoan di venire a riferire sulla questione direttamente in aula. La situazione nei territori colpiti è ancora drammatica molte famiglie vivono ancora fuori dalle loro abitazioni, non dobbiamo lasciarle sole. Lo stanziamento è avvenuto nel mese di dicembre, ora siamo ad aprile, e uno Stato normale avrebbe già provveduto a mettere a disposizioni degli enti competenti queste risorse. Vicende come questa, se non risolte accrescono ancora di più lo scollamento che c'è tra la gente e le istituzioni. Con questa interpellanza si vuole impegnare il Governo ad individuare una soluzione in tempi rapidi, sarebbe davvero intollerabile che questi fondi siano decurtati o utilizzati per altre finalità.

Testo dell'interpellanza:

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno.

Premesso che:
i territori al confine tra le regioni Liguria e Toscana sono state interessate nel 2013 da eccezionali eventi calamitosi che hanno provocato ingenti danni ad infrastrutture ed edifici pubblici, ad abitazioni private, ai fabbricati delle imprese e ad edifici di culto;

in data 21 giugno 2013, le popolazioni toscane della Lunigiana e della Garfagnana sono state colpite da un grave evento sismico. L'epicentro del sisma, con una scossa di magnitudo di 5.2 Richter, è stato registrato principalmente a Fivizzano e Casola in Lunigiana (Massa Carrara), e a Minucciano (Lucca), con significativo risentimento anche nel territorio dell'Emilia-Romagna, nelle aree montane delle province di Reggio Emilia e Modena, ed in particolare a Ramiseto, Ligonchio, Palagano, Frassinoro, Pievelago, Collagna, Castelnuovo nei Monti e Busana. Nei giorni successivi all'evento sono state registrate numerose altre scosse che hanno ampliato e provocato ulteriori danni a beni pubblici, i cittadini e alle imprese;

con la delibera del Consiglio dei ministri del 26 giugno 2013 è stato dichiarato lo stato di emergenza, fino al 90° giorno dalla data del provvedimento, esteso fino al 180° giorno dalla successiva delibera del 4 ottobre 2013. Per l'attuazione dei primi interventi nelle more della ricognizione in ordine agli effettivi ed indispensabili fabbisogni, la delibera ha previsto uno stanziamento di 3 milioni di euro; successivamente, nei giorni dal 20 al 24 ottobre 2013, alcuni comuni delle province di Lucca, Massa Carrara, La Spezia, Siena e Genova e sono stati colpiti da eccezionali eventi alluvionali, che hanno provocato ulteriori danneggiamenti ad infrastrutture ed edifici pubblici, alle abitazioni private e alle imprese;

con la delibera del Consiglio dei ministri del 15 novembre 2013 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25 novembre 2013, n. 276) è stato dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 20, 21 e 24 ottobre 2013 nel territorio di Liguria e Toscana, fino al centottantesimo giorno dalla data del provvedimento. La delibera ha disposto, altresì, che per l'attuazione dei primi interventi nelle more della ricognizione in ordine agli effettivi ed indispensabili fabbisogni, uno stanziamento nel limite di 16,5 milioni di euro;

la Protezione civile, intervenuta tempestivamente in occasione degli eventi calamitosi richiamati, ha fatto fronte ai primi interventi di emergenza e di ripristino indispensabili per la messa in sicurezza dei territori colpiti. Analoghe iniziative sono state intraprese dalle Regioni, che con propri provvedimenti hanno stanziato risorse per la ripresa delle attività pubbliche e private e per il sostegno ai cittadini colpiti da tali eventi. Ad oggi, tuttavia, manca un chiaro indirizzo rispetto agli interventi e alle opere di ricostruzione successivi alla fase emergenziale;

considerato che:
durante l'esame della legge n. 147 del 2013, legge di stabilità per l'anno 2014, all'articolo 1, commi 346 e 347, è stata prevista l'istituzione, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, di un fondo per la ricostruzione e la messa in sicurezza nei territori colpiti da eventi emergenziali, con una dotazione pari a 26,5 milioni di euro per l'anno 2014. Le risorse di tale fondo sono finalizzate ad interventi in conto capitale per la ricostruzione e messa in sicurezza, per le quali il rientro alla disciplina ordinaria, in base alla legge n. 225 del 1992, è già avvenuto o avverrà nel corso del 2014;

una quota del fondo, pari a 20 milioni di euro per l'anno 2014, è stata riservata, sulla base della ricognizione dei fabbisogni finanziari, agli interventi per la ricostruzione a seguito degli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito alcuni comuni delle province di Lucca, Massa Carrara, Siena, Genova e La Spezia nei giorni dal 20 al 24 ottobre 2013, nonché comuni delle Marche nei giorni tra il 10 e l'11 novembre 2013;

inoltre, una quota pari a 5 milioni di euro, è stata riservata agli interventi diretti fronteggiare i danni conseguenti al sisma verificatosi il 21 giugno 2013 nei territori della Toscana;

le risorse del fondo possono essere utilizzate anche per la concessione di contributi per scorte e beni mobili strumentali all'attività produttiva, inclusa quella agricola. Per il riconoscimento di tali contributi i danni devono essere in nesso di causalità con l'evento e devono essere dimostrabili con perizia giurata, risalente al periodo dell'evento;

le risorse del fondo non risultano ancora utilizzate per le finalità previste dalla legge di stabilità, nonostante l'urgenza degli interventi e le richieste provenienti dalle aree colpite dagli eventi calamitosi,

si chiede di sapere:
quali siano le ragioni che hanno finora impedito l'utilizzo tempestivo delle risorse del fondo per la ricostruzione e la messa in sicurezza nei territori colpiti da eventi emergenziali;

in considerazione della difficile situazione che si è venuta a creare nei territori della Toscana e della Liguria a seguito degli eventi calamitosi degli ultimi anni, se il Governo intenda adottare, con la massima sollecitudine, i necessari provvedimenti per consentire l'utilizzo delle risorse stanziate nei comuni colpiti dagli eventi calamitosi;

se intenda confermare che le risorse del fondo saranno utilizzate esclusivamente per le finalità previste dalla legge di stabilità e, pertanto, non soggette a decurtazioni o all'utilizzo per altre finalità.

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