Prestito sociale e cooperative

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Interpellanza inerente il prestito sociale e le cooperative.

Testo dell'interpellanza:

Al Ministro dell'economia e delle finanze.
Premesso che:
il settore della cooperazione esprime un modello di impresa che ha saputo coniugare per decenni economia e coesione sociale, equità e benessere diffuso in ampie aree del nostro Paese. La sua evoluzione e il suo radicamento hanno plasmato interi territori, creando occupazione, dinamismo economico, alimentando, attraverso un sistema mutualistico, una cultura di solidarietà e di benessere diffuso;

contribuendo al benessere economico e sociale del Paese, le imprese cooperative hanno conquistato un posto importante nel sistema produttivo italiano, come attori di sviluppo di iniziativa, anche in fasi sfavorevoli alla crescita economica;

negli anni più recenti, tuttavia, gli indicatori di performance economica delle cooperative attive nel settore dell'edilizia, come del resto tutte le imprese del settore medesimo, hanno evidenziato una situazione di forte affanno, da cui è conseguita l'insufficiente possibilità di coprire i costi della gestione operativa con il valore prodotto;

dal 2008 al 2016, infatti, gli investimenti nell'edilizia residenziale hanno registrato un crollo superiore al 60 per cento, nel non residenziale del 35 per cento, e nelle opere pubbliche del 50 per cento, con una perdita complessiva calcolata in oltre 70 miliardi di euro;

insieme alla crisi che ha pesantemente colpito il settore, in qualche caso è emersa una inadeguatezza strategica da parte delle imprese italiane di fronte ad un urto così forte di flessione del mercato, che richiedeva una tempestiva capacità di riconversione e di internazionalizzazione, a fronte di un fatturato estero che proprio nel settore delle costruzioni, vedeva nella stessa fase, un incremento annuo di oltre il 14 per cento;

se una delle ragioni fondative della cooperazione sta nel lavoro e nella solidarietà, fattori determinanti per affrontare la crisi attuale, occorre promuovere e sostenere una reazione all'altezza dei problemi che si stanno affrontando nel duplice intervento, sia pubblico, che del mondo cooperativo;

quel che è avvenuto nelle cooperative di costruzione giunte alla fase di liquidazione coatta, con conseguente perdita di posti di lavoro e del patrimonio collettivo ad esse affidato, ha avuto dimensioni e impatti tali per l'intera realtà cooperativa e per le comunità da imporre un duplice percorso: un'azione immediata di soccorso e una di revisione complessiva del sistema di controllo e di alcune modifiche per la tutela dei soci sovventori e prestatori;

a questo progetto di salvaguardia concorrerà certamente la discussione e l'approvazione in sede parlamentare del disegno di legge (AS 2188) per il contrasto alle false cooperative, già all'esame della 10ª Commissione permanente del Senato (Industria, commercio, turismo);

considerato che:

il prestito sociale, di cui agli artt. 12 della legge n. 127 del 1971 e 13 del decreto del Presidente della Repubblica n. 601 del 1973, ha rappresentato un importante canale di finanziamento del sistema cooperativo italiano, la cui equa remunerazione ha incentivato lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci;

il prestito sociale, pur valendo per l'universo delle cooperative italiane oltre 12 miliardi di euro, ad oggi, per ragioni storiche e normative, non è tutelato da uno strumento assimilabile al fondo interbancario di garanzia. Infatti esso è disciplinato in modo diverso dal risparmio tradizionale, perché rappresenta una forma di investimento dei soci per favorire lo sviluppo e l'iniziativa imprenditoriale delle rispettive cooperative;

diviene indispensabile a parere degli interroganti comunque creare le condizioni per garantire parte significativa del prestito sociale, anche per sostenere lo sforzo straordinario al quale tutti i soggetti cooperativi sono chiamati, per salvaguardare la continuità operativa delle loro imprese, mantenendone il valore mutualistico;

per rafforzare la solidarietà intercooperativa, scopo originario ed essenza della missione del settore, appare opportuno avviare, in tempi rapidi, una revisione della disciplina vigente, allo scopo di dotare il sistema di adeguati strumenti e procedure di controllo, anche intervenendo sui contenuti e sulle modalità di esercizio di queste funzioni;

occorre intervenire sul modello di governance, sulle modalità dei percorsi decisionali, la loro trasparenza, le responsabilità relative agli strumenti di pianificazione e di controllo,

si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda:

a) assumere iniziative finalizzate alla definizione di forme di garanzia (da parte delle singole cooperative e/o in forma consortile) in favore dei soci cooperatori sottoscrittori di prestito sociale, ivi compresi i soci delle cooperative recentemente coinvolte in procedure fallimentari, anche attraverso la previsione di condizioni di privilegio in caso di default delle cooperative, valutando tra i possibili strumenti la costituzione di un fondo intercooperativo;

b) rivedere alcuni aspetti del sistema del prestito sociale per quanto riguarda i tetti massimi pro capite; norme per porre un limite alla concentrazione di più posizioni all'interno dello stesso nucleo familiare, ricondurre il ruolo dei soci sovventori esclusivamente alla sottoscrizione di capitale sociale, prevedere scansioni temporali per la restituzione del prestito;

c) istituire procedure e strumenti con carattere di terzietà, ai quali affidare il compito di vigilanza sui bilanci delle cooperative, che emettono prestiti sociali, sulle condizioni di emissione degli stessi e sulla contrattualistica;

d) rafforzare l'efficienza e l'efficacia dei modelli di governo, mediante la ridefinizione della norma sulla revisione cooperativa del Ministero dello sviluppo economico, con l'obiettivo di riformulare le modalità di esecuzione del servizio, i compiti e le modalità di nomina dei revisori, la verifica della trasparenza dei percorsi decisionali.

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