Presenza debordante di pubblicità sul gioco in trasmissioni sportive

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Ho presentato  al presidente della Commissione Finanze di Palazzo Madama Mauro Marino un elenco di soggetti da ascoltare sul tema del riordino dei giochi che vanno dalle associazioni, ai concessionari e i gestori, dai Monopoli alle forze dell'ordine fino agli esponenti dei movimenti. L'idea di accelerare con le audizioni è legata al fatto che è utile iniziare una discussione puntuale sul riordino in vista dell'appuntamento della Conferenza Stato-Regioni del 30 aprile. Sarebbero già una trentina le possibili audizioni che possono consentirci di affrontare i diversi aspetti della questione.
Fra queste c'è anche la pubblicità. Sulle misure decise nell'ultima Stabilità, sicuramente si poteva fare di più.
Era evidente già quando la norma è stata approvata che avrebbe avuto una ricaduta solo sulle televisioni generaliste. Ovviamente credo che vada rivista.
Alla luce di quanto deciso, inoltre, non si spiegano le polemiche rispetto agli emendamenti presentati in Senato che sulla pubblicità erano molto più rigidi. In questo modo si è mantenuta un'anomalia.
C'è una presenza debordante della pubblicità nelle trasmissioni sportive. C'è un eccesso, siamo oltre l'accettabile. Credo vada rivalutata la proposta di proibizione assoluta della pubblicità durante gli avvenimenti sportivi. Altrimenti si crea un circolo vizioso: gli spot trasmessi durante un evento sportivo promuovono scommesse che hanno a che fare con lo stesso evento. Questo contrasta con l'idea di ridurre la domanda e razionalizzare offerta. Temo che in questa misura ci sia stata molta ideologia, un valore simbolico più che concreto. Basta sedersi davanti alla tv per capire che da punto di vista concreto la situazione non è migliorata, anzi. E' un tema serio da affrontare. Nella Stabilità si sono dati spazi troppo larghi alla pubblicità.

Fonte: Il Velino

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