Abolizione della pubblicità sui giochi insufficiente se non si riduce domanda

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L’intervento previsto dal cosiddetto ‘decreto dignità’ che abolisce definitivamente la pubblicità di ogni gioco con vincite in denaro, escluse le lotterie nazionale, è una delle poche norme positive contenute nel provvedimento. La scelta di arrivare all’abolizione totale era diventata necessaria, visto l’abuso che della pubblicità si sta facendo sulle reti tematiche, soprattutto in occasione di eventi sportivi, per promuovere le scommesse on line. Ma l’impegno per ridurre la domanda di gioco non può ridursi a questo.
Sono stati più coraggiosi i governi del PD che non solo hanno ridotto drasticamente gli spazi pubblicitari televisivi, consentendoli solo dopo le 22.30 sulle tv generaliste, ma hanno anche ridotto di un terzo il numero delle slot istallate nei bar e nelle tabaccherie.
Ci dica Di Maio se il suo governo intende andare nella stessa direzione della riduzione dell’offerta e quindi delle entrate per lo Stato, come pensiamo sia giusto fare, o mantiene l’idea che il gioco d’azzardo debba finanziare il reddito di cittadinanza, come scriveva il M5s in un disegno di legge nella scorsa legislatura. O si ha il coraggio di fare scelte chiare, anche se costose, o la proibizione della pubblicità rischia di essere un provvedimento davvero insufficiente.

Alle ONG dobbiamo chiedere di proseguire, aiutando a salvare vite

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Dopo il fallimento del vertice Ue, Salvini annuncia di voler lasciare la gente in mare senza assistenza per dissuadere altri migranti dal partire. Un'affermazione stupida prima che aberrante: già in questi giorni di blocchi e minacce è chiaro che la gente parte lo stesso e purtroppo muore lo stesso. Da tempo sanno che nel Mediterraneo si può morire, ma rischiano lo stesso perché scappano da una disperazione in cui non vogliono vivere.
Non contento di questo il Ministro dell'Interno cerca di indebolire la rete di assistenza in mare criminalizzando le organizzazioni umanitarie che salvano vite e danno assistenza a chi soffre. Ma così facendo si creano le condizioni per nuove tragedie, non per governare l'immigrazione.
Alle ONG che, come ha ricordato il Presidente della Camera e come confermato dagli esiti delle indagini della magistratura, hanno operato bene e nella legalità dobbiamo chiedere di non rinunciare e proseguire il loro lavoro aiutando a salvare vite.

Dopo 100 giorni senza Aula la maggioranza non garantisce il numero legale

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Trovo vergognoso che dopo 100 giorni di balletti per formare un nuovo governo, oggi, alla prima discussione sul calendario d’aula, la maggioranza non sia presente in aula e non garantisca il numero legale.
Forse un po’ più di lavoro parlamentare e meno campagna elettorale farebbe bene sia alla Lega che ai grillini che nelle piazze hanno invocato il reddito di cittadinanza e oggi non vogliono nemmeno discutere della nostra mozione sul reddito di inclusione.

Nel contratto di Governo non si parla di lotta alle mafie.

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Nel “contratto di Governo” non c’è nulla in termini di lotta alle mafie.
Come dicono le associazioni che si occupano di lotta alla mafia, nella scorsa legislatura abbiamo fatto 23 provvedimenti molto efficaci che anche il nuovo Presidente del Consiglio e il nuovo Ministro degli Interni hanno detto di voler utilizzare.
Fa un po’ impressione, però, la sottovalutazione del problema.
La lotta alle mafie deve essere una questione prioritaria per qualunque Governo.
Andare in Sicilia da Ministro degli Interni, come ha fatto Salvini, a parlare di immigrati e non dire neanche una parola sul contrasto alle mafie, dà un segnale negativo, mostra che quella non è una priorità.
Così come il fatto che ci siano voluti due giorni per dire una parola sul ragazzo immigrato ucciso in Calabria è un altro segno negativo.