Condoni e deroghe di ogni tipo: ecco il governo del cambiamento.

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Il decreto sicurezza, ribattezzato "decreto Salvini", sta arrivando nell'Aula del Senato.
E' un provvedimento sbagliato, che non servirà a fugare le paure dei cittadini, ma aumenterà i problemi per gli immigrati che già vivono e lavorano in Italia e anche con gli extracomunitari appena arrivati.
Non contiene investimenti sulle Forze dell'Ordine e sulla video sorveglianza, non contiene fondi per la prevenzione e l'integrazione, né per il miglioramento della qualità della vita nelle città. E' solo un manifesto di propaganda per mostrare la faccia cattiva di un governo pericoloso per l'Italia.
Tanto è vero che alcuni senatori del M5s hanno già annunciato che non lo voteranno e che Salvini ha appena annunciato che metteranno la fiducia.
Nel testo, c'è persino una norma che stabilisce che i nuovi centri di permanenza temporanei per i rimpatri siano costruiti in deroga alle norme urbanistiche. Un vero scandalo, considerando che ho passato tutta la passata legislatura a sentire il M5s nelle aule parlamentari dire che le deroghe alle norme urbanistiche sono foriere di illegalità e che chi le propone è un disonesto e mette in campo strumenti per favorire l’illecito e la corruzione.
Ora che le deroghe le approvano loro, invece, va tutto bene.
Condoni e deroghe di ogni tipo.
Ecco il governo del cambiamento.

Il decreto sicurezza non sta in piedi

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E’ del tutto evidente che alla prova del dibattito parlamentare e della discussione nell’opinione pubblica il Dl sicurezza non regge e non sta in piedi.
Siamo di fronte ad un provvedimento di pura propaganda che porterà solo guai al Paese.
Ed è per questo che oggi Salvini comincia a dire che l’ipotesi di mettere la fiducia sul decreto è reale.
Ora il M5S cercherà di far digerire le assurde norme contenute in quel testo ai dissidenti grillini.
Ma è sempre più forte la sensazione che, per paura che una delle bandiere del governo gialloverde venga bocciata dal Parlamento, Salvini e Di Maio ricorreranno alla fiducia, obbligando l’Italia a norme pericolose, inutili e sbagliate.

Approvato il mio emendamento per garantire risorse ai Comuni per i beni confiscati alle mafie

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Approvato ora il mio emendamento al decreto immigrazione e sicurezza che finalmente crea un fondo a disposizione dei Comuni per utilizzare i beni confiscati (video). Questo consentirà di rispettare lo spirito della legge Pio La Torre: confiscare i beni per colpire i patrimoni delle mafie e restituirli alle comunità. Vendere anche ai privati i beni per fare cassa dopo un anno di inutilizzo da parte dei Comuni rischia di tradire la legge. Creare per la prima volta un fondo finanziato con almeno il 10% delle risorse derivanti dalle vendite di alcuni beni è una misura utile per utilizzare di più e meglio i beni, condividendoli con i cittadini.

Testo dell'emendamento:
A.S. 840
Emendamento
Art. 36

Al comma 3, lettera f), capoverso “10”, sostituire le parole “Le somme ricavate dalla vendita di cui al comma 5,” con le seguenti “Il novanta per cento delle somme ricavate dalla vendita di cui al comma 5”.

Conseguentemente, dopo la lettera f) inserire la seguente:
"f-bis) dopo il comma 10 è inserito il seguente:

Nel decreto sicurezza non c’è nessuna volontà di affrontare davvero i problemi

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Nel “decreto sicurezza”, ribattezzato anche “decreto Salvini”, che ha iniziato il suo iter nella Commissione Affari costituzionali del Senato, non c’è nessuna volontà di affrontare davvero i problemi.
Nessuno stanziamento in più per il controllo del territorio, per le Forze dell'Ordine, per la videosorveglianza dei luoghi, neanche per i rimpatri.
Nessuna norma per aiutare i sindaci a realizzare una convivenza serena e sicura.
E' una legge che serve solo a presentare l'Italia quale paese ostile e spietato, che riserva un calvario a chi entra in cerca di aiuto, che rende impossibile l’integrazione, che mette in clandestinità anche chi oggi vive e lavora qui.
Un provvedimento che innanzitutto è finalizzato a spaventare, sulla pelle di tante persone immigrate che stanno qui, chi sta pensando di scappare da situazioni drammatiche, per convincerlo a non venire.