Grave l’assenza del gruppo Lega alla commemorazione di Borsellino

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E’ giusto anche dopo 26 anni ricordare in Parlamento il sacrificio del giudice Borsellino e della sua scorta ed è grave che i senatori della Lega non abbiano partecipato alla seduta e non abbiamo preso la parola, unico gruppo della maggioranza a mancare all’appello. I nomi degli agenti sono stati ricordati dalla presidente Casellati, io voglio ricordare soprattutto Emanuela Loi, la prima donna in servizio in una scorta e purtroppo anche la prima a perdere la vita. Commemorare Borsellino e Falcone non significa solo ricordare il loro sacrificio, ma anche gli strumenti innovativi che hanno messo in campo nella lotta alla criminalizzata organizzata: dall’intuizione di seguire i flussi di denaro della mafia fino alla costruzione della Direzione nazionale Antimafia. E significa anche impegnarsi ancora, ogni giorno, per dare risposte a Fiammetta Borsellino.

Mentre Salvini soffia sull’odio le persone muoiono

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Le Ong denunciano l’aumento dei morti in mare e Salvini gongola e bolla le notizie come fake news. Invece di ‘tenere duro’, verifichi come è suo dovere quanto ha denunciato Open Arms sulla morte di una donna e di un bimbo, lasciati affogare da una motovedetta libica.
E’ grave che il ministro dell’Interno di un grande paese come l’Italia continui a soffiare sull’odio, nel tentativo peraltro di distrarre le masse dall’inconsistenza del governo Lega-M5s, che niente finora ha combinato.
Nel frattempo persone in carne ed ossa, uomini donne e bambini, perdono la vita nel disperato tentativo di raggiungere il nostro Paese e ciò è intollerabile.
Il Governo deve cercare soluzioni, non fare tweet odiosi.

Governo del cambiamento? Sì, riduce il Pil

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Sono da poco passati 4 mesi dalle elezioni del 4 marzo. Il cosiddetto "Governo del cambiamento" di Lega e M5S ha prodotto un primo risultato: la revisione al ribasso delle stime UE di crescita del Pil dell’Italia, per il 2018 e 2019.
Tra provvedimenti mai visti, dichiarazioni sull’uscita dall’euro e capri espiatori, tutto è fermo e c’è grande incertezza.
L’esito? Meno ricchezza per tutti, purtroppo per il Paese.

Abolizione della pubblicità sui giochi insufficiente se non si riduce domanda

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L’intervento previsto dal cosiddetto ‘decreto dignità’ che abolisce definitivamente la pubblicità di ogni gioco con vincite in denaro, escluse le lotterie nazionale, è una delle poche norme positive contenute nel provvedimento. La scelta di arrivare all’abolizione totale era diventata necessaria, visto l’abuso che della pubblicità si sta facendo sulle reti tematiche, soprattutto in occasione di eventi sportivi, per promuovere le scommesse on line. Ma l’impegno per ridurre la domanda di gioco non può ridursi a questo.
Sono stati più coraggiosi i governi del PD che non solo hanno ridotto drasticamente gli spazi pubblicitari televisivi, consentendoli solo dopo le 22.30 sulle tv generaliste, ma hanno anche ridotto di un terzo il numero delle slot istallate nei bar e nelle tabaccherie.
Ci dica Di Maio se il suo governo intende andare nella stessa direzione della riduzione dell’offerta e quindi delle entrate per lo Stato, come pensiamo sia giusto fare, o mantiene l’idea che il gioco d’azzardo debba finanziare il reddito di cittadinanza, come scriveva il M5s in un disegno di legge nella scorsa legislatura. O si ha il coraggio di fare scelte chiare, anche se costose, o la proibizione della pubblicità rischia di essere un provvedimento davvero insufficiente.