Grave ciò che è successo a Bari, presenteremo un'interrogazione al Governo

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Quanto avvenuto ieri a Bari è molto grave. Si sta creando in questo Paese un clima di intolleranza alimentato quotidianamente purtroppo anche da chi ricopre cariche istituzionali. Sono stati colpiti e aggrediti cittadini che manifestavano liberamente.
Gli aggressori non sono sconosciuti, ma sono evidentemente appartenenti a gruppi e movimenti neofascisti noti.
Voglio esprimere anche a nome del Pd la solidarietà ai manifestanti che sono stati picchiati. Presenterò al più presto una interrogazione per sapere cosa pensa di fare il governo di Salvini per impedire che sedi di movimenti neofascisti diventino base per aggressioni e spedizioni punitive che somigliano sempre di più a vere e proprie azioni squadristiche.

Bonafede cambi il decreto carceri, inserisca misure alternative

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Dopo il tragico duplice infanticidio a Rebibbia, il ministro Bonafede ha sospeso la direttrice del carcere, la sua vice e il vice comandante del reparto di Polizia penitenziaria. Fa propaganda e cerca il capro espiatorio invece di trovare soluzioni concrete, come si addice a un ministro.
Ciò che deve e può fare è modificare il decreto legislativo sulle misure alternative, in attuazione della riforma Orlando dell’ordinamento penitenziario, che il suo governo ha presentato in Parlamento privo di quelle norme che sarebbero servite ad evitare i drammatici fatti di Roma.
Le disposizioni sulle detenute madri con figli minori di un anno sono state infatti cancellate dalla maggioranza pentaleghista, come quelle sul diritto all’affettività e sulla sanità penitenziaria. Bonafede le ripristini.
Le lacrime del coccodrillo non servono, ci vogliono fatti concreti: investimenti sugli istituti a custodia attenuata, misure alternative.

Dal Governo attacco a magistratura, authority e informazione

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In democrazia chi ha la maggioranza in Parlamento governa e chi perde fa opposizione. Poi ci sono istituzioni che devono garantire tutti e il rispetto delle regole come la magistratura. A questo si aggiungono autorità che devono vigilare sul funzionamento di settori importanti per il Paese, come la Consob, che per definizione devono essere terzi e autonomi. Infine la libertà di stampa e l’informazione sono decisivi per consentire trasparenza e controllo degli atti di chi governa e, quindi, sono fondamentali per la democrazia.
Il tentativo di Lega e 5Stelle di mettere in discussione questi principi fondamentali e l’equilibrio dei poteri è davvero evidente e preoccupante.
Disegnano un Paese in cui chi comanda fa quello che vuole e si mette in discussione con prepotenza l’indipendenza e la possibilità di operare di chi deve controllare a garanzia di tutti, soprattutto se fa scelte sgradite o dice cose non allineate (magistratura, editoria, Consob, giornalisti).
Resta la rete che con la Casaleggio e “la Bestia” di Salvini usano per costruire consenso non certo trasparenza o la libera circolazione delle idee.

Governare un Paese implica la responsabilità di ciò che avviene sul territorio

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Il comico Grillo sostiene di essere indignato per la violenza contro l'atleta Daisy Osakue, ma che i media ci portano al baratro. Tradotto significa che, in coerenza con quanto afferma l'alleato della Lega, per il M5s i reiterati episodi di violenza razzista in Italia sono solo un caso e che il clima di xenofobia, denunciato oggi anche da Avvenire, è un'invenzione mediatica. Peccato che la sicurezza e l'ordine pubblico siano diretta competenza del ministro dell'Interno del nostro Paese, per l'appunto Matteo Salvini, leader della Lega. Lo stesso che fa di tutto per allarmare i cittadini, parlando di un'emergenza migranti che non esiste, della necessità di armarsi per legittima difesa, di sgombero coatto dei campi rom.
Sono tutti argomenti facili da usare, che ottengono grande consenso sui social media. Ma governare un Paese, però, è davvero altro e anche se si scappa, si ha la responsabilità di quanto avviene sul territorio, dei comportamenti di persone che, non sentendosi al sicuro, reagiscono anche quando non esiste il pericolo.