Su Genova chi ha sbagliato paghi ma serve anche dare risposte immediate ai cittadini

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Se le cose dette dalla Commissione di Inchiesta e dal Ministero sulla situazione del Ponte Morandi fossero confermate, sarebbero gravissime. Il concessionario dovrà rispondere, così come il management e la parte del Ministero che avrebbe dovuto svolgere il ruolo di controllo e non lo ha fatto.
Chi ha sbagliato deve pagare perché quello che è successo è grave ma oggi bisogna contemporaneamente dare risposte ai cittadini di Genova.
Gli esponenti del Governo hanno raccontato per giorni e giorni che si sarebbe ricostruito subito e, invece, dopo oltre due mesi non c’è neanche il decreto.
E il decreto non c’è perché, anziché scegliere la via più semplice, cioè rispettare la convenzione e far ricostruire il ponte ad Autostrade, si è scelto di fare diversamente.

Per il Governo l’insicurezza è dovuta ai migranti

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Leggeremo con attenzione il decreto Salvini (perché di questo si tratta) ma dalle notizie che abbiamo non si capisce dove sta la maggiore sicurezza nelle misure illustrate. Il messaggio che viene dalle norme presentate è sbagliato e pericoloso: l’insicurezza del nostro paese è colpa dell’immigrazione. Così l’immigrazione diventa solo una questione di ordine pubblico. In più nel decreto ci sono misure che creeranno più pericoli e insicurezza ai nostri cittadini: ad esempio la restrizione sull’accoglienza umanitaria creerà certamente più clandestini e il raddoppio dei tempi di permanenza nei centri di accoglienza renderà quei luoghi ancora più problematici in termini umanitari e di sicurezza.


Grave ciò che è successo a Bari, presenteremo un'interrogazione al Governo

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Quanto avvenuto ieri a Bari è molto grave. Si sta creando in questo Paese un clima di intolleranza alimentato quotidianamente purtroppo anche da chi ricopre cariche istituzionali. Sono stati colpiti e aggrediti cittadini che manifestavano liberamente.
Gli aggressori non sono sconosciuti, ma sono evidentemente appartenenti a gruppi e movimenti neofascisti noti.
Voglio esprimere anche a nome del Pd la solidarietà ai manifestanti che sono stati picchiati. Presenterò al più presto una interrogazione per sapere cosa pensa di fare il governo di Salvini per impedire che sedi di movimenti neofascisti diventino base per aggressioni e spedizioni punitive che somigliano sempre di più a vere e proprie azioni squadristiche.

Bonafede cambi il decreto carceri, inserisca misure alternative

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Dopo il tragico duplice infanticidio a Rebibbia, il ministro Bonafede ha sospeso la direttrice del carcere, la sua vice e il vice comandante del reparto di Polizia penitenziaria. Fa propaganda e cerca il capro espiatorio invece di trovare soluzioni concrete, come si addice a un ministro.
Ciò che deve e può fare è modificare il decreto legislativo sulle misure alternative, in attuazione della riforma Orlando dell’ordinamento penitenziario, che il suo governo ha presentato in Parlamento privo di quelle norme che sarebbero servite ad evitare i drammatici fatti di Roma.
Le disposizioni sulle detenute madri con figli minori di un anno sono state infatti cancellate dalla maggioranza pentaleghista, come quelle sul diritto all’affettività e sulla sanità penitenziaria. Bonafede le ripristini.
Le lacrime del coccodrillo non servono, ci vogliono fatti concreti: investimenti sugli istituti a custodia attenuata, misure alternative.