Gli interventi in Senato sul Russiagate

pubblicato il .

L'annunciato intervento di Matteo Renzi domani per il Pd al dibattito che seguirà l'informativa di Giuseppe Conte sul Russiagate, si è trasformato in un nuovo motivo di dissapore tra i Dem. Non a tutti, infatti, è andata a genio l'idea dell'ex premier di annunciare sui social che sarebbe stato lui a esprimere la posizione del gruppo sulla vicenda, non ancora chiarita, della presunta trattativa tra i rappresentanti della Lega con emissari del governo russo per ottenere dei finanziamenti per il partito.
Il segretario Nicola Zingaretti era stato avvertito che sarebbe stato Renzi a parlare.
Zingaretti non ha dato l'ok all'intervento del senatore Renzi domani in Senato, né il capogruppo Marcucci ha detto questo in Assemblea. Zingaretti si è limitato a rimettere la decisione all'assemblea dei senatori.

Dopo le nuove intercettazioni su Siri, Salvini non può più sottrarsi all’Antimafia

pubblicato il .

Gli sviluppi dell’inchiesta su presunte tangenti nel settore siciliano dell’eolico, con nuove intercettazioni che vedono coinvolti Paolo Arata, ex consulente della Lega, Nicastri, re dell’eolico ritenuto vicino ai clan mafiosi e Armando Siri, ex sottosegretario del governo Conte, rendono ancora più urgente e necessario che il ministro dell’Interno venga in commissione Antimafia.
Salvini deve far conoscere al Parlamento le informazioni che ha al riguardo.
Da subito in Antimafia chiederemo l’acquisizione di tutti gli atti relativi all’inchiesta e l’immediata audizione dei magistrati che se ne stanno occupando.

Doveroso informare il Parlamento sui rapporti poco chiari con la Russia

pubblicato il .

Siamo soddiafatti. Il Pd ha ottenuto che il Presidente Conte venga al Senato il 24 luglio a riferire sui legami, davvero poco chiari, tra la Russia e la Lega.
È giusto e doveroso che il Parlamento venga informato su fatti che riguardano un partito della maggioranza di governo, che possono inquinare la vita democratica del nostro Paese con il rischio che rapporti poco trasparenti condizionino la nostra politica estera e la sua collocazione internazionale.