Serve più tempo per emendare lo sblocca-cantieri

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Alle ore 16.00 sono stati presentati in Aula al Senato 4 emendamenti al decreto "Sblocca-cantieri" dai relatori del provvedimento.
Il termine per la presentazione dei sub-emendamenti è stato fissato alle 18.00.
Per questo, durante la discussione generale, ho chiesto più tempo per la presentazione dei sub-emendamenti (il termine era stato fissato precedentemente alle 17.30) in quanto all'inizio erano state annunciate circa 15 proposte di modifica ma poi ne sono state depositate solo 4.

Fonte: Agi

Video dell'intervento in Senato»

Con il decreto sblocca-cantieri ci saranno meno tutele e più illegalità

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Oggi con Chiara Braga e Paola De Micheli siamo stati al presidio indetto da sindacati, associazioni ambientaliste e antimafia contro il Decreto "sblocca-cantieri".
Condividiamo, infatti, con le forze sindacali e sociali e con le associazioni che si battono per la legalità le ragioni di una ferma opposizione al decreto "sblocca cantieri".
Non è vero che le norme previste velocizzeranno l'apertura dei cantieri e permetteranno più opere pubbliche.
In realtà, il decreto produrrà solo la riduzione delle tutele per i lavoratori e la cancellazione delle norme utili per garantire la legalità.
Tutto si può correggere ma ciò che propone questo Governo va in una direzione pericolosa.
L'idea che per fare più opere pubbliche sia necessario rinunciare a diritti e legalità è inaccettabile.
E' uno scambio che nel nostro Paese riapre spazi alla corruzione e alla criminalità.

Visto l'entusiasmo con cui M5S commenta la revoca di Siri, per coerenza ora blocchino lo sblocca-cantieri

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Visto l’entusiasmo con cui Di Maio commenta la revoca di Siri immagino che per coerenza ora i 5 Stelle bloccheranno lo sblocca-cantieri. Il decreto che Siri ha costruito e che persegue i suoi obbiettivi: togliere ad Anac poteri e funzioni, alzare le soglie per la trattativa senza gara, liberalizzare i subappalti e tornare al massimo ribasso.
Mandare via Siri, senza fermare la controriforma del codice degli appalti che lui ha voluto, non è un atto di trasparenza ma propaganda!

La Lega spieghi i presunti rapporti con la mafia rom di Latina

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Se fosse vero ciò che è pubblicato sull’edizione romana del quotidiano La Repubblica, in merito ai rapporti della Lega con il clan rom di Latina dei Di Silvio, sarebbe gravissimo.
Tenuto conto che si parla del partito del ministro dell’Interno, che da giorni pontifica contro le mafie e il cui movimento sarebbe sceso a patti con un pericoloso clan e di una forza politica cresciuta alimentando odio e intolleranza contro i rom e che però si sarebbe servita, in campagna elettorale, dei servigi della pericolosa associazione di stampo mafioso dei Di Silvio.
Le dichiarazioni dei pentiti che raccontano queste cose non possono passare sotto silenzio.
Il ministro dell’Interno deve chiarire, su di lui non ci possono essere ombre così gravi.
Per questo stiamo presentando un’interrogazione urgente al Senato in cui chiediamo a Salvini di spiegare i rapporti della Lega con il clan rom di Latina.